domenica, maggio 07, 2006

ritorno con risposta



Pubblico tutto il capitolo 4 che credo che sia concluso spero che il mio nuovo invito al triller sia accolto, altrimenti vi prego fatemi capire che forma deve prendere questo racconto!!!!
p.s. per Annalaura deve esserci un problema sul files che ha Paola comunque io ti posso inviare tutto insieme se vuoi!
P.P.s. N nessuna incomprensione io ho perfettamente capito ciò che è successo appena mi vedo con Paola sistemo tutto comunque rinnovo il mio invito a chiedermi il racconto completo sarò felice di inviarlo!!!!!
ciao a tutti!


Capitolo Quattro



Chiara era in cammino già da un pò, quando ai rumori della notte si aggiunge il trillo squillante del suo cellulare, sms in arrivo,lo legge e di colpo si asciuga le lacrime e la sua testa si riempie di rabbia mista a preoccupazione."Prima Luca, ora anche Alberto decide di fare di testa sua e di non aspettare...mentre io sto qui a preoccuparmi per loro.Mi sono stancata, basta piangere, altrimenti crederanno sempre tutti che sono una lamentosa sentimentale...". In lontananza scorge una luce, finalmente ha trovato qualcuno: mano mano che si avvicina la figura sembra essere il ragazzo che aveva incontrato poco prima con Alberto e con lui ci sono altre due persone. Chiara si avvicina sempre più, la sua intenzione è di chiedere aiuto e cercare di rimettersi suoi passi di Alberto. Allora si avvicina alle tre figure e con ampi gesti si fa notare da questi che nel buio non si erano accorti di lei
-Scusate ho bisogno di aiuto, i miei amici loro… si sono in pericolo…
-Signorì calmatevi accussì nun s’ capisc’ nient! che è successo?
dice uno dei custodi del deposto
-Si ha ragione ma sono così agitata, sono venuta quì insieme ad un amico a cercare un altro nostro amico che suppongo sia rimasto bloccato dalla frana ma al buio lui è caduto ….
- Signurì nun s’ capisce propro nient!
Allora Mario prende la parola:
- Peppino cerca di capire ,la signorina è sconvolta, allora tu e Andrea andate ad avvisare i soccorsi io e lei andiamo al posto esatto in cui è caduta questa persona così da segnalarlo ai soccorritori!
- ingignè facimm subbit . Andrè facimm ambress..
E così dicendo si allontanano,
- Ce la fai a portarmi nel posto esatto?
-certo che ce la faccio! Così si avviano al posto in cui Alberto è caduto. Lo stato d’ animo di Mario è un turbine di emozioni “ Sono vicino alla ragazza dei miei sogni ma che situazione adesso certo non posso chiederle di uscire….Dacci un taglio con questo atteggiamento da tredicenne alla prima cotta!’ si rimproverò Mario impadronendosi di nuovo del suo autocontrollo. ‘In fin dei conti poteva anche andarmi peggio, pensò poi, visto che era un ragazzo naturalmente predisposto a vedere il bicchiere mezzo pieno ‘dopotutto da che mondo è mondo fanciulla in difficoltà più eroe dell’ultimo minuto sono un’ottima combinazione.’ Sorrise all’idea, contento però che il buio impedisse a Chiara di vederlo, non ci avrebbe mica fatto una bella figura se lei l’avesse visto sghignazzare senza ragione e per di più in una situazione disperata.La ragazza intanto continuava a camminare lungo il sentiero che tra un po’ avrebbe conosciuto a memoria. Col cuore in gola per l’ansia più che per lo sforzo fisico, una sensazione irrazionale, però così reale, che la sua meta si stesse facendo più lontana ad ogni passo e mille pensieri in testa, uno meno allegro dell’altro. Esattamente come Mario pochissimi minuti prima, ma per ragioni completamente diverse, anche lei si impose di darsi una calmata, agitarsi così non l’avrebbe aiutata e poi non voleva fare la figura dell’isterica con quello sconosciuto tanto gentile. Non avrebbe saputo spiegare perché dovesse importarle del giudizio di un estraneo, ma prima di riuscire a trovare una motivazione si rese conto di essere finalmente arrivata.-Ci siamo- disse, Mario annuì soltanto ma Chiara non lo vide, il fascio di luce della torcia dello sconosciuto illuminava la corda che aveva gettato ad Alberto poco prima, lei l’afferrò quasi con ferocia e cominciò a tirarla su. Dovette tirare per un po’ prima di ritrovarsi in mano l’altro capo tutto sfrangiato. Cominciò ad accarezzarlo con le dita come se fosse stato un peluche, con una fitta gelida di paura all’altezza dello stomaco, ma Alberto le aveva mandato un sms, giusto? Quindi stava bene…Giusto? Mario intanto aveva alzato la torcia in modo da poterle illuminare il viso, sentì il bisogno di agire e non soltanto per fare bella figura, non gli piaceva vederla così.-Dammi la corda- le disse allora, più perentorio di quanto avrebbe voluto, in fondo non era sicuro neppure lui di quello che stava per fare. Chiara gliela passò, ma contemporaneamente chiese –Che vuoi fare?--Tu prendi la torcia e fammi luce- cominciò Mario –io scendo a cercare il tuo amico--Cosa?- chiese Chiara con una evidente nota di isteria nella voce, ma proprio tutti a lei dovevano capitare questi maschi col complesso di Rambo? -Allora non hai capito quello che…--Ssshhh!- Mario la interruppe prendendole una mano. Chiara avvertì un brivido, ma non era dovuto al tocco del ragazzo. Si girò di scatto verso un punto tra i cespugli che la torcia di Mario già stava illuminando, non si vedeva niente al di fuori dell’ordinario, ma non c’erano dubbi, qualcosa lì in mezzo si stava muovendo. I due si guardano in faccia e Mario scorge un velo di terrore negli occhi di Chiara, -Chi è la?
Ma dell’ ombra nessuna traccia sembra “Forse è meglio non lasciarla sola”
- Senti forse è meglio che aspetti con te, altrimenti rischi l’ infarto!!!!
Dice scherzando, ma Chiara si arrabbia le dice
–Io so cavarmela, piuttosto non scendere che non ti vedo molto pratico, e non farti scudo di me se tu hai paura!
Risponde perentoria. Ma subito se ne pente , in verità non sarebbe mai voluta rimanere sola; “ma questo chi si crede di essere!”
A sentire questa risposta Mario capisce di che pasta è fatta la ragazza dalla figura esile che alberga da tempo nei suoi pensieri!
- Va bene non ti scaldare volevo solo allentare la tensione….
Ma non fa in tempo a finire di dire ciò che l’ ombra ritorna e questa volta Chiara non si fa scrupoli e in preda al panico in un attimo si trova abbracciata a Mario,i due si guardano e nell’ imbarazzo più totale Chiara si ritrae e dice:
– Forse è meglio che aspetti quà…Altrimenti ti puoi far male!
– Mario comprendendo la situazione lascia correre la mancanza di fiducia e si bea nel ricordo del soffice abbraccio rubato alla sua bella –Forse è meglio ,dice laconico.
Nel frattempo i due guardiani arrivarono al posto di blocco e li….
- Guard’ Peppì nu guardie, iammolo a chiammà-Capo capo gridò Andrea-Alt disse il poliziotto, di qui non si passa- chest’ o’ sapim disse Peppino, c’stan dui guagliun sprdut, vnit’ cu nui - non è possibile- rispose il poliziotto- fermatevi un attimo e raccontatemi.
i due spiegarono al poliziotto l’accaduto in maniera più o meno chiara, ma questo al poliziotto bastò a capire che si trattava dei due ragazzi di poco prima, riprese la radio e conttattò i suoi colleghi sul luogo della frana, chi rispose disse:- lo sapevo, non bastava la frana, ci volevano pure gli “indiana jons” ma so stì pazzi?- qui qualcuno è arrivato, cerco di organizzare una squadra e vediamo di pescare queste “giovani marmotte”- ok passo e chiudo, allora sta partendo una squadra dalla zona della frana arriverà qui, voi sapete dove è caduto questo tipo? Chiese il poliziotto a i guardiani.No risposero in coro i due- ma come!? , sì ! ma ci stà o’ ingegnere ca guagliona! disse Peppino- va bè aspettimo che arrivi la squadra e vedremo sul da farsi.Nel frattempo Albetro si addentrava sempre di più nella caverna, illuminata dalla debole luce della torcia elettrica, una goccia d’acqua gli cadde esattamente nel collo della giacca, e Alberto pensò è che ca… è proprio la tua giornata, è gelida, dove andrà a finire stà benedetta caverna. Ad un certo punto voltò l’angolo è trovo la strada chiusa da un muro. Non è possibile un vicolo cieco così ed infatti alzò la testa ed ecco sparire il raggio di luce della torcia in un pozzo che a prima vista gli sembrò troppo impervio per iniziare l’arrampicata senza pensarci prima un pò. Si girò intorno per esaminare la situazione. Man mano che illuminava i singoli punti dell’anfratto, Alberto si faceva sempre più persuaso che si trovava in un luogo non così stretto. Il muro che gli sbarrava la strada era sì di dimensioni limitate, quasi una porticina o poco più, ma intorno le pareti di roccia erano ben più ampie. Nessuna traccia di vegetazione, d’altra parte l’ingresso della grotta era distante non poco; Alberto non aveva visto l’orologio quando l’aveva oltrepassato, ma era trascorsa certo almeno un’ora. “Fuori avrà già cominciato ad albeggiare” pensò, rincuorandosi a riflettere che col giorno i soccorsi sarebbero avanzati più celermente e avrebbero tirato rapidamente fuori dai pasticci sia lui che Luca, che chissà dove si trovava in quel momento.Già, Luca. Ad Alberto sembrava che fossero passati settimane da quando aveva avuto le ultime notizie di Luca, ed invece non era affatto così. Era solo qualche ora prima che avevano parlato al telefono, seppur a strappi a causa della rete telefonica che andava e veniva. Alberto aveva appena iniziato a ricordare i particolari di quella particolare telefonata, da cui poi era partita tutta quell’ avventura, che subito si bloccò su un fondamentale dettaglio: Luca gli aveva detto che aveva capito perché si diceva in paese che la grotta era abitata da fantasmi. Era una storia montata ad arte per distogliere l’attenzione da quel luogo, gli aveva detto. Un muro eretto nelle viscere della montagna era allora forse l’ultimo baluardo rispetto a quel segreto che chissà chi voleva tener nascosto. Ancora non aveva finito i nodi e contronodi necessari per auto-assicurarsi che una luce intensa, proveniente dalla sue spalle, illuminò l’anfratto. Alberto si voltò di scatto e capì che era la luce del sole che attraverso un foro nella roccia arrivava fino a Alberto, il quale si meravigliò molto dell’accaduto, “cammino da un bel po’ qui la caverna deve essere ritornata lungo la parete della montagna, allora non sono lontano dall’uscita, aspetta….”, alzò nuovamente la testa nella direzione del pozzo e si accorse che in sommità c’era una luce, fino a quel momento fuori era troppo buio per capire se era un uscita o no, Alberto si persuase “ si sale! ”.Un tremito scuote la giacca di Mario, il cellulare vibra, pronto!! Disse mario- ngignè sò peppino- dimmi peppino- siamo arrivati a do gurdie’, stann’ mettenne’ assiem nà squadra di soccors’ arriviam’, nun v’ muit, mo v pas’ o colonnell’- non sono colonnello disse l’agentei due si parlarono e Mario spiegò in qualche maniera la strada per raggiungerli.L’agente l’assicuro che sarebbero arrivati a momenti e gli ha intimato di non fare fesserieMario concordò, spiegò la telefonata a Chiara che comprese e si risollevò d’animoOk aspettiamo sapranno sicuramente fare meglio di noi disse Mario, e tra se e se pensò, menomale che non sono sceso, mi sono evitato un pericolo ed una figuraccia, mo arrivano i pompieri e pensano loro a tirare su le giovani marmotte, io progetto barche, la montagna non fa per me.Ad un certo punto un cupo boato fa sobbalzare Mario che in meno di un nanosecondo si accuccia per terra con le mani sulla testa per ripararsi da chissà che cosa.Altro che Rambo o Indiana Jones, questo è molto più femminuccia di me, pensa stizzita Chiara. "Mario, ma che fai, è solo il rumore di un grosso pezzo di tronco...Spero che arrivino presto a tirarci via di qui perchè vorrei ritrovare al più presto i miei amici..." gli dice Chiara, ormai più rassegnata che arrabbiata. Mario pensa dal canto suo, che questa forse non è la sua giornata.....Alberto anche se affaticato decide di incamminarsi su per il pozzo ormai inutilizzato da più di 60 anni; effettivamente si tratta di una salita abbastanza scomoda e faticosa ma l'uscita gli sembra, passo dopo passo sempre più vicina.Riesce a percorrere la dura salita grazie a delle staffe di ferro ancorate nel muro, vecchi scalini ormai consunti, ma per fortuna ancora percorribili.Superato l'ostacolo pozzo sente finalmente su di sè i raggi del sole che lo scaldano...ma il sole, la luce e il meraviglioso panorama che si apre davanti a lui in quel momento sono ben poca cosa, rispetto alla sorpresa più grande: pochi metri più avanti, quasi immerso nella sua inconfondibile cartina,c'è Luca. Alberto gli corre incontro e lo abbraccia forte (non l'avrebbe mai ammesso nè con se stesso, nè con Chiara o con chiunque altro, ma dalla scorsa notte temeva che quel momento non si sarebbe mai potuto ripetere). Luca era contento di aver rincontrato l'amico, ma un velo di amarezza sembra turbarlo."Ma si può sapere perchè hai questa faccia, non sembri per niente contento?", gli dice Alberto scuotendolo con tono deciso ed inquisitorio."Di cosa dovrei essere contento?Certo, mi fa piacere vederti, ma non capisci che ancora una volta ero ad un passo per arrivare dritto alla verità, stavo per raggiungere la caverna di Montepertuso ma devo aver sbagliato strada...". La faccia di Luca è tutta un programma, certo che quando vuole abbattersi e buttarsi giù quasi nessuno è più bravo di lui; ma per fortuna Alberto sa sempre come prenderlo e infatti basta che gli parli per un attimo di una delle sue sue teorie sulla sfiga (l'ennesima conferma che Patology esiste davvero)per far comparire sul viso di Luca un sorriso senza più dubbi.Adesso si tratta di decidere come procedere, se tornare a casa e riprendere la strada della caverna in un altro momento oppure proseguire adesso, cercando però di recuperare Chiara.
Una figura da lontano controlla la scena:
- Fortunatamente non hanno capito niente!. Prende la ricetrasmittente e fa il segnale convenuto, dall’ altra parte il trabiccolo emette un forte rumore
- Che succede?
- Il pericolo è scampato! Quei due deficenti non hanno capito niente!, ma questa volta ci siamo andati troppo vicino!!
- E’ colpa tua ! inetto dovevi eliminarli prima che cominciassero a dare seriamente fastidio! Io non voglio correre rischi e ti considero responsabile di tutto!
- Ma….
- Ma cosa? Stagli appiccicato!
- Sarò la loro ombra!
Il losco individuo si allontana con passo sicuro lungo la parete rocciosa.
- Luca ce la fai a muoverti?
- A parte la fame tutto OK!
- và beh che suggerisci di fare?
In quel momento spunta il primo baschetto dei vigili del fuoco che appena li vede chiama la base:
-Li ho trovati stanno bene!
Dall’ altra parte la notizia arriva a Chiara che fa un salto di felicità e ancora una volta si trova ad abbracciare Mario che non può fare altro che partecipare alla sua euforia.
Bisogna aspettare un paio d’ ore buone ma poi i soccorritori portano Aberto e Luca che visibilmente stremati si trascinano verso Chiara che per tutto saluto stampa un grosso schiaffone in faccia a tutti e due e si allontana scoppiando in un pianto liberatorio.


Fine capitolo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Accidenti ma chi l’ha cacciata a questa qui? Ma chi è? Il capoblog non è che potrebbe fornire anche il numero di telefonino della piccola… Insomma, Chiara2 soppianta ampiamente Chiara1 (che poi avevo proposto io stesso, ma ritiro subito la candidatura). Complimenti a chi l’ha proposta (Miki o Alessandro?). Per quanto riguarda il racconto, non tarderà il mio contributo… Ciao

Anonimo ha detto...

Dopo credo più di un mese di “sterilità creativa”, vi propongo l’inizio del capitolo 5: Un pezzo un po’ romanzato, il capoblog me lo perdonerà, ma spazio per il thriller ne lascio eccome. Anzi, diciamo che quasi lo impongo a chi mi seguirà. Durante il mio silenzio, non sono però stato con le mani in mano: ho elaborato una cinquina di foto. L’ho spedita ad Alessandro, spero la sottometta al vostro parere quanto prima. Chissà se conoscete qualcuno dei personaggi che prestano la faccia ai nostri eroi. Credo di no. Un saluto a tutti e… eccovi il pezzo!

Passarono molti mesi prima che i tre amici ritornassero sui luoghi in cui avevano trascorso un’intera, travagliata, rocambolesca notte di quel Dicembre gelido come pochi.
Nei giorni appena seguenti quella notte, complici anche le festività natalizie, non si incontrarono che qualche volta ed Alberto e Chiara provarono a capire il motivo per cui Luca qualche settimana prima aveva piantato tutto e tutti per “darsi alla macchia” ed alla fine costringere anche loro a quell’avventura. Alberto soprattutto tentava con insistenza di capire il motivo di quei gesti, ma Luca forniva poche spiegazioni, e soprattutto narrava storie così incredibili che Alberto e Chiara temevano che le forti emozioni di quella notte avessero potuto intaccare nel profondo il suo placido ma saldo raziocinio. Via via le richieste di spiegazioni andarono scemando; d’altra parte Luca sembrava ritornare pian piano alla vita normale, con impegni sempre più gravosi all’agenzia dove, al pomeriggio, doveva sbrigare spesso anche il lavoro di Chiara, che di frequente doveva scappare via per accudire Valerio al posto di sua sorella Bianca, ormai ritornata ad occuparsi stabilmente del suo negozio di articoli da regalo. Inoltre Alberto era ormai impossibile incontrarlo se non durante l’orario di apertura alla libreria. All’una e mezza spaccata chiudeva la saracinesca e volava da Elena, con cui si era nuovamente fidanzato da alcuni mesi - lui ci teneva a dire che era con esattezza mezzanotte ed un minuto del 1°Gennaio –. La sera alle 8 in punto la scena si ripeteva identica.
Insomma, la mattina del 20 Giugno, a distanza di 6 mesi esatti da quella convulsa notte che avrebbe potuto avere enormi ripercussioni sulle vite dei tre amici, si poteva con certezza dire che non ve ne fosse più alcuna traccia nelle loro menti. Non in quella di Luca né in quella di Alberto, nè tanto meno era Chiara che pensava a quelle vicende ormai passate: come sempre, quando era colpita da emozioni troppo forti e soprattutto da sentimenti troppo contrastanti, Chiara tendeva a rinchiudersi in se stessa ed a dimenticare tutti. Il fidanzamento di Alberto con Elena la convinse poi in modo definitivo a ritornare ad un rapporto meno intimo sia con Alberto che con Luca. Non erano stati mesi molto facili, ma l’indaffararsi quotidiano con Valerio riuscivano a tenerla in quel limbo di noncuranza per il proprio futuro, che in quel momento reputava in fin dei conti non del tutto negativo.
Eppure la mattina del 20 Giugno la caverna di Montepertuso rifece d’un tratto capolino in tutte e tre le loro vite, per poi poco dopo mutarle in modo irreversibile. Successe che Alberto si presentò in agenzia, con un bel po’ di stupore da parte di Chiara e Luca. Lo stupore divenne enorme quando lessero il pezzetto di giornale che Alberto porse loro. C’era scritto: “…