venerdì, gennaio 13, 2006

Annalaura colpisce ancora!


Come prima cosa vi saluto tutti e vi annuncio che il filtro ai commenti è stato abolito!
come seconda cosa vi comunico con sommo piacere che adesso ho la patente per la Moto!!
il racconto sta "diventando" cosa di pochi allora che facciamo?


....intanto Chiara è in pulmann, un signore grasso e puzzoso le siede accanto...ma non se ne accorge...una donna arrogante e prepotente alza la voce, sbraita e vuole avere ragione sempre e solo lei....ma non se ne accorge...l'autista è nervoso, il solito traffico, il solito stress, la solita vita....ma non se ne acccorge...Chiara stamattina non si accorge di nulla...poggia le dita e ula testa sul finestrino e una lacrima le riga il volto...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Gli occhi si scardinano, non senza il tipico rumore delle incrostazioni millenarie,il calore delle lenzuola che ti inchioda al letto ma…
7:31 la sveglia continua a gracchiare, prima o poi dovrò proprio cambiarla.
OK, sono davanti allo specchio,saluto il nuovo foruncolo che si è piazzato lì in mezzo alla faccia e che con regale gesto ricambia il saluto- devo stare ancora dormendo – allora con gesto repentino prendo una grande e dolorosa decisione:
Apro l’ acqua! Fredda! O no meglio tiepida è vero svegliarsi ma….
Adesso arriva il peggio mi devo vestire,ma non sono mai stato bravo a scegliere i colori i tessuti e con la scusa ….....e con la scusa di non riuscire a prendere questa difficile decisione mi balena una folle idea.... La chiamo? Potrebbe essere la volta giusta...: è lei che ogni mattina da ben due anni critica il mio modo di vestire e di comportarmi (troppo poco deciso, o per dirla con le sue stesse parole "troppo moscio"). E forse chiamandola potrei sorprenderla...Si, forse potrebbe essere la scusa buona per poter attaccare con lei un approccio diverso, non solo lavorativo,lei dolce e incredibile Chiara, che da due anni martella la mia testa.......intanto Chiara è in pulmann, un signore grasso e puzzoso le siede accanto...ma non se ne accorge...una donna arrogante e prepotente alza la voce, sbraita e vuole avere ragione sempre e solo lei....ma non se ne accorge...l'autista è nervoso, il solito traffico, il solito stress, la solita vita....ma non se ne acccorge...Chiara stamattina non si accorge di nulla...poggia le dita e ula testa sul finestrino e una lacrima le riga il volto...




pa-pa-papa-pa-papa…… pronto mi dica…
Sto arrivando sono bloccata nel traffico… è il suo capo si è persa qualcosa e come al solito chiama lei …. così organizzata le risolve ogni problema…è tutto nella cartellina sul tavolo al piano di sotto pronto per essere spedito, appena arrivo ci penso io le dice Chiara.
Nel frattempo sul autobus …. stava quasi piangendo, ora parla al telefono, chi sa con chi parla è sempre così malinconica, però è carina, quasi quasi…
Faccia attenzione giovanotto a che sta pensando deve scendere o no?
Prego mi scusi si accomodi.
Va bè non è il caso, la nostra figura l’abbiamo fatta, la rincontrerò se tutto va bene domani oggi lasciamola stare sta ancora parlando al telefono e tra due fermate scende.
Chi sa che fa nella vita!
Secondo me però è simpatica starà vivendo un periodo particolare, dai colori che indossa,… quel cappellino si deve essere simpatica….

Anonimo ha detto...

Suvvia, romanziamola un po’ di più ‘sta storia: un po’ di discorso in terza persona e qualche dettaglio spazio-temporale:

“La lacrima di Chiara è una lacrima di gioia. Ce l’ha davanti agli occhi quel bambolotto piccolo piccolo con gli occhioni così grigi come solo i neonati possono avere: Valerio, il figlio di sua sorella Bianca. “La vita può essere ripetitiva quanto vuole – pensa - chissà quanti autobus dovrò ancora prendere nella mia vita per raggiungere Sorrento ogni mattina, ma se so che questo non è fine a se stesso, che prima o poi anch’io troverò a casa mio figlio ad aspettarmi…” E così continua a fantasticare sulla fortuna di sua sorella e proprio non riesce a trattenere più il pianto di felicità dinanzi allo splendido mistero della vita. E’ già scesa dall’autobus, si sta dirigendo verso l’agenzia turistica, come ogni mattina, che ancora pensa a Bianca, a Valerio, alla bellezza della maternità, a quando toccherà a lei, con chi.
Tutti questi dolci pensieri le spariscono però all’istante appena entrata nell’agenzia. Il capo al telefono sembrava proprio in una giornata storta al telefono. Non fosse per la strada da Vico a Sorrento, sempre bloccata nelle settimane precedenti le feste di Natale e che immancabilmente le faceva far tardi al lavoro. Il direttore dell’agenzia ovviamente non gradiva e glielo fa capire bene oggi: un’occhiata che fa capire tutto, meglio di mille parole.
Ed anche oggi la scrivania di Luca è vuota. Sono ormai 3 giorni che non si fa vedere né tanto meno vedere…”