venerdì, febbraio 24, 2006

ciao a tutti

Rispondo alla domanda di Emiliano il fatto di divdere in capitoli non è facile perchè stiamo seguendo 4 storie e ogni volta si rilancia in una quando una altra stava per terminare..... comunque ci proviamo .
Avete notato che la storia è scaricabile ai link Capitolo 1 e Capitolo 2 ?(grazie a Paola)
p.s. non è aggiornatissima ....ma ci si può accontentare!!!

aveva appoggiato sul tavolino e lì trova un biglietto –CAZZO!Esclama e poi scappa via Alberto si precipita fuori casa di Luca, richiude il cancelletto dietro di sè e si infila nella sua macchina. "Luca è impazzito, gli avevo detto che ci saremmo visti stasera, che bisogno c'era di fare imprudenze e di lasciarsi andare come al solito al suo istinto, doveva aspettare...". Ma mentre veloci scorrono nella mente di Alberto questi pensieri, squilla il telefono, è Chiara che lo chiama: -Pronto Alberto, ho trovato la tua chiamata sul cellulare, non ho potuto rispondere perchè ero al piano di sopra dalla signora Martinengo, voleva una mano a spostare alcuni mobili. E' successo qualcosa?-Veloce, molto veloce ed affannata è la risposta di Alberto:- Chiara, poi ti spiego, è successo un casino....Fatti trovare tra venti minuti sotto casa tua, sto passando a prenderti: stasera dovevamo incontrarci a casa di Luca ma quel pazzo non è a casa, ho trovato un biglietto in cui diceva che ritornava nella caverna di Monteprtuso, dobbiamo raggiungerlo, ho bisogno del tuo aiuto...ma soprattutto Luca ha bisogno del nostro aiuto-.Nella sua testa neanche per un momento Alberto pensa di andare alla ricerca di Luca senza Chiara, pazienza che allungherà il suo tragitto; in più di un'occasione l'istinto di Chiara si è rivelato prezioso e spera che anche questa volta possa condurli al più presto da Luca.La strada che lo separa da casa di Chiara gli sembra interminabile, l'ansia lo sta avvolgendo a poco a poco, l'ostinazione di Luca a volte riesce a mandarlo proprio fuori di testa. I pensieri si fanno sempre più ingarbugliati e fitti, ma finalmente è sotto il portone di Chiara, un grosso zaino sulle spalle. Non ha bisogno di chiedersi cosa vi sia lì dentro: immagina quasi la scena di Chiara, iper previdente, che vi ficca dentro tutto ciò che ritiene opportuno per partire alla ricerca di Luca.... torcia, cartine, maglioni pesanti e qualche vivero di sostegno per la notte.Chiara, sale in macchina, abbraccia forte Alberto (un brivido, gli scorre lungo la schiena e pensa a come nessuna ragazza a parte Chiara, riece a provocargli effetti così sadicamente piacevoli), si stacca da lui e lo guarda con i suoi occhi grandi ed interrogativi, quasi come se volesse dirgli, portami subito da Luca. Alberto gira la chiave,mette in moto,una mano sul volante ed un' altra su quella di Chiara, quasi a volerla rassicurare, quasi a volerle dire "non ti preoccupare, lo troveremo", e sa che sia lui che Chiara, hanno dimenticato gli screzi della giornata e con essi Elena Chiara ed Alberto percorrono il tragitto da Castellammare a Positano nel silenzio quasi totale, interrotto solo saltuariamente dal “Dove siamo? Manca molto?” ansioso e preoccupato di Chiara. - No, ancora poco ed arriviamo” è la breve risposta di Alberto, che in contemporanea si gira un attimo verso la sua amica e la rassicura con lo sguardo.Le curve della stretta strada statale, quasi del tutto deserta, si susseguono l’una all’altra ed Alberto le asseconda con la sua guida pulita e precisa. Seppur con i finestrini alzati, i rumori della notte entrano tutti nella Clio rossa di Alberto e contribuiscono a fornirgli una strana, inafferrabile sensazione di rilassatezza. Ciò nononstante nella sua mente si incrociano mille pensieri: Luca, il suo biglietto, il tentativo di ricordare quella maledetta grotta che solo il sabato prima Luca gli aveva indicato dal lontano. Eppure, quando il suo cervello si blocca su qualche punto del sentiero, nel tentativo infruttuoso di ripercorrerlo mentalmente per prepararsi all’escursione notturna, irrompe prepotente la figura di Chiara ed Alberto non deve far altro che voltarsi appena per guardarla e trovarla. Lei c’è, forse è questo che lo fa sentire così incredibilmente appagato e sicuro, seppur in una situazione così assurda. In contemporanea col decimo “Dove siamo?” di Chiara, Alberto sterza veloce all’incrocio con la stradina che sale a Montepertuso e subito dopo frena di schianto davanti ad una volante della polizia stradale. - Alt, non si passa, strada interrotta!- Perché no? E come si fa? Dobbiamo andare a Montepertuso!- L’accesso è tassativamente vietato, Montepertuso è isolata, è franato fin giù alla strada un pezzo intero del costone appena sopra la casa forestale, sa quella nei pressi della caverna…Il poliziotto non arriva a finire la sua spiegazione che …....

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiara si getta su Alberto e stringendolo forte gli dice: Alberto NO, Luca!! cosa gli sarà successo? Starà bene?, proviamo a chiamarlo sul cellulare; ora provo disse Alberto, ma qui il mio non prende il tuo? Neanche disse lei, accidenti, aspetta Chiara proviamo a chiedere.
- Agente mi scusi…
- Mi dica rispose l’agente
- Un nostro amico era diretto alla caverna, ha notizie di qualcuno?
- No guardi, in questo momento non ho notizie da darle, ho solo ricevuto l’ordine di non far passare nessuno, se vuole possiamo chiedere a chi è sul posto via radio
- O si grazie, vede qui non ho campo con il telefonino
- Non si preoccupi, Alfa 1 a bravo 2 mi senti c’è qualcuno in ascolto?
- Antò non è il momento che succede? Disse il collega via radio
- Ci sino due ragazzi che dicono che un loro amico era diretto alla caverna
- U mamma mia e chi è stù pazz’ a quest’ora?
Guarda non so niente, qui è caduto il costone, alla caverna non riusciamo ad arrivare, bisognerà aspettare i mezzi di soccorso, pompieri e protezione civile
- Toc-toc bussa al finestrini l’agente. Alberto era tornato in auto per rassicurare Chiara
- Ragazzi, ho contattato i colleghi sul posto, non sanno niente del vostro amico, perché non riescono a raggiungere la caverna, si aspettano i mezzi di soccorso.
- Agente per favore ci faccia passare vorremmo andare sul posto siamo ben attrezzati
- Mi dispiace non posso far passare nessuno è pericoloso, se volete potrete chiamare il 113 per avere informazioni e lasciare i vostri dati per tenervi informati
- Il solito pazzo disse Chiara riferendosi a Luca
- E si sempre troppo impulsivo, agisce sempre senza riflettere
Chiara tra se e se pensò, in effetti sono come l’olio e l’acqua e pure cosi amici, ba sarà per questo che….
- Mi dispiace ora dovete tornare indietro qui siete un intralcio disse il poliziotto
Alberto fece manovra e si diresse verso Castellammare.




Capitolo 3
A però, Mario oggi abbiamo fatto un passo avanti, ma che dico mi voglio illudere….
No vedremo domani sull’autobus, ora vediamo questi disegni, di chi sono?
A quel montato dell’architetto, non poteva spedirli al cantiere, me li doveva lasciare dal portiere, che pretende che lo chiami nella notte, mo me li guardo ma se ne parla domani, chi sa cosa si è inventato questa volta per la Monica II?

Anonimo ha detto...

ti mando io il racconto completo

Arikel ha detto...

A bbello se vuoi mandarmi gli altri capitoli di volta in volta così li aggiungo agli altri non c'è problema! Mica è perchè li voglio io, eh! ;)

Ah sento che la fase di scazzo creativo sta per passare...

Un bacio a tutti!!

Anonimo ha detto...

Mannaggia a Michelangelo ed al suo Mario. Vabbè, diamogli un po’ di spazio. Eccovi il mio pezzo (P.S.: Per chi sa, ho finito stamattina gli esami, tutto ok):


Un po’ pensando alla dolce sconosciuta dell’autobus, un po’ maledicendo l’architetto Bertolini, Mario muove veloce il mouse ed il nuovo progetto della carena del Monica II inizia a prendere forma sul suo laptop. Non fosse stata per la passione per le barche, Mario non avrebbe mai conosciuto il Sud.
Fino al giorno prima della partenza da Ravenna per Castellammare per ricoprire l’incarico di aiuto-progettista ai cantieri navali, i suoi genitori tentarono di convincerlo in ogni modo che la sua era una scelta sbagliata, inconcepibile, un vicolo cieco. Il loro punto di vista era dettato non solo da un profondo razzismo, tanto bieco quanto assurdo – di famiglia facevano Esposito di cognome, ma l’albero genealogico era ignoto o quanto meno reso tale -. E’ che per Mario in realtà avevano progettato un futuro radioso: il degno successore per l’impresa delle farmacie Esposito, commesse in tutta l’Emilia-Romagna, un avvenire solido ed imperturbabile, altro che perdere il tempo a progettare barche. Eppure proprio le barche lo avevano salvato. Partito per Castellammare, ormai tre anni or sono, le farmacie avevano subito un brutto colpo: uno scandalo di medicinali avariati arrivato chissà come all’orecchio del giornale locale, ed erano state costrette a chiudere una dopo l’altra. I suoi genitori avevano salvato giusto l’indispensabile per non dover rinunciare anche ai fine-settimana sulla neve a Madonna di Campiglio, ma per lui non ci sarebbe stato nessun avvenire radioso, affatto. Invece la sua grande fantasia progettistica e la pura passione per il mare e le barche, ereditata forse proprio dall’ignoto avo del regno delle due Sicilie, lo stavano riempiendo di soddisfazioni ed ultimamente anche di quattrini. Per non parlare della camera con vista sul golfo di Napoli, arredata a puntino dalla signora Laudiero, la sua affittuaria, che la domenica gli cucinava anche un ragù che, come dicevano da quelle parti, “si sciugleva ‘mmocca”. L’unico suo cruccio era il tempo libero: sempre pochissimo e quando c’era riempito solo e soltanto dalle partite di calcio della Virtus Positano, di cui era portiere nonché capitano.
A mezzanotte, dopo la centesima maledizione dedicata all’architetto, Mario decide che può bastare. Spegne il computer, va in bagno ed accende la radio, in tempo per l’ultimo notiziario della sera. E’ intento a dare un ultimo colpo di rasoio – una sua mania assurda quella di radersi di sera – che il sangue gli si gela nelle vene: la radio sta comunicando che…

Anonimo ha detto...

X Emiliano!!!!
Auguri e complimenti davvero,mi fa piacere che sia andato tutto bene!!!
Appena faccio l'esame mi raccomando organizziamo qualcosa e speriamo vada bene anche a me!!!
L'unica cosa....tutto il mese di Marzo avrò escursioni il sabato,dici che possiamo organizzare le domeniche??? Un bacio a te e a tutti gli altri!!!
A presto.