Allora il concorso vi è piaciuto!bravo Emiliano non ci sono limiti va bene tutto (foto disegni suoni... tutto insomma). Però ora dovete dere anche qualche perere sulle immagini che vengono proposte!
allego il pezzo nuovo e... CNTINUATE PRESTO!!!!!
Ale
P.S. BUONA PASQUA a tutti i lettori- scrittori!
No risposero in coro i due
- ma come!? , sì ! ma ci stà o’ ingegnere ca guagliona! disse peppino
- va bè aspettimo che arrivi la squadra e vedremo sul da farsi.
Nel frattempo Albetro si addentrava sempre di più nella caverna, illuminata dalla debole luce della torcia elettrica, una goccia d’acqua gli cadde esattamente nel collo della giacca, e Alberto pensò è che ca… è proprio la tua giornata, è gelida, dove andrà a finire stà benedetta caverna. Ad un certo punto voltò l’angolo è trovo la strada chiusa da un muro. Non è possibile un vicolo cieco così ed infatti alzò la testa ed ecco sparire il raggio di luce della torcia in un pozzo che “Infatti alzò la testa ed ecco sparire il raggio di luce della torcia in un pozzo che a prima vista gli sembrò troppo impervio per iniziare l’arrampicata senza pensarci prima un pò. Si girò intorno per esaminare la situazione. Man mano che illuminava i singoli punti dell’anfratto, Alberto si faceva sempre più persuaso che si trovava in un luogo non così stretto. Il muro che gli sbarrava la strada era sì di dimensioni limitate, quasi una porticina o poco più, ma intorno le pareti di roccia erano ben più ampie. Nessuna traccia di vegetazione, d’altra parte l’ingresso della grotta era distante non poco; Alberto non aveva visto l’orologio quando l’aveva oltrepassato, ma era trascorsa certo almeno un’ora. “Fuori avrà già cominciato ad albeggiare” pensò, rincuorandosi a riflettere che col giorno i soccorsi sarebbero avanzati più celermente e avrebbero tirato rapidamente fuori dai pasticci sia lui che Luca, che chissà dove si trovava in quel momento.
Già, Luca. Ad Alberto sembrava che fossero passati settimane da quando aveva avuto le ultime notizie di Luca, ed invece non era affatto così. Era solo qualche ora prima che avevano parlato al telefono, seppur a strappi a causa della rete telefonica che andava e veniva. Alberto aveva appena iniziato a ricordare i particolari di quella particolare telefonata, da cui poi era partita tutta quell’ avventura, che subito si bloccò su un fondamentale dettaglio: Luca gli aveva detto che aveva capito perché si diceva in paese che la grotta era abitata da fantasmi. Era una storia montata ad arte per distogliere l’attenzione da quel luogo, gli aveva detto. Un muro eretto nelle viscere della montagna era allora forse l’ultimo baluardo rispetto a quel segreto che chissà chi voleva tener nascosto. Convinto di essere vicino a scoprire il mistero alla base della sparizione di Luca, si risolse a tentare l’ardita via dell’arrampicata nella colonna del pozzo. Ancora non aveva finito i nodi e contronodi necessari per autoassicurarsi che una luce intensa, proveniente dalla sue spalle, illuminò l’anfratto. Alberto si voltò di scatto e…”
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Ancora non aveva finito i nodi e contronodi necessari per autoassicurarsi che una luce intensa, proveniente dalla sue spalle, illuminò l’anfratto. Alberto si voltò di scatto e era la luce del sole che attraverso un foro nella roccia arrivava fino a Alberto, il quale si meravigliò molto dell’accaduto, “cammino da un bel po’ qui la caverna deve essere ritornata lungo la parete della montagna, allora non sono lontano dall’uscita, aspetta….”, alzò nuovamente la testa nella direzione del pozzo e si accorse che in sommità c’era una luce, fino a quel momento fuori era troppo buio per capire se era un uscita o no quel pozzo, Alberto si persuase “ si sale”.
Un tremito scuote la giacca di Mario, il cellulare vibra, pronto!! Disse mario
- ngignè sò peppino
- dimmi peppino
- siamo arrivati a do gurdi’, stann’ organizzand’ na squadra di soccors’ arriviam’, nun v’ muit, mo v pas’ o colonnell’
- non sono colonnello disse l’agente
i due si parlarono e mario spiegò in qualche maniera la strada per raggiungerli.
L’agente l’assicuro che sarebbero arrivati a momenti e gli ha intimato di non fare fesserie
Mario concordò, spiegò la telefonata a Chiara che comprese e si risollevò d’animo
Ok aspettiamo sapranno sicuramente fare meglio di noi disse Mario, e tra se e se pensò, menomale che non sono sceso, mi sono evitato un pericolo ed una figuraccia, mo arrivano i pompieri e pensano loro a tirare su le giovani marmotte, io progetto barche, la montagna non fa per me.
Ad un certo punto un boato cupo …..
PS. sta tizzia ha una faccia antipatica
se voglio proporre volti che devo fare le mando al bloggher?
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