sabato, marzo 04, 2006

Allora ricominciamo!!!

So di essermi fatto aspettare ma alla fine ho pubblicato il continuo della toria allora buona lettura!!!!!!
P. S. complimenti ad Emiliano grande per i tuoi esami!!1
- Perché no? E come si fa? Dobbiamo andare a Montepertuso!
- L’accesso è tassativamente vietato, Montepertuso è isolata, è franato fin giù alla strada un pezzo intero del costone appena sopra la casa forestale, sa quella nei pressi della caverna…
Il poliziotto non arriva a finire la sua spiegazione che Chiara si getta su Alberto e stringendolo forte gli dice: Alberto NO, Luca!! cosa gli sarà successo? Starà bene?, proviamo a chiamarlo sul cellulare; ora provo disse Alberto, ma qui il mio non prende il tuo? Neanche disse lei, accidenti, aspetta Chiara proviamo a chiedere.
- Agente mi scusi…
- Mi dica rispose l’agente
- Un nostro amico era diretto alla caverna, ha notizie di qualcuno?
- No guardi, in questo momento non ho notizie da darle, ho solo ricevuto l’ordine di non far passare nessuno, se vuole possiamo chiedere a chi è sul posto via radio
- O si grazie, vede qui non ho campo con il telefonino
- Non si preoccupi, Alfa 1 a bravo 2 mi senti c’è qualcuno in ascolto?
- Antò non è il momento che succede? Disse il collega via radio
- Ci sino due ragazzi che dicono che un loro amico era diretto alla caverna
- U mamma mia e chi è stù pazz’ a quest’ora?
Guarda non so niente, qui è caduto il costone, alla caverna non riusciamo ad arrivare, bisognerà aspettare i mezzi di soccorso, pompieri e protezione civile
- Toc-toc bussa al finestrini l’agente. Alberto era tornato in auto per rassicurare Chiara
- Ragazzi, ho contattato i colleghi sul posto, non sanno niente del vostro amico, perché non riescono a raggiungere la caverna, si aspettano i mezzi di soccorso.
- Agente per favore ci faccia passare vorremmo andare sul posto siamo ben attrezzati
- Mi dispiace non posso far passare nessuno è pericoloso, se volete potrete chiamare il 113 per avere informazioni e lasciare i vostri dati per tenervi informati
- Il solito pazzo disse Chiara riferendosi a Luca
- E si sempre troppo impulsivo, agisce sempre senza riflettere
Chiara tra se e se pensò, in effetti sono come l’olio e l’acqua e pure cosi amici, ba sarà per questo che….
- Mi dispiace ora dovete tornare indietro qui siete un intralcio disse il poliziotto
Alberto fece manovra e si diresse verso Castellammare.




Capitolo3
”Ah però, Mario oggi abbiamo fatto un passo avanti, ma che dico mi voglio illudere….
No vedremo domani sull’autobus, ora vediamo questi disegni, di chi sono?
Ah quel montato dell’architetto, non poteva spedirli al cantiere, me li doveva lasciare dal portiere, che pretende che lo chiami nella notte, mo me li guardo ma se ne parla domani, chi sa cosa si è inventato questa volta per la Monica II? Un po’ pensando alla dolce sconosciuta dell’autobus, un po’ maledicendo l’architetto Bertolini , Mario muove veloce il mouse ed il nuovo progetto della carena del Monica II inizia a prendere forma sul suo laptop. Non fosse stata per la passione per le barche, Mario non avrebbe mai conosciuto il Sud. Fino al giorno prima della partenza da Ravenna per Castellammare per ricoprire l’incarico di aiuto-progettista ai cantieri navali, i suoi genitori tentarono di convincerlo in ogni modo che la sua era una scelta sbagliata, inconcepibile, un vicolo cieco. Il loro punto di vista era dettato non solo da un profondo razzismo, tanto bieco quanto assurdo – di famiglia facevano Esposito di cognome, ma l’albero genealogico era ignoto o quanto meno reso tale -. E’ che per Mario in realtà avevano progettato un futuro radioso: il degno successore per l’impresa delle farmacie Esposito, commesse in tutta l’Emilia-Romagna, un avvenire solido ed imperturbabile, altro che perdere il tempo a progettare barche. Eppure proprio le barche lo avevano salvato. Partito per Castellammare, ormai tre anni or sono, le farmacie avevano subito un brutto colpo: uno scandalo di medicinali avariati arrivato chissà come all’orecchio del giornale locale, ed erano state costrette a chiudere una dopo l’altra. I suoi genitori avevano salvato giusto l’indispensabile per non dover rinunciare anche ai fine-settimana sulla neve a Madonna di Campiglio , ma per lui non ci sarebbe stato nessun avvenire radioso, affatto. Invece la sua grande fantasia progettistica e la pura passione per il mare e le barche, ereditata forse proprio dall’ignoto avo del regno delle due Sicilie, lo stavano riempiendo di soddisfazioni ed ultimamente anche di quattrini. Per non parlare della camera con vista sul golfo di Napoli, arredata a puntino dalla signora Laudiero, la sua affittuaria, che la domenica gli cucinava anche un ragù che, come dicevano da quelle parti, “si sciugleva ‘mmocca”. L’unico suo cruccio era il tempo libero: sempre pochissimo e quando c’era riempito solo e soltanto dalle partite di calcio della Virtus Positano, di cui era portiere nonché capitano.A mezzanotte, dopo la centesima maledizione dedicata all’architetto, Mario decide che può bastare. Spegne il computer, va in bagno ed accende la radio, in tempo per l’ultimo notiziario della sera. E’ intento a dare un ultimo colpo di rasoio – una sua mania assurda quella di radersi di sera – che il sangue gli si gela nelle vene: la radio sta comunicando….“… una frana al costone di Montepertuso… un ragazzo forse imprigionato… i soccorsi fanno il possibile…. la situazione è critica….” “Caspita i cantieri sono proprio la sotto speriamo che non sia capitato niente! Devo chiamare ai cantieri!” allora Mario corre al telefono e chiama al cantiere…. Squilla ma nessuno risponde allora monta la preoccupazione e mezzo rasato si riveste, “devo assolutamente arrivare al cantiere” pensa esce di casa e prende la vespetta che come al solito fa le bizze ma alla fine và, allora Mario si dirige verso i cantieri a rotta di collo. Non senza difficoltà arriva al luogo del fattaccio e un poliziotto lo blocca, e gli fa chiaramente capire che la strada è interrotta e non si può continuare.

-Senta io lavoro ai cantieri devo andare a controllare , sono il riposabile del cantiere devo sapere se gli operai stanno tutti bene e se la barc….

-Senta Lei può essere anche il figlio del presidente della repubblica ma da qui non si passa chiaro?

Dice perentorio il poliziotto che continua a fargli segno di tornare indietro. Allora Mario sconfitto e preoccupato reindossa il casco e si avvia per la stradina di riserva, infatti a volte quando può invece di fare la solita strada inbocca una antica mulattiera che sbuca esattamente dietro i cantieri. Arriva all’ ibocco della stradina e decide che in quelle condizioni di luce non era il caso di andarci su due ruote, allora parcheggia la vespa in un angolo nascosto e si avvia. Comincia ascendere e all’ altezza della caverna riesce a scorgere la strada e tutta la massa dei soccorritori che stanno a decidere sul da farsi e mentre osserva questa cosa si accorge di altre due ombre che al suo sopraggiungere si sono nascosti.

- Chi è la! , dice ma nessuno riponde allora decide di indirizzare la torcia verso la ombre

- Chi sei tu ? allora una della due ombre risponde…..

3 commenti:

Anonimo ha detto...

innanzitutto auuuguri ML
ed in bocca al lupo per la nuova avvenura

e poi ecco il continuo della storia di monte pertuso

Chi è la! , dice ma nessuno risponde allora decide di indirizzare la torcia verso la ombre
Chi sei tu ? allora una della due ombre risponde puntando contro Mario a sua volta la torcia
- Ma aspetta dove ti ho visto?, ti conosco disse Chiara, aspetta….
- E Mario prendiamo l’autobus insieme,di solito
- Giusto esclamò hiara, il cellulare!
- Che ci fate da queste parti e a quest’ora, avete sentito cosa è successo?
- Un nostro amico era diretto alla caverna
- Ho sentito alla radio del ragazzo disperso
- E tu? chiese Alberto
- Sono il responsabile dei cantieri navali che sono qui giù, ho sentito della frana alla radio e sono corso a controllare, ma la polizia non mi ha fato passare e quindi ho deciso di scendere da qui
- Se volete vi do una mano a cercare il vostro amico, hai cantieri possiamo prendere delle attrezzature.
- Grazie, ma dovevamo andare in grotta quindi siamo ben attrezzati, tu vai pure a controllare i cantieri disse Alberto, in effetti non sappiamo neanche se ci farannono avvicinare alla frana.
- Alberto, Alberto guarda, disse Chiara arrivano i vigili del fuoco
- Ragazzi allora scappo, disse Mario, corro ai cantieri chi sa cosa è successo!!
- In bocca al lupo per il vostro amico
Mario continuò la sua marcia notturna verso i cantieri, con una tempesta di pensieri intesta.
Mario forse dovevi restare dargli una mano, ma i cantieri, ci penseranno i vigili, tu che potevi fare, va bè, arriviamo giù se tutto a posto risalendo vediamo la situazione come si è evoluta.
Mio dio i cantieri, c’è mancato poco che fortuna, ma i ragazzi?
- Peppiiiiinoooo, Andreeeeeaaaaaa ragazziiiii…….

Anonimo ha detto...

Il pezzo inserito da Alessandro stravolge un pò la geografia della penisola sorrentina (Mario dice di lavorare ai cantieri di Castellammare), Montepertuso è distante almeno 40 km da lì, ma a parte questo complimenti per i pezzi inseriti. A presto per il prosieguo.Ciao

P.s: Grazie a tutti per gli auguri, ci vediamo presto.

Anonimo ha detto...

Scusate ma sono io che ho le traveggole o l'inizio del terzo capitolo è stato inserito 2 volte???
Baci a tutti!!!