domenica, gennaio 29, 2006

Oh finalmente!


Allora ci sono novità nella storia ora scrivo tutto il secondo capitolo che credo ormai concluso o vicino alla fine. Volevo ricordare alcune regole di scrittura che mi renderebbero la vita più facile:
Quando un personaggio pensa mettiamo tutto ciò che pensa tra "...."in corsivo,
Quando un personaggio invece parla in discorso diretto : -......- in corsivo.
GRAZIE MOLTE
CAPITOLO DUE
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena, ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che s' incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre. Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo, proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano, lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.S' incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-Chiara pensò rapidamente a quante cose aveva da fare nel pomeriggio in agenzia, anche quel giorno tantissime. D’altra parte però, prima di Natale era impossibile riuscire a finire entro l’orario prefissato, poi dopo quei panini tracannati in 5 minuti da sola al bar, oggi poteva anche concedersi il lusso di una pausa più lunga. . -Al diavolo il capo, sì, mi fido di te, anche se mi sa che non dovrei. Portami dove vuoi- disse contenta Chiara, mentre già camminava verso il corso un braccio a serrare la borsa al fianco, l’altro sotto al braccio di Alberto, che la trascinava a grandi passi.Piccoli, piccolissimi erano invece i passi che muoveva in quello stesso momento Luca. Luca era nel buio, buio pesto. “Come ho fatto a dimenticare di portare con me le pile di riserve per la torcia!”
si dannava mentre la sua mente era tutta concentrata a ricordare, uno dopo l’altro, tutti i singoli passi che aveva fatto qualche ora prima quando era disceso nella caverna. Erano già 3 giorni che faceva quel percorso, anche se era la prima volta che doveva affrontarlo al buio. La gita organizzata con Alberto la domenica precedente era stata solo un pretesto per dare un’ultima occhiata alla zona e per assicurarsi che, tagliando per il vecchio sentiero, ormai completamente in disuso, fosse effettivamente riuscito ad arrivare alla caverna senza dover temere brutte sorprese.Sapeva della leggenda della grotta di Montepertuso, in paese si diceva che fosse una porta per l’inferno e la abitassero gli spiriti. Dopo 3 giorni di esplorazione gli era invece ben chiaro che la leggenda era stata opportunamente fatta circolare per distogliere l’attenzione da quel luogo, come aveva iniziato a sospettare da un po’. Tranquillizzato dal suo incedere sicuro nonostante il buio; Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando un rumore proveniente dallo stomaco gli ricordò che ormai era ora che mangiasse qualcosa, pensò tra se e se “Luca di sicuro non c’è la fai ad uscire da qui dentro prima di sera alla velocità a cui stai andando, fermati riposa e mangia qualcosa è meglio essere in forze per continuare la risalita”. Intanto a Sorrento …Non dovevano fare molta strada per raggiungere il nuovo locale, ma impiegarono lo stesso un sacco di tempo perché il Corso era completamente intasato oltre che dai soliti turisti, anche da tutti i Sorrentini a caccia di regali. .”Ma non hanno fame?” pensò Alberto mentre cercava di farsi largo tra la folla senza fare troppe vittime e trascinando Chiara che gli trotterellava dietro cercando di non perdere la presa sulla mano dell’amico. Una brusca virata in uno dei violetti, qualche metro ancora tra la folla che non accennava a diminuire neppure nelle strade secondarie e finalmente erano arrivati.
Il bar, gelateria, ristorante, pizzeria e tutto il resto era grande e abbastanza accogliente e per fortuna non troppo affollato. I ragazzi presero posto ad un tavolino lontano dall’ingresso, evidentemente in cerca di un po’ di tranquillità. Mentre Alberto andava al banco ad ordinare per se stesso e per la ragazza, tanto sapeva cosa mangiava, Chiara si liberava di tutta la zavorra che aveva addosso, il cappello, la sciarpa, i guanti, tutte cose che aveva estratto dalla borsa strada facendo. Si guardava intorno pensando che si, il posto era carino, ma forse perché per lei era nuovo, lo trovava poco intimo. “Non che mi interessi stare in intimità con Alberto” si ammonì mentalmente.-Allora?- chiese Alberto una volta di ritorno, ridestandola dai suoi pensieri. -Allora cosa?- chiese Chiara genuinamente sorpresa.-Ti piace qui?- .-Si, carino, ma perché questo cambiamento?- . -Nessun motivo, così- rispose Alberto evasivo. .Ben presto gli furono serviti i piatti e i due mangiarono chiacchierando del più e del meno, ma il tempo cominciava a scarseggiare, Chiara aveva fatto in modo di avere almeno una partaccia al giorno dal capo per tutta la settimana e non voleva tirare troppo la corda.-Senti- interruppe Albero lanciatissimo nel pieno di uno dei suoi racconti surreali.
Non c’era da meravigliarsi che lavorasse in una libreria, solo che forse più che vendere i libri degli altri avrebbe dovuto scriverne di suoi. .-Ho capito- le rispose -Luca. -Chiara annuì facendogli capire con lo sguardo che doveva proseguire visto che evidentemente aveva qualcosa da dire.-Mamma mia Alberto! Che bello!- una voce squillante e decisamente troppo acuta li fece sobbalzare entrambi. Alberto si ritrovò soffocato da una marea di riccioli rossi e da due braccia che gli si erano serrate intorno al collo. Non appena riuscì a liberarsi si affrettò a fare le presentazioni. .-Ah Elena, quanto tempo, eh? Lei è Chiara- Chiara dal canto suo sfoggiò uno dei suoi sorrisi più gelidi stringendo la mano alla nuova arrivata. Elena, ancora tutta agitata, evidentemente non ci aveva fatto caso, Alberto si e cominciò ad avvertire aria di catastrofe.-Meno male che vi ho incontrato ragazzi, mamma mia che giornata! Adesso vado un attimo in bagno poi vengo a sedermi con voi.-
E senza aspettare una risposta, non che avesse lontanamente considerato l’idea di chiedere il permesso di sedersi al tavolo, Elena si avviò verso il bagno.Lo sguardo di Chiara non prometteva niente di buono
–Ma quanto mi piace stò nuovo locale. Mamma mia!- disse imitando Elena con un sorriso sinistro. “Allarme rosso” pensò Alberto. –Senti non è colpa mia, ok? E’ la sorella di un mio amico, uno a cui tengo e che tiene molto a lei, e poi pesa 150 chili-. .-E lo vedo! E ha pure il coraggio di mettersi i jeans così stretti- rispose Chiara appoggiandosi con rassegnazione allo schienale della sedia e incrociando le braccia. -Ma mica lei, scema, suo fratel…ah!- Alberto si interruppe a metà frase, Chiara aveva capito benissimo. Si vendicò lanciandole una pallina di carta ricavata dal massacro di un tovagliolino.-Allora ragazzi, che avete mangiato? Io che mangio?- Elena era tornata.-Panino al cianuro- sibilò Chiara, ma la rossa non se ne accorse, era impegnata a leggere il menù e a farlo sentire a tutto il bar. .Alberto invece aveva sentito alla perfezione “addio mondo crudele” pensò.”Alberto devi fare qualcosa…pensa in fretta”,
-si certo come sta … come si chiama? Aldo?- . - Bò credo bene rispose Elena, ormai saranno tre mesi che ci siamo lasciati! .” Nooooo Alberto hai sbagliato tutto” Chiara era sempre più innervosita dalla situazione”Mandiamola sul generico pensò Alberto”-Lavori sempre al negozio dei tuoi?-Si per ora sono sempre parcheggiata li, ma non dispero di dare una svolta alla mia vita!Chiara ruppe gli indugi - A e che negozio è ? .-Intimo uomo e donna, rispose Elena, sai siamo in centro, siamo piuttosto conosciuti, se voi qualche consiglio per una notte particolare con Alberto…. Io so cosa piace a quest’uomo!.E dicendo ciò diede una occhiata complice ad Alberto che oramai rassegnato abbassò lo sguardo in preda ad una rabbia blu,Chiara arrossi, non fece in tempo a rispondere che Alberto intervenne e con una voce che faceva alti e bassi
- No Chiara non è la mia ragazza è solo una mia amica!.

venerdì, gennaio 27, 2006

insomma!


Io l' aramaico non lo capisco ma per dire basta a questa storia volevo solo fare presente che rimasto folgorato dalla bellezza e straordinaria comicità del pezzo del sig Ciccioformaggio non ho potuto fare altro che lasciargli tutto lo spazio che merita posizionandolo in maniera da risaltare ed avere vita propria a latere della becera storiella che ci apprestavamo a raccontare.
In funzione di ciò, invito di tutto cuore Ciccioformaggio a proseguire la storia oppure a darci ancora prova della sua grande dote di scrittore onirico.Spero vivamente che la polemica si interrompa quì perchè la storia ormai ce la siamo dimenticata tutti. A presto magari per un prossimo pezzo. mi sembra giusto riproporre il secondo capitolo ormai perso nei meandri del blog.In oltre volevo chiedere a Voi scrittori in comproprietà quale potrebbe essere un titolo possibile.
CAPITOLO DUE
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena, ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che s' incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre. Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo, proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano, lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.S' incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-Chiara pensò rapidamente a quante cose aveva da fare nel pomeriggio in agenzia, anche quel giorno tantissime. D’altra parte però, prima di Natale era impossibile riuscire a finire entro l’orario prefissato, poi dopo quei panini tracannati in 5 minuti da sola al bar, oggi poteva anche concedersi il lusso di una pausa più lunga. . -Al diavolo il capo, sì, mi fido di te, anche se mi sa che non dovrei. Portami dove vuoi- disse contenta Chiara, mentre già camminava verso il corso un braccio a serrare la borsa al fianco, l’altro sotto al braccio di Alberto, che la trascinava a grandi passi.Piccoli, piccolissimi erano invece i passi che muoveva in quello stesso momento Luca. Luca era nel buio, buio pesto. “Come ho fatto a dimenticare di portare con me le pile di riserve per la torcia!”
si dannava mentre la sua mente era tutta concentrata a ricordare, uno dopo l’altro, tutti i singoli passi che aveva fatto qualche ora prima quando era disceso nella caverna. Erano già 3 giorni che faceva quel percorso, anche se era la prima volta che doveva affrontarlo al buio. La gita organizzata con Alberto la domenica precedente era stata solo un pretesto per dare un’ultima occhiata alla zona e per assicurarsi che, tagliando per il vecchio sentiero, ormai completamente in disuso, fosse effettivamente riuscito ad arrivare alla caverna senza dover temere brutte sorprese.Sapeva della leggenda della grotta di Montepertuso, in paese si diceva che fosse una porta per l’inferno e la abitassero gli spiriti. Dopo 3 giorni di esplorazione gli era invece ben chiaro che la leggenda era stata opportunamente fatta circolare per distogliere l’attenzione da quel luogo, come aveva iniziato a sospettare da un po’. Tranquillizzato dal suo incedere sicuro nonostante il buio; Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando…

giovedì, gennaio 26, 2006

Ma che facciamo Litighiamo?

Mica stiamo giocando una partita di trivial pursuit non ci dobbiamo mettere a litigare,prometto sin da ora di pubblicare tutto così come lo avete scritto senza aggiunte e distorsioni o ritocchi, avete ragione forse io mi sono affezionato alla storia e l'avevo presa troppo sil serio. Faccio ammenda tanto io ho conservato tutto.
Solo una piccola risposta alla disquisizione da parte mia non credo che se aggiungo una parola modifico la personalità di qualcuno ma di seguito ho deciso di pubblicare il comunicato stampa del Sig. CICCIOPASTICCIO e anche le regole che Paola così gentilmente ci ha comunicato.
P.S: la tutina me la devo procurare!

Colgo l'occasione per alcune considerazioni (che
sono numerate a partire da 1 con numeri interi positivi precedute da una C).
C_1) Il pezzo inserito da mio cugino è stato valutato (probabilmente
dall'amministratore delegato di PARMALAT) un cul de sac. Propongo qui varie
possibili continuazioni (le prime che erano venute in mente all'autore) che
mostrano chiaramente che questa valutazione è completamente
sbagliata:continuazione A) Chiara era scossa dal fatto che le cose al lavoro non
andavano bene (tranne che all'agenzia di viaggi perchè le persone spendevano i
pochi soldi messi da parte per evadere un pò) motivo per cui da un pò di tempo
mangiva troppo e spesso le capitava di bere molto la sera: quei pensieri
deliranti erano dovuti all'alcol e lei non aveva una sorella.Continuazione
A)_diramazione-2: come sopra, ma lei aveva una sorella che aveva perso un pò di
tempo fa e che le tornava in sogno nei momenti di crisi (sul tragico, sarebbe
piaciuta ad anal).Continuazione B) Un'incidente alla gamba le aveva impedito di
fare sport da alcuni mesi per cui lei (esperta nuotatrice che spesso gareggiava
con successo in competizioni nazionali) aveva dovuto rinunciare al suo sogno di
partecipare alle olimpiadi. Le conseguenze erano che era ingrassata rapidamente
ed aveva iniziato a farsi qualche canna di troppo.Continuazione C)
Effettivamente lei non aveva sorelle e non voleva accettare la sua gravidanza
che voleva portare a termine contro la volontà del fidanzato che l'aveva
abbandonata (anche questa diramazione tragica come piacerebbe ad
anal).Naturalmente ci sono molte altre diramazioni possibili che avrebbero
riportato la storia su binari "normali" e non fantascientifici e neanche mi
sembra che chissà quale sforzo intellettuale ci voleva per trovarne varie:
bastava cercarle senza pregiudizi.C_2) Io non sono esperto di Blog, tuttavia in
quanto addetto stampa di mio cugino, mi sono informato presso esperti: una
definizione abbastanza unanime è "spazio di discussione assolutamente libero e
aperto dove ci si confronta senza chiusura mentale-evidentemente la cosa più
difficile-con le opinioni altrui". Nella fattispecie, ciò dovrebbe significare
che se per caso qualcuno (=X) inserisce un pezzo di storia che a qualcun'altro
(=Y) non piace allora, secondo la definizione di Blog, Y dovrebbe cercare di
inserire un pezzo di storia che riporta il racconto su di uno schema a lui
gradito. Invece il boicottaggio al pezzo di X è un atteggiamento contrario allo
spirito del Blog e, abbastanza in generale, è un modo di fare ottuso. Diceva
Voltaire- persona che spero riteniate degna di stima-che "anche se non condivido
le tue opinioni mi batterò perchè tu le possa esprimere". Nella vita reale
l'atteggiamento di persone della tipologia Y invece è tipico di quelli che non
si vogliono confrontare che le "deviazioni dal percorso preferito" che volenti o
nolenti la vita ci propone (solo che nella vita non le possiamo boicottare). Noi
possiamo semplicemente agire al meglio cercando di superare-non di ignorare-gli
ostacoli. Nessuno può pensare di essere nel giusto assoluto e di poter fare a
meno dei consigli e delle opinioni delle persone vicine perchè non siamo su di
una autostrada dritta ma su di una via secondaria tortuosa: la chiusura mentale
ci fa solo andare a sbattere ripetutamente senza imparare dai nostri errori. Se
basta un pezzo di storia non gradita (che, come è stato ampiamente mostrato al
punto C_1, non è affatto un cul de sac) in un blog a farci venire la voglia di
"boicottaggio" allora siamo proprio inguaiati. La risposta di un emerito membro
del parlamento della repubblica italiana sarebbe probabilmente "Ma che ci posso
fare, io la vedo così" con conseguente chiusura a riccio del cervello
nella-apparente-convinzione di essere nel giusto. Tuttavia, nella sostanza,
questa, nel caso dei nostri parlamentari. è semplicemente un deliberato evitare
il confronto con il "diverso" (diversa razza, diversa cultura, diverse
opinioni). Certo noi non siamo dei parlamentari, ma la cosa è sintomatica. C_3)
Per i motivi elencati mio cugino non perturberà più l'apparente tranquillità di
questo piuttosto atipico Blog in modo tale da non turbare il senso estetico di
alcune delle persone che lo frequentano.

.....

3) Questo sito da un punto di vista tecnologico è sicuramente un blog, ma se vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, ed evidentemente vogliamo, quella che stiamo scrivendo è ciò che i più usano chiamare ‘round robin’. Storia a più mani, che come tale quindi tende a risentire di vari problemi quali i diversi stili, i diversi percorsi mentali ecc. Quindi necessita di qualche semplice regola elementare, per esempio, e cito “I capitoli dovranno attenersi all'ambientazione approfondendo i punti ritenuti interessanti dall'autore, ma rispettando ciò che già inserito” oppure “Chi prosegue può utilizzare uno dei personaggi inseriti rispettando pienamente la descrizione fisica e caratteriale, è vietato far morire i personaggi degli altri senza permesso del creatore, è consentito solo utilizzarli moderandosi e rimanendo appunto il più fedele possibile. Stesso discorso per l'ambientazione.” E ancora “cercate di seguire la trama, cercate di seguire un filo logico.” E per finire, questa è la mia preferita “Divertiamoci. Prendiamolo per quello che è: un gioco.” Invece qui si è passati agli insulti di cui al punto seguente.

mercoledì, gennaio 25, 2006

GRAZIE

Quà dobbiamo mettere in chiaro che la storia mentre cresce viene modificata e poi se volete ci sarà una stesura definitiva magari ricorretta in italiano.
In oltre non capisco perchè alcuni si potrebbero correggere ed altri no!
Cicci cari ora devo proprio trovare uno spazio apposta per voi magari potremmo inventare un personaggio pazzo e vagabondo che come un menestrello canta asuo modo le storie dei 4 disgraziati! di seguito riporto il secondo capitolo.P.s. ho aggiunto il pezzo di Emil senza leggere magari lo aggiustiamo (se necessario) in seguito .Che ne pensate di coinvolgere Rosario che magari potrebbe disegnarci un idea dei personaggi in fumetto!

Volevo dire in oltre Grazie veramente tanto per le vostre adesioni mi
emozionano e mi rendono davvero felice!

CAPITOLO DUE
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che si incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre.Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi’ come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
ma non fece in tempo a finire la frase che già la borsa di Chiara era in volo verso la sua testa. Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.Si incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-
Chiara pensò rapidamente a quante cose aveva da fare nel pomeriggio in agenzia, anche quel giorno tantissime. D’altra parte però, prima di Natale era impossibile riuscire a finire entro l’orario prefissato, poi dopo due panini tracannati in 5 minuti da sola al bar, oggi poteva anche concedersi il lusso di una pausa più lunga. “Al diavolo il capo, sì, mi fido di te, anche se mi sa che non dovrei. Portami dove vuoi” disse contenta Chiara, mentre già camminava verso il corso un braccio a serrare la borsa al fianco, l’altra sotto al braccio di Alberto, che la trascinava a grandi passi.Piccoli, piccolissimi erano invece i passi che muoveva in quello stesso momento Luca. Luca era nel buio, buio pesto. “Come ho fatto a dimenticare di portare con me le pile di riserve per la torcia!” si dannava mentre la sua mente era tutta concentrata a ricordare, uno dopo l’altro, tutti i singoli passi che aveva fatto qualche ora prima quando era disceso nella caverna. Erano già 3 giorni che faceva quel percorso, anche se era la prima volta che doveva affrontarlo al buio. La gita organizzata con Alberto la domenica precedente era stata solo un pretesto per dare un’ultima occhiata alla zona e per assicurarsi che, tagliando per il vecchio sentiero, ormai completamente in disuso, fosse effettivamente riuscito ad arrivare alla caverna senza dover temere brutte sorprese.Sapeva della leggenda della grotta di Montepertuso, in paese si diceva che fosse una porta per l’inferno e la abitassero gli spiriti. Dopo 3 giorni di esplorazione gli era invece ben chiaro che la leggenda era stata opportunamente fatta circolare per distogliere l’attenzione da quel luogo, come aveva iniziato a sospettare da un po’. Tranquillizzato dal suo incedere sicuro nonostante il buio; Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando…

martedì, gennaio 24, 2006

O mamma!


Ora si che le cose si fanno più complicate!
Devo ringraziare Ciccioformaggio perchè ci ha onorato della sua sopraffina capacità di scrittore!
mi piace molto il pezzo di Paola aggiungerò tutto (o quasi) presto!
volevo poi chiedere se è il caso di aggiungere un link alla storia completa non so topo un file word in modo da tenere insieme tutto così nulla va perso e chiunque può entrare in ogni momento che ne pensate?
Vi invito a leggere il precedente consiglio di Michelangelo e dare un parere secondo voi gli eventi possono essere messi in questo modo?O devono essere modificati?
Dopo una attenta lettura,il pezzo di Ciccioformaggio è stato valutato come un CUL DE SAC!
E come promesso sarà Pubblicato come :
INTERVALLO
Certo che dopo aver confidato i suoi dolci pensieri (maternità, sorella, bimbi e Lines seta ultra)sull'autobus sita a quella persona che lei aveva sempre giudicata sensibile come il cemento armato, Chiara-o forse dovrei dire Bianca, due nomi così simili...-quella persona rispose come lei non si sarebbe aspettata e soprattutto con una partecipazione come se fosse protagonista-nel senso di Protagora-in prima persona. Lei si rese conto che l'immagine del viso della sorella era sfumata-nel senso di Amsterdam-come non mai: non riusciva a ricordare nulla di preciso che riguardasse lei tranne le cazziate dei genitori-nonchè delle stupide vacche-che però sembravano essere troppo generiche per stabilire se erano cazziate per una, due od enne. Quella persona, una voce dal suo passato prossimo, forse perchè psichiatra dilettante-oltre che lattante impenitente-stava aprendo nella sua mente scenari inquietanti-peggio che inquiepochi. Dalla sera in cui quell'autobus sita-impennando in curva cercando di superare un autocarro militare intento a trasportare frammenti segreti di un meteorite misterioso caduto nello studio di registrazione di un posto al sole, frammenti dispersi sui limoni della costiera-non era più sicura di niente. E poi quelle nausee, quelle scorregge-tanto che la chiamavano in paese da settimane nausicaa nella valle del vento-e quella pancia cresciuta a dismisura negli ultimi mesi... Erano i panini napoletani liofilizzati nel caffè oppure c'era qualcosa che non andava? Sua sorella dov'era? E perchè lei sognava in continuazione la maternità e fittava ogni pomeriggio ET, pur avendo il telefono a casa?Anche quella persona che ora la stava aiutando ad uscire dal delirio solipsista-non è una parolaccia-satellitare, non riusciva a definirla bene. Ricordava il suo carattere introverso, amante delle passeggiate ma non riusciva a delineare i suoi lineamenti se non per particolari vaghi-come il numero di brufoli sulla spalla sinistra ed il numero esatto di peli pubici. Inoltre, ogni tanto, lui la chiamava Bianca perchè, diceva, era bella come la mattina di Natale a novosibirsk (non lontano da seiano). Ma allora quel pancione, quelle nausee, e quella persona di ricordava cose strane, come si spiegavano? E perchè, dopo l'incidente sita-militari-meteorite i suoi ricordi si erano sdoppiati?

lunedì, gennaio 23, 2006

oK pubblichiamo il continuo della storia

Carissimi la storia va avonti e il giallo su questo LUCA mi piglia chi è?
Dove è ? e perchè non si fa sentire vi propongo una idea lasciamolo come entità latente ancora un poco scopriamolo a poco a poco magari potrebbe rappresentare una svolta nella storia!
Volevo fare una altra raccomandazione a voi cari scrittori di brandelli di storia,facciamo in modo che questa "storia" non sia una storia di solitudine ,mi spiego meglio i personaggi principali hanno la possibilità di svelarci i loro pensieri ma tutti i personaggi che gioco forza gravitano intorno alla storia magari per fare azioni possono parlare in discorso diretto oppure possiamo descrivere le loro azioni-espressioni non so se mi sono spiegato. Nel caso vi darò spiegazioni più dettagliate.
ora basta con il predicozzo e continua la storia!!!!! P.S. x Annalaura e' luca che è latitante non Alberto Chiara era imbarazzata ma non riuscì a dire di no, infondo quel ragazzo era stato così gentile accettò ma gli disse che il libro lo avrebbe pagato comunque posò i soldi sul bancone ed uscì velocemente senza dare diritto di replica ad Alberto che inutilmente cercò di seguirla fuori dal negozio ormai era lontanissima. Nel frattempo una signora che era in libreria e aveva assistito distrattamente alla scena riporta Alberto alla realtà:
- Giovanotto,giovanotto…- Mi dica signora, risponde Alberto- Mia nipote domani compie 15 anni, volevo regalarle un bel libro, sa a lei piacciono molto quelle storie un po’ fantastiche, lei che mi consiglia?- Ho quello che fa per lei….Si allontana un minuto e salta su uno scaffale alto - Sono sicuro che questo libro sua nipote lo divorerà!- Non le sembra un po’ troppo grande- Ma no, se ho capito il tipo ,sua nipote non rimarrà delusa .- Va bene lo prendo….., voglio fidarmi,
Come venditore era proprio bravo dava l’aria di sapere ciò che diceva e infondeva sicurezza nei clienti che gli chiedevano aiuto, ma solo se questi lo chiedevano, non prende mai l’ iniziativa lui. La signora accettò il consiglio. . -Arrivederci signora, tanti auguri a sua nipote.
Intanto la solita calma piatta si impadronisce della mattinata ”Bè… ottima media in tutta la mattinata due libri soltanto, speriamo che nel pomeriggio le cose vadano meglio, e siamo pure sotto Natale!”
intanto tra se comincia a fare progetti per il pranzo ”Alberto, allora che vogliamo fare, andiamo al bar? O magari, non chiudiamo e restiamo qui….forse oggi non resti solo a pranzo è una così bella giornata, forse ci sono anche Chiara e Luca..E’ vero Luca è da un po’ che non si fa vedere, che fine avrà fatto?OK aggiudicato, si va al bar, passiamo prima da Chiara, la tiriamo fuori da lì dentro, e magari mi saprà dire qualcosa anche su che fine ha fatto Luca”.Nel frattempo Mario sta per fare pure lui la pausa pranzo, oggi tutta la giornata in cantiere. E’ il caporeparto di un cantiere navale, sta seguendo la realizzazione di un gozzo bellissimo, un ruolo di responsabilità, ma ogni tanto i suoi pensieri, tornano alla ragazza dell’autobus.”coraggio vecchio mio, di solito attacchi la chiacchiera con tutti, ma con lei ….”-Ingignè vulit’ mangià cu nui? .-Si ragazzi oggi ho una frittata spettacolare, volete assaggiare?La bella sconosciuta per il momento svanisce dei pensieri di Mario…-Buon appetito ragazzi.
CAPITOLO DUE
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che si incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi. Grida, con una faccia da due Novembre.
Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.ma appena fuori il portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso lo illumina e le dice:
-Chiara, scherzavo, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un piacere...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire....

domenica, gennaio 22, 2006

e va bene come siete precisini....

e va bene come siete precisini facciamo così che da quel giorno in poi Chiara è rimasta colpita e manda tutti i turisti ad acquistare libri o gadgets nella libreria di alberto o altrimenti se vi piace la piega che ha preso la storia possiamo cambiare le parole ..."rapporto di lavoro" con per esempio "rapporto di amicizia" oppure rapporto tra conoscenti.... oppure possiamo chiedere ad Annalaura di modificare il suo intervento come meglio crede.
Aggiungerò presto le aggiunte

mercoledì, gennaio 18, 2006

speriamo di avere fatto un poco di cherezza

Oggi aggiungo anche io qualche cosa , oltre al nuovo pezzo di Emiliano così credo di avere fatto un poco di ordine sui personaggi:

Nessuno risponde il capo al telefono sembrava proprio in una giornata storta. Non fosse per la strada da Vico a Sorrento, sempre bloccata nelle settimane precedenti le feste di Natale e che immancabilmente le faceva far tardi al lavoro. Il direttore dell’agenzia ovviamente non gradiva e glielo fa capire bene oggi: un’occhiataccia meglio di mille parole. Ed anche oggi la scrivania di Luca è vuota. Sono ormai 3 giorni che non si fa vedere né tanto meno sentire…”

Le mancava un po’ la “vicinanza” di scrivania con Luca. Era domenica che in effetti lo aveva visto l’ultima volta: Chiara era stata invitata proprio da Luca per andare un po’ in giro per i sentieri sulle montagne di Positano, con i suoi soliti amici. Luca, introverso, fungeva da guida, sempre con la cartina in mano a controllare che il sentiero fosse quello giusto, andava in testa al gruppo e parlava solo quando si trattava di spronare gli altri a rimettersi a camminare invece che concedersi ancora qualche minuto di sosta seduti ad ammirare l’incanto dei panorami della costiera amalfitana. A far divertire il gruppo con il suo solito istrionismo era, invece, Alberto.
Come ogni qual volta s’incontravano al bar di via Tasso a Sorrento, lei, lui e Luca, tutti e tre intenti a consumare velocemente un panino per la pausa pranzo, anche domenica Chiara aveva stuzzicato Alberto, o meglio lo aveva ripetutamente criticato sul suo strano modo di vestirsi trasandato, ogni pezzo d’abbigliamento per un lato, ma come se l’insieme fosse perfettamente studiato. Chiara invece così attenta agli abbinamenti sempre impeccabile ma allo stesso tempo mai appariscente, talvolta, d’estate, qualche gonna, ma di quelle classiche, non certo quelle sgargianti o sfrangiate, da un po’ riscoperte dalla moda. Lì al bar la chiamavano “la signorina”, senza rancore, amichevolmente, ed infatti lei non se la prendeva, anzi l’epiteto la faceva sempre sorridere un po’. “Oggi alla pausa pranzo Luca ancora una volta non ci sarà” - pensa Chiara mentre, controllata la propria casella elettronica, sempre troppo piena, inizia davvero a lavorare, col capo ormai incombente in una delle sue sfuriate memorabili – “speriamo che almeno Alberto… sono due giorni che mangio da sola”.
“Al Bar oggi quasi quasi non ci vado se devo starmene ancora a parlare col muro” sta pensando Alberto mentre, ormai arrivato anch’egli a Sorrento, inizia a…”

a lavorare,apre al sua libreria.E’ proprio lì che ha conosciuto Chiara:

L’ aveva notata agirarsi nel negozio in cerca di qualche cosa da leggere nei lunghi viaggi in autobus che ogni giorno era costretta a fare per raggiungere il posto di lavoro,

chiara era nel negozio da molto tempo e Alberto,che normalmente non interferisce mai nelle scelte dei clienti, ma la guardava e non ha saputo resistere le si è avvicinato aveva un libro dalla copertina scura nelle mani e le disse:

-Leggi questo non te ne pentirai

-Come?!- dice Chiara come se in quel preciso momento fosse tornata sulla terra

- Si, leggilo è un libro meraviglioso,se non ti rapisce dopo le prime tre pagine lo riporti qui e non lo paghi,d’accordo ?

Chiara era imbarazzata ma non riuscì a dire di no, infondo quel ragazzo era stato così gentile accettò ma gli disse che il libro lo avrebbe pagato comunque posò i soldi sul bancone ed uscì velocemente senza dare diritto di replica ad Alberto che inutilmente cercò di seguirla fuori dal negozio ormai era lontanissima.

lunedì, gennaio 16, 2006

avviato bene

che bello mi sto divertendo presto inserirò tutte le modifiche che mi avete chiesto e mi riferisco ancora a chi si sente offeso per qualche modifica non è un fatto personale e in oltre sono il più possibile vicine all' idea che mi date è solo per legare tutti i vostri commenti.
grazie a tutti!

domenica, gennaio 15, 2006

la storia si complica.......


Devo dire che me lo aspettavo si sono un poco sovrapposti due pezzi del racconto e per questo ho dovuto un poco correggere il tiro di uno di questi niente di personale ma penso che adesso il racconto fili abbastanza bene.
A proposito se ci sono errori micidiali spero che me li segnalerete e soprattutto se non vi piace la piega che prende questo racconto allora cercate di virare! Per meglio comprendere lo svolgimento della sroria ripubblico tutt il capitolo da capo:
Grazie a Michelangelo ed Emiliano che hanno fatto crescere la storia(finalmente ci sta una firma diversa da Annalaura! sai che scherzo ti voglio benein fondo.....)

Gli occhi si scardinano, non senza il tipico rumore delle incrostazioni millenarie,il calore delle lenzuola che ti inchioda al letto ma …7:31 la sveglia continua a gracchiare “prima o poi dovrò proprio cambiarla”, pensa.OK, sono davanti allo specchio,saluto il nuovo foruncolo che si è piazzato lì in mezzo alla faccia e che con regale gesto ricambia il saluto “devo stare ancora dormendo“ allora con gesto repentino prendo una grande e dolorosa decisione:Apro l’ acqua! Fredda! O no meglio tiepida è vero svegliarsi ma….Adesso arriva il peggio mi devo vestire,ma non sono mai stato bravo a scegliere i colori i tessuti e con la scusa di non riuscire a prendere questa difficile decisione mi balena una folle idea: la chiamo ! Potrebbe essere la volta giusta: è lei che ogni mattina da ben due anni critica il mio modo di vestire e di comportarmi (troppo poco deciso, o per dirla con le sue stesse parole "troppo moscio"). E forse chiamandola potrei sorprenderla... Si, alle 7:30 del mattino bella sorpresa! , o forse potrebbe essere la scusa buona per poter attaccare con lei, un approccio diverso, non solo lavorativo,lei dolce e incredibile Chiara, che da due anni martella la mia testa.
Ma la realtà ritorna a fare capolino e mentre Alberto confeziona tutti i suoi ragionamenti la sveglia gracchiante continua inesorabile a scandire il tempo, lui non chiama ma se lo avesse fatto non l’ avrebbe trovata a casa, lei Chiara è già in pulmann,immersa nei suoi pensieri un signore grasso e puzzoso le siede accanto ma lei non se ne accorge,una donna arrogante e prepotente alza la voce, sbraita e vuole avere ragione sempre e solo lei....ma Chiara non se ne accorge...l'autista è nervoso, il solito traffico, il solito stress, la solita vita e non se ne accorge . Chiara stamattina non si accorge di nulla...poggia le dita e ula testa sul finestrino e una lacrima le riga il volto...
Nell’ immenso vocio dell’ autobus si sente una marsigliese allegra, si un cellulare: - pronto mi dica… Si si sto arrivando sono bloccata nel traffico… - è il suo capo , di primo mattino si è già perso qualcosa e come al solito chiama lei, così organizzata gli risolve ogni problema
-…E’ tutto nella cartellina sul tavolo al piano di sotto pronto per essere spedito, appena arrivo ci penso io –
gli dice Chiara.
Nel frattempo sull’ autobus qualcuno si accorge di lei: “stava quasi piangendo, ora parla al telefono, chi sa con chi parla è sempre così malinconica?, però è carina, quasi quasi…” Una voce aspra distoglie Mario dai suoi pensieri:
-Faccia attenzione giovanotto a che cosa sta pensando deve scendere o no?--Prego mi scusi si accomodi.-
a questo punto era definitivamente passato il momento giusto, aveva già preso un fazzolettino credeva che sarebbe stato un modo carno di farsi notare ora non se la sentiva più di attaccare bottone ma i pensieri corrono e lui ci si reinfila dentro:
”Va bè non è il caso, la nostra figura l’abbiamo fatta, la rincontrerò se tutto va bene domani, oggi lasciamola stare sta ancora parlando al telefono e tra due fermate scende.”
Mario conosce tutto il percorso di Chiara, è un osservatore lui uno che non sa come ma ricorda i più piccoli particolari di ciò che c’è scritto sulla confezione del riso pronto in 5 minuti e non sa perchè, lui se lo ricorda . ”Chi sa che fa nella vita!Secondo me però è simpatica starà vivendo un periodo particolare, guarda che colori indossa, quel cappellino si! deve essere simpatica oltre che carina!”
La lacrima di Chiara è una lacrima di gioia. Ce l’ha davanti agli occhi quel bambolotto piccolo piccolo con gli occhioni così grigi come solo i neonati possono avere: Valerio, il figlio di sua sorella Bianca.
“La vita può essere ripetitiva quanto vuole – pensa - chissà quanti autobus dovrò ancora prendere nella mia vita per raggiungere Sorrento ogni mattina, ma se so che questo non è fine a se stesso, che prima o poi anch’io troverò a casa mio figlio ad aspettarmi…” E così continua a fantasticare sulla fortuna di sua sorella e proprio non riesce a trattenere più il pianto di felicità dinanzi allo splendido mistero della vita. E’ già scesa dall’autobus, si sta dirigendo verso l’agenzia turistica, come ogni mattina, che ancora pensa a Bianca, a Valerio, alla bellezza della maternità, a quando toccherà a lei, con chi. Tutti questi dolci pensieri le spariscono però all’istante appena entrata nell’agenzia.
-Buon giorno
Nessuno risponde il capo al telefono sembrava proprio in una giornata storta. Non fosse per la strada da Vico a Sorrento, sempre bloccata nelle settimane precedenti le feste di Natale e che immancabilmente le faceva far tardi al lavoro. Il direttore dell’agenzia ovviamente non gradiva e glielo fa capire bene oggi: un’occhiata che fa capire tutto, meglio di mille parole. Ed anche oggi la scrivania di Luca è vuota. Sono ormai 3 giorni che non si fa vedere né tanto meno sentire…”



venerdì, gennaio 13, 2006

Annalaura colpisce ancora!


Come prima cosa vi saluto tutti e vi annuncio che il filtro ai commenti è stato abolito!
come seconda cosa vi comunico con sommo piacere che adesso ho la patente per la Moto!!
il racconto sta "diventando" cosa di pochi allora che facciamo?


....intanto Chiara è in pulmann, un signore grasso e puzzoso le siede accanto...ma non se ne accorge...una donna arrogante e prepotente alza la voce, sbraita e vuole avere ragione sempre e solo lei....ma non se ne accorge...l'autista è nervoso, il solito traffico, il solito stress, la solita vita....ma non se ne acccorge...Chiara stamattina non si accorge di nulla...poggia le dita e ula testa sul finestrino e una lacrima le riga il volto...

mercoledì, gennaio 11, 2006

allora continuiamo?

nell' attesa che qualcuno abbia voglia di andare avanti con la storia vorrei sapere per esempio parallelamente cosa pensa Chiara! perchè non ci proviamo?
vi lascio oggi con una cosa che ho letto ieri non è molto colta ma....
"se metti 'o rhum in coppa a 'nu strunz non diventa 'nu babà"
ok vi saluto e rispondo a Paola che mi chiedeva se si possono lasciare commenti diversi da prosecuzioni della storia:
credo proprio di si!, e poi le regole ce le facciamo noi se ti senti di mandarmi afff lo puoi fare!!!

sabato, gennaio 07, 2006

lo sapevo!


Allora il primo di voi si è fatto avanti! COMPLIMENTONI!!! ecco cosa ci hanno proposto:


...e con la scusa di non riuscire a prendere questa difficile decisione mi balena una folle idea.... La chiamo? Potrebbe essere la volta giusta...: è lei che ogni mattina da ben due anni critica il mio modo di vestire e di comportarmi (troppo poco deciso, o per dirla con le sue stesse parole "troppo moscio"). E forse chiamandola potrei sorprenderla...Si, forse potrebbe essere la scusa buona per poter attaccare con lei un approccio diverso, non solo lavorativo,lei dolce e incredibile Chiara, che da due anni martella la mia testa...