Spero che questo post non rimanga molto tempo ma so che le vacanze incombono e allora se qualcuno leggerà..... va beh comunque Buone vacanze a tutti !!!!
Capitolo 6
Nel frattempo Luca riprese il racconto, ma per un attimo sembrò dimenticarsi di essere in compagnia di altre tre persone e cominciò a ragionare tra sé e sé. Gli altri lo osservavano perplessi, ma il ragazzo ignorando il sopracciglio alzato di Alberto, l’espressione sorpresa e quasi comica sul viso di Mario e quella quasi spaventosa su quello di Chiara, si alzò e cominciò a passeggiare per la stanza. Alla fine esordì-Torniamo là, alle grotte-Seguì un coro di ‘sei impazzito?’, ‘stai scherzando?’ e ‘non ci penso proprio’ che però Luca ignorò completamente.-Ma si, andiamo, vi faccio vedere una cosa, secondo me è importante!- si era così entusiasmato all’idea che già stava cominciando a raccattare in giro per la stanza lo zaino e tutte le cose che ci voleva mettere dentro.Alberto stava per intervenire e dire a Luca per filo e per segno cosa pensava di quell’idea assurda, del suo comportamento e di tutta quella situazione in generale, ma Mario lo anticipò e per quella che era praticamente la prima volta nella serata prese la parola.-Senti è assurdo muoversi adesso, perché non ce lo racconti a parole quello che vuoi farci vedere? Non ti è bastata l’esperienza dell’ultima volta?- e poi con più astio di quanto intendesse –Non è per me, ma non te ne accorgi che così rischi di mettere di nuovo i tuoi amici in una brutta situazione?-Si era improvvisamente ricordato il viso di Chiara quella famosa sera mentre erano da soli a contemplare una corda spezzata. Non gli era piaciuto allora e non gli piaceva adesso.Luca si fermò di scatto con lo zaino in una mano e una torcia nell’altra e gli lanciò un’occhiata acuta ma non ostile. Quanto ad Alberto, riconobbe che Mario aveva espresso quello che era anche il suo pensiero, senza parolacce per di più, ma prima ancora di riuscire a realizzare cosa stesse facendo disse a Luca-Ok, io vengo con te- per un momento si sentì un perfetto lunatico. Un secondo prima avrebbe voluto far internare quell’esagitato e adesso era pronto a seguirlo in capo al mondo. Lo sguardo di gratitudine di quello che era uno dei suoi più cari amici però fu una bella ricompensa. Quasi quanto l’espressione esasperata sul viso di Mario_mi_preoccupo_tanto_per_i_tuoi_amici. Con un sorrisetto compiaciuto si alzò anche lui e disse a Chiara –andiamo?- come se andare a rompere le scatole a dei potenziali criminali russo/partenopei in un labirinto sotterraneo fosse una cosa normale.-Chiara è assurdo, se vuoi ti riaccompagno a casa- intervenne Mario ormai convinto di trovarsi a metà tra un incubo e un sogno…In fin dei conti starsene un po’ da solo con Chiara era proprio quello desiderava e se quegli altri due volevano andare ad ammazzarsi, erano fatti loro.Chiara era indecisa, Mario aveva assolutamente ragione, ma lei era assolutamente convinta che lasciare Luca e Alberto da soli fosse l’equivalente di un omicidio. Si stavano comportando da imbecilli, ma erano suoi amici.L’indecisione sul viso della ragazza spinse Alberto ad agire impulsivamente, lei sapeva essere insopportabilmente prepotente e anche se non l’avrebbe mai detto ad alta voce, era convinto che una ragazzetta indifesa in una situazione del genere sarebbe stata più che altro d’intralcio, però quella sera la voleva con sé a tutti i costi.-Ah va bene, se volevate starvene un po’ soli potevate dircelo- disse sghignazzando, poi prese Luca per un braccio e si diresse verso l’uscita –allora noi ce ne andiamo- aggiunse quasi cantando ed effettivamente trascinando con sé Luca, il quale sibilò un ‘Alberto’ più eloquente di mille parole, ma non si oppose alla marcia forzata impostagli dall’amico.Alle loro spalle i ragazzi sentirono solo i passi degli altri due che li seguivano. Salirono tutti e quattro in macchina, Mario e Chiara entrambi sul sedile posteriore, rassegnato l’uno, infuriata l’altra. Con sé stessa per non aver saputo essere più decisa, con Alberto che certe volte sapeva essere proprio bastardo e pure con Luca che chissà in quale guaio li stava cacciando. E con Mario perché… Bhè perché il solo pensiero di stare da sola con lui la faceva sentire così in imbarazzo e non era giusto. Solo il fatto di averle voltato le spalle tempestivamente, prima di poterla vedere arrossire, aveva salvato Alberto. Lui questo lo sapeva, come sapeva che la sua provocazione avrebbe ottenuto proprio l’effetto desiderato. Si sentì un po’ in colpa per aver sfruttato il punto debole della sua amica, ma lo squillo del cellulare lo distolse.Guardò il numero comparso sul display, Elena. Era la sua ragazza, ma in quel momento le rispose giusto perché sapeva che altrimenti avrebbe continuato ad insistere fino allo sfinimento. -Ele!- disse, sforzandosi di sembrare contento di parlarle, non era il momento di scatenare una scenata di gelosia. Sentì arrivargli alle spalle un verso di sdegno che Chiara non si era minimamente curata di trattenere. La voce squillante di Elena si sentiva attraverso il telefono in tutta la macchina, anche se non era possibile afferrare le parole. Il rumore del motore che Luca aveva appena avviato salvò Alberto dall’imbarazzo di condividere con gli altri tre tutti i ‘topolino’ e ‘tesorino’ di Elena. Però, anche senza volerlo, la ragazza che di tanto in tanto e sempre involontariamente si imbatteva in qualche radio giornale, gli stava comunicando una notizia interessante. Forse davvero sarebbe stato il caso di non uscire quella sera.
Elena,con la sua voce fin troppo squillante era riuscita, al di là di ogni inimmaginabile tecnologia e senza naturalmente l'utilizzo del viva voce, fatto sapere simultaneamente a tutti e quattro che la strada che portava alla caverna di Montepertuso aveva subito un ulteriore cedimento e che la polizia si era subito precipitata sul posto per prevenire l'arrivo di curiosi che potessero essere di intralcio alle loro indagini. Alberto cercò di tagliare rapidamente la telefonata con Elena...nuove e repentine decisioni andavano prese... Mario dal canto suo, prese timidamente, nuovamente la parola e per la seconda volta nell'arco della stessa serata aveva perso una buona occasione per stare zitto.-Ecco, avevo detto che forse era meglio non essere precipitosi, lasciamo che la polizia indaghi su queste cose, non è compito nostro...-queste le timide parole che Mario stava pronunciando mentre si accingeva a scendere dalla macchina, non ebbe il tempo di continuare che subito fu interrotto da Luca, che disse duramente sbattendo forte la porta e dirigendosi verso la porta di casa sua:-Ma tu chi sei e chi ti ha chiamato? Nessuno ti costringe a fare cose che non vuoi, vattene che tanto saresti solo di intralcio per noi-.Era una rabbia insolita quella di Luca, non era per niente in linea con il suo carattere reagire con tanta agressività nei confronti di qualcuno, qualcuno poi che non conosceva minimamente.Chiara sentì stringersi il cuore, vedere Luca soffrire faceva inevitabilmente soffrire anche lei e temeva che la sua stupida indecisione di qualche attimo prima non aveva fatto altro che contribuire ad aumentare lo stato di insofferenza dell'amico. Sapeva che solo lei in questo momento poteva riprendere in mano la situazione, doveva stemperare gli animi ma al tempo stesso mostrarsi risoluta. -Cerchiamo di restare calmi e di non farci sfuggire la situazione: oggi è venerdì, i poliziotti si sono precipitati stasera sulle montagne perchè durante il fine settimana vogliono dedicarsi a cose più tranquille. E poi, considerato come siano stati superficiali i loro sopralluoghi le volte precedenti, anche stasera passate un paio d'ore avranno finito il loro lavoro. Noi dobbiamo solo spostare la nostra visita a Montepertuso a domani mattina. Partenza alle cinque, per evitare traffico dei turisti e curiosi, magari potremo lasciare la macchina un pò distante dalla montagna e proseguire a piedi. Naturalmente nessuno deve sentirsi obbligato,viene solo chi se la sente davvero.-Ancora una volta Chiara aveva saputo trovare le parole giuste al posto giusto, ancora una volta il volto di Luca si era tranquillizzato, con uno splendido sorriso. Luca sfiorò la mano dell'amica e subito la strinse forte per farle capire quanto aveva apprezzato il suo intervento e poi si scusò con Mario per la sua irruenza, non voleva essere così maleducato. Poi, come un bambino, subito si rituffò nelle organizzazioni per il giorno seguente.-Potete dormire da me, sono solo così domani alle cinque in punto riusciremo a partire-Mario doveva passare per casa, non aveva niente con sè e non poteva "abbandonare" il suo cane senza preavviso. Ai ragazzi disse che alle cinque in punto si sarebbe fatto trovare sotto casa di Luca; in realtà voleva prendersi ancora qualche ora per poter riflettere se valeva o meno la pena ficcarsi in un pasticcio così grande,un qualcosa che non prospettava nulla di buono. Alberto aveva deciso di dormire con Luca e Chiara, ma ancora una volta non aveva fatto i conti con la "dolce" Elena: dopo dieci minuti di forti discussioni al cellulare, ancora una volta si era piegato al volere della sua dolce metà....e stavolta non sapeva neanche se il giorno dopo sarebbe riuscito a non portarsela con sè. Mario, rimase senza parole a pensare che Luca e Chiara avrebbero dormito da soli per quella notte ma non poteva fare altrimenti e così si avviò con Alberto e presero gli ultimi accordi per il giorno seguente. Anche Chiara fu presa da uno strano turbamento, tante volte avevano dormito da soli in quella casa lei e Luca, eppure stavolta aveva qualche pensiero in più. Chi non sembrava minimamente turbato era Luca che la prese per mano e la condusse verso casa......Alberto e Mario si erano già dileguati frettolosamente, il primo travolto e condizionato dalle parole dell’urlatrice Elena e il secondo cercando di non pensare a quella notte che lo aspettava. Un minuto prima Mario stava pensando a cosa fare per il giorno dopo, se andare oppure lasciar perdere l’impresa mattutina, un minuto dopo un piccolo colpo al cuore, quasi come uno sparo, gli aveva bloccato per due secondi il respiro, realizzò: Luca e Chiara avrebbero dormito da soli. Nella sua testa si affollavano mille pensieri e nello stesso tempo si domandava cosa sarebbe successo se lui non si fosse tirato indietro con decisione. Elena con una spalla avrebbe deciso di non andare o sarebbe comunque andata per non lasciare da soli gli amici? Questi pensieri però cedevano il passo a quelli per lui più preoccupanti al momento cioè una casa, un uomo ed una donne soli e “l’inevitabile”. Per rincuorarsi pensava: “Ma si dai si conosco da tempo, proprio stanotte deve succedere qualcosa?”, ma intanto pensando e ripensando e non riuscendo a dormire, non prese una decisione ma si concentrò a quei due possibili piccioncini, quasi come se il pensarli continuamente li avrebbe fatti sentire osservati e li avrebbe dissuasi dal fare qualcosa. Vane illusioni forse, ma non riusciva a fare altro e Morfeo non arrivava. Intanto a mezzanotte Chiara era già a letto nel divano-letto della sala di casa di Luca ed egli stesso trafficava ancora con le ultime cose da mettere negli zaini per la mattina dopo. Scorte di cibo e soprattutto da bere. A giudicare da quante cose metteva nelle borse sembrava che dovessero rimanere lì un mese. Chiara lo guardava mentre trafficava ancora con un aria dolce, quasi assonnata e lui ogni tanto la guardava cercando uno sguardo di approvazione. La sua brandina provvisoria nella sala era già pronta, “Preparo questa” - le aveva detto –“ così domani mattina quando suona la sveglia, e sicuramente non ce la faremo ad alzarci ci daremo forza a vicenda per non riaddormentarci”. Chiara aveva annuito, anche se per un attimo aveva fatto doppi pensieri, possibile che Luca avesse inventato una scusa così banale per dormire vicino a lei quando aveva il suo letto già pronto nella sua stanza? Finiti i preparativi Luca andò in bagno e si mise i pantaloncini da calcio con cui dormiva e una maglia grigia. Era carino, pensò Chiara, in quella prospettiva con la sua figura slanciata e il suo fisico asciutto. Si mise a sedere sul suo letto e con una mano accarezzandole la guancia le chiese “Hai sonno?”, lei disse con un filo di voce “Si”, da una parte si sentiva un po’ imbarazzata se focalizzava sulla situazione, ma dall’altra era completamente a suo agio. Allora lui si chinò le strinse la testa e le sussurrò all’orecchio “Allora cerchiamo di dormire, domani sarà una giornata difficile”. Lei gli strinse le braccia intorno alla schiena ed incredula di se stessa gli disse: “Dormi qui, accanto a me”. Lui non disse nulla, si stese e la abbracciò stretta. Caddero tutti i muri, occhi negli occhi, le labbra si sfiorarono. “Lo sai che sei un testone… fai sempre di testa tua!”. “Lo so e anche stavolta…” Si strinsero e accarezzandosi si addormentarono. Driiiiiiin 4:30 AM. Tutti giù dal letto, era stata la dormita più profonda degli ultimi dieci anni. In dieci minuti, colazione e preparazione ed erano già sulla porta. Scesero e cominciarono a caricare i bagagli nella macchina. Erano in anticipo sull’appuntamento e videro arrivare Mario, che con una notte in bianco sulle spalle, pensa che lucidità! Quasi barcollava con lo zaino sulle spalle e aveva due occhiaie da far paura. Chiara: “Mario già qui, che sei caduto dal letto? Ma hai dormito, stai bene?”. La decisione di partecipare era stata presa quasi per inerzia e come un automa si era alzato, preparato ed era andato all’appuntamento…La faccia di Mario, lasciava trasparire senza ombra di dubbio, che il poveretto non aveva proprio dormito durante la scorsa notte, assalito da timori, ansie preoccupazioni e turbamenti sentimentali. Tutto il contrario di Chiara...non faceva un sonno così tranquillo e sereno da ormai lungo tempo. Ultimamente presa da una sconosciuta angoscia ogni volta che andava a dormire incominciava nel buio della sua stanza a piangere silenziosamente, le lacrime le rigavano il volto e riusciva a prendere sonno solo per poche ore. Ma la sua inquietitudine quella notte non le aveva fatto compagnia, scacciata dalla presenza di Luca, dalle braccia del ragazzo strette attorno alle sue e dalla meravigliosa Nuvole Nere di Ludovico Einaudi in sottofondo. Era contenta che quella notte tra di loro non ci fosse stata alcuna complicazione erotica e sentimentale, non si sentiva ancora pronta e se qualcosa doveva succedere, c'era tutto il tempo perchè avvenisse. Per ora si era materializzato tutto quello che aveva desiderato e di cui aveva sentito il bisogno: l'abbraccio caldo dell'amico che durante la notte non l'aveva abbandonata neanche per un istante.
Ma la verità è che era stata solo una sua sensazione, in verità Luca appena Chiara si era addormentata era andato a fare una ricerca su Internet gli balenava in testa una parola che quei loschi figuri pronunciavano tra loro…. Abra&co , doveva essere la ditta/associazione per cui lavoravano e aveva scoperto molti fatti strani primo fra tutti che figuravano acquisti importanti in Italia ma non meglio precisati. Il resto dei siti era in Russo e Luca pur conoscendo perfettamente 6 lingue dovette arrendersi davanti al carattere cirillico di cui erano zeppi questi maledettissimi siti. Alle 5:45 erano già sul posto la macchina di Luca sembrava raddrizzare le curve della costiera, spinta dalla furia di arrivare. Sorpresa delle sorprese ! Tutti i calcoli fatti la sera prima erano andati in fumo le pattuglie della Polizia presidiavano ancora la zona, allora in preda ad una profonda frustrazione Luca si rivolge a Chiara :
-Meglio aspettare vero? Almeno ieri avremmo potuto approfittare del fatto che questi si dovevano ancora organizzare ora ci sta una cortina d’ acciaio! La solita organizzatrice dei miei stivali e ringrazia di essere una ragazza …..Allora Mario interviene in soccorso di Chiara – Hey “Jack lo Squartatore” calmati, cosa poteva saperne Chiara !. Nell’ arco di 24 ore già due liti con Mario veramente una media impressionante per uno pacifico come Luca…. Ma la lite e stata subito interrotta da una guardia che avvicinandosi alla macchina aveva intimato l’ Alt .
-Dove andate?
-Volevamo fare una escursione….
- beh oggi no! Questa zona è interdetta a chiunque!
- ma noi volevamo andare al di là della montagna….
- Ho detto che non si passa, chiaro !!!! E ora andate altrimenti sono costretto a chiedere i documenti!
- va bene va bene non si arrabbi… ce ne andiamo! Disse Alberto più accondiscendente.
Mentre tornavano a casa di Luca il silenzio regnava sovrano.…
http://www.youtube.com/watch?v=xkx6RxXN4Ug&search=roky
martedì, agosto 01, 2006
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