Quà dobbiamo mettere in chiaro che la storia mentre cresce viene modificata e poi se volete ci sarà una stesura definitiva magari ricorretta in italiano.
In oltre non capisco perchè alcuni si potrebbero correggere ed altri no!
Cicci cari ora devo proprio trovare uno spazio apposta per voi magari potremmo inventare un personaggio pazzo e vagabondo che come un menestrello canta asuo modo le storie dei 4 disgraziati! di seguito riporto il secondo capitolo.P.s. ho aggiunto il pezzo di Emil senza leggere magari lo aggiustiamo (se necessario) in seguito .Che ne pensate di coinvolgere Rosario che magari potrebbe disegnarci un idea dei personaggi in fumetto!
In oltre non capisco perchè alcuni si potrebbero correggere ed altri no!
Cicci cari ora devo proprio trovare uno spazio apposta per voi magari potremmo inventare un personaggio pazzo e vagabondo che come un menestrello canta asuo modo le storie dei 4 disgraziati! di seguito riporto il secondo capitolo.P.s. ho aggiunto il pezzo di Emil senza leggere magari lo aggiustiamo (se necessario) in seguito .Che ne pensate di coinvolgere Rosario che magari potrebbe disegnarci un idea dei personaggi in fumetto!
Volevo dire in oltre Grazie veramente tanto per le vostre adesioni mi
emozionano e mi rendono davvero felice!
CAPITOLO DUE
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che si incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre.Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi’ come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
ma non fece in tempo a finire la frase che già la borsa di Chiara era in volo verso la sua testa. Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.Si incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che si incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre.Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi’ come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
ma non fece in tempo a finire la frase che già la borsa di Chiara era in volo verso la sua testa. Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.Si incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-
Chiara pensò rapidamente a quante cose aveva da fare nel pomeriggio in agenzia, anche quel giorno tantissime. D’altra parte però, prima di Natale era impossibile riuscire a finire entro l’orario prefissato, poi dopo due panini tracannati in 5 minuti da sola al bar, oggi poteva anche concedersi il lusso di una pausa più lunga. “Al diavolo il capo, sì, mi fido di te, anche se mi sa che non dovrei. Portami dove vuoi” disse contenta Chiara, mentre già camminava verso il corso un braccio a serrare la borsa al fianco, l’altra sotto al braccio di Alberto, che la trascinava a grandi passi.Piccoli, piccolissimi erano invece i passi che muoveva in quello stesso momento Luca. Luca era nel buio, buio pesto. “Come ho fatto a dimenticare di portare con me le pile di riserve per la torcia!” si dannava mentre la sua mente era tutta concentrata a ricordare, uno dopo l’altro, tutti i singoli passi che aveva fatto qualche ora prima quando era disceso nella caverna. Erano già 3 giorni che faceva quel percorso, anche se era la prima volta che doveva affrontarlo al buio. La gita organizzata con Alberto la domenica precedente era stata solo un pretesto per dare un’ultima occhiata alla zona e per assicurarsi che, tagliando per il vecchio sentiero, ormai completamente in disuso, fosse effettivamente riuscito ad arrivare alla caverna senza dover temere brutte sorprese.Sapeva della leggenda della grotta di Montepertuso, in paese si diceva che fosse una porta per l’inferno e la abitassero gli spiriti. Dopo 3 giorni di esplorazione gli era invece ben chiaro che la leggenda era stata opportunamente fatta circolare per distogliere l’attenzione da quel luogo, come aveva iniziato a sospettare da un po’. Tranquillizzato dal suo incedere sicuro nonostante il buio; Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando…
4 commenti:
Mi auguro che pubblicherai il mio precedente commento di oggi 25 gennaio.
Alla cortese, ma evidentemente non troppo (per i motivi che mi accingo a illustrare), attenzione del Sig. Ciccioformaggio e del suo entourage, sempre che si degnino di ripassare di qua…E in riferimento al commento al post precedente, avrei qualche cosetta da dire anche io.
La mia rozza mente non riesce a produrre più che numeri ad una sola cifra, quindi mi perdonerete se userò un sistema di numerazione rudimentale.
1) Il Sig. Ciccioformaggio, come ho avuto già modo di fargli sapere, è troppo permaloso!
2) La sottoscritta è un’amante della polemica quindi raccoglie la provocazione ma si prostra ai piedi di Ale e degli altri utenti per aver alimentato il flame e per l’eventuale disturbo arrecato.
3) Questo sito da un punto di vista tecnologico è sicuramente un blog, ma se vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, ed evidentemente vogliamo, quella che stiamo scrivendo è ciò che i più usano chiamare ‘round robin’. Storia a più mani, che come tale quindi tende a risentire di vari problemi quali i diversi stili, i diversi percorsi mentali ecc. Quindi necessita di qualche semplice regola elementare, per esempio, e cito “I capitoli dovranno attenersi all'ambientazione approfondendo i punti ritenuti interessanti dall'autore, ma rispettando ciò che già inserito” oppure “Chi prosegue può utilizzare uno dei personaggi inseriti rispettando pienamente la descrizione fisica e caratteriale, è vietato far morire i personaggi degli altri senza permesso del creatore, è consentito solo utilizzarli moderandosi e rimanendo appunto il più fedele possibile. Stesso discorso per l'ambientazione.” E ancora “cercate di seguire la trama, cercate di seguire un filo logico.” E per finire, questa è la mia preferita “Divertiamoci. Prendiamolo per quello che è: un gioco.” Invece qui si è passati agli insulti di cui al punto seguente.
4) Le nostre piccole, infime, chiuse, ottuse, menti borghesi, che a quanto pare compensano in pregiudizi quello che mancano in creatività, sono inoltre state accusate di varie amenità tra cui “non volersi confrontare” (dove invece un atteggiamento del tipo ‘non ci gioco più’ è evidentemente aperto al confronto nonché molto adulto), essere “contrarie allo spirito del blog”, ma se il blog è uno spazio totalmente libero allora in teoria è diritto degli utenti decidere quale sia il suo spirito. E gli utenti dovrebbero avere il diritto di decidere di giocare secondo le regole senza che gli si venga a dare del nazista. O peggio ancora senza che li si associ alla ributtante figura del parlamentare!
5) Se basta ricevere un commento negativo a poche righe scritte, sempre in teoria, per gioco, per andare a inalberare principi di libertà e democrazia e attaccare crudelmente con epiteti sì ingiuriosi i propri amici…Allora si, su questo concordo, stiamo inguaiati!
6) Non essendomi mai sentita così offesa prima d’ora (no, dico, parlamentare…brrrr!!) esigo un risarcimento danni morali sotto forma di succhiotto. Da Ciccioformaggio almeno, la cui competenza tecnica conosco e ammiro, ma anche dal suo addetto stampa se è bello e figo.
7) Visto che è stato scomodato l’esimio Voltaire, mi permetto di rilanciare col serenissimo Platone, che non doveva essere proprio l’ultimo dei cretini. A voi:
“Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere dei mescitori che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, allora accade che i governanti che resistono alle richieste dei cittadini sempre più esigenti, sono denunciati come tiranni. E avviene anche che chi si mostra disciplinato è definito uomo senza carattere; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari e non è rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui. In questo clima di libertà e nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.”
8) Alla luce di quanto emerso al punto 7, confido e spero che vedremo presto Ale in tutina di lattice e frustino. Che poi era l’obiettivo reale di questo mio intervento!
Essendo un portavoce internazionale mi scuso per aver scritto il messaggio precedente in turco in modo tale da renderne difficile la comprensione. Lo riassumo brevissimamente: ferma restando l'insindacabilità del "capo" del blog di inserire o meno i commenti (che nessuno mette in discussione), il punto è l'atteggiamento dei partecipanti di suggerire "boicottaggi" è contrario allo spirito del medesimo: nell'ambito dei vincoli di consistenza logica della storia (peraltro rispettati come spiegato nella precedente) dovrebbe essere stimolante un cambio improvviso di rotta in ogni caso "curabile" e non una cosa de cansurare: in altre parole la discuswsione va fatta "NELLA" storia con il proprio contributo e non "FUORI" cercando di bloccare gli altrui contributi. Arrivederci
X Lalla: Ma è una polemica senza rancori, non ti preoccupare ;) e perchè non lo usi il blog visto che ormai ti sei registrata e che a me piace tanto farmi i ***** altrui?
X Tutti: mi ero dimenticata una cosa riguardo alla questione tempi. Io sono più a mio agio col passato e credo che continuerò ad usare quello, poi magari alla fine di ogni capitolo Ale aggiusta il tutto. E riguardo il rapporto Chiara/Alberto, visto che chiamarlo 'di lavoro' non ha più molto senso ormai, io lo traformerei in amicizia. Sempre che non sia già stato fatto, sorry non ho la pazienza di andare a ravanare tra i post precedenti ora.
Ciao!!
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