
Io l' aramaico non lo capisco ma per dire basta a questa storia volevo solo fare presente che rimasto folgorato dalla bellezza e straordinaria comicità del pezzo del sig Ciccioformaggio non ho potuto fare altro che lasciargli tutto lo spazio che merita posizionandolo in maniera da risaltare ed avere vita propria a latere della becera storiella che ci apprestavamo a raccontare.
In funzione di ciò, invito di tutto cuore Ciccioformaggio a proseguire la storia oppure a darci ancora prova della sua grande dote di scrittore onirico.Spero vivamente che la polemica si interrompa quì perchè la storia ormai ce la siamo dimenticata tutti. A presto magari per un prossimo pezzo. mi sembra giusto riproporre il secondo capitolo ormai perso nei meandri del blog.In oltre volevo chiedere a Voi scrittori in comproprietà quale potrebbe essere un titolo possibile.
CAPITOLO DUE
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena, ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che s' incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre. Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo, proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano, lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.S' incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-Chiara pensò rapidamente a quante cose aveva da fare nel pomeriggio in agenzia, anche quel giorno tantissime. D’altra parte però, prima di Natale era impossibile riuscire a finire entro l’orario prefissato, poi dopo quei panini tracannati in 5 minuti da sola al bar, oggi poteva anche concedersi il lusso di una pausa più lunga. . -Al diavolo il capo, sì, mi fido di te, anche se mi sa che non dovrei. Portami dove vuoi- disse contenta Chiara, mentre già camminava verso il corso un braccio a serrare la borsa al fianco, l’altro sotto al braccio di Alberto, che la trascinava a grandi passi.Piccoli, piccolissimi erano invece i passi che muoveva in quello stesso momento Luca. Luca era nel buio, buio pesto. “Come ho fatto a dimenticare di portare con me le pile di riserve per la torcia!”
si dannava mentre la sua mente era tutta concentrata a ricordare, uno dopo l’altro, tutti i singoli passi che aveva fatto qualche ora prima quando era disceso nella caverna. Erano già 3 giorni che faceva quel percorso, anche se era la prima volta che doveva affrontarlo al buio. La gita organizzata con Alberto la domenica precedente era stata solo un pretesto per dare un’ultima occhiata alla zona e per assicurarsi che, tagliando per il vecchio sentiero, ormai completamente in disuso, fosse effettivamente riuscito ad arrivare alla caverna senza dover temere brutte sorprese.Sapeva della leggenda della grotta di Montepertuso, in paese si diceva che fosse una porta per l’inferno e la abitassero gli spiriti. Dopo 3 giorni di esplorazione gli era invece ben chiaro che la leggenda era stata opportunamente fatta circolare per distogliere l’attenzione da quel luogo, come aveva iniziato a sospettare da un po’. Tranquillizzato dal suo incedere sicuro nonostante il buio; Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando…
Alberto oggi ha deciso di andar via un pò prima, chiude la libreria e stringe bene la sciarpa e il cappotto attorno al collo. Oggi fa un freddo pazzo, la giornata è limpida e serena, ma sente davvero tanto freddo. Si siede ai bordi della fontana che si trova nella piazzetta della sua libreria e per un momento sembra quasi incantarsi nei riflessi dell'acqua che s' incrociano con i raggi del sole. Potrebbe restare lì per lungo tempo, rapito, quasi fuori dal mondo, con la sua mente e i suoi sogni che lo portano lontano....Ma la sua stessa mano che accarezza affettuosamente la calda e coloratissima sciarpa che Chiara ha fatto per lui, sembra riportarlo alla realtà.Si avvia verso il corso principale, entra nel portone dell'agenzia, fa le scale di corsa (l'ascensore è come al solito bloccato) e si precipita nella stanza di Chiara. Il capo è con lei è sta quasi per accigliarsi e chiedergli per quale motivo si fosse precipitato così impetuosamente e per giunta ben venti minuti prima della pausa pranzo. Alberto non gli lascia il tempo di parlare, prende la mano di Chiara e allarmato le dice che deve subito seguirlo.
-per motivi familiari urgenti, anzi urgentissimi.
Grida, con una faccia da due Novembre. Chiara prende il cappotto e si precipita giù per le scale, la sua mano sempre più stretta in quella di Alberto.Ma appena fuori dal portone il viso di Alberto trasforma la sua espressione, un largo sorriso gli illumina il viso e le dice:
-Chiara, scherzavo!, era solo una scusa per liquidare velocemente il tuo capo.
Per una frazione di secondo Chiara pensa di arrabbiarsi con Alberto e per lo spavento che le ha fatto prendere, ma poi rinuncia....Alberto è così...pazzo e imprevedibile e voleva solo farle un favore...Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perchè è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito la chiama almeno una volta al giorno e che non si allontana mai per tanto tempo senza prima avvertire.... Però che spavento le aveva fatto prendere! Alberto sapeva essere un ottimo attore e Chiara gli aveva creduto, anche se razionalmente avrebbe dovuto rendersi conto che il ragazzo non conosceva nessuno dei suoi familiari e ancor meno quindi avrebbe potuto essere a conoscenza di ‘motivi familiari urgentissimi come li aveva chiamati.”Stupida io a farmi trascinare giù per quattro piani col cuore in gola…”Pensò la ragazza.-Idiota!- gli disse una volta che ebbe ripreso fiato, ma non potè trattenere un sorriso - adesso come minimo mi offri il dolce --Hmm…- Alberto fece finta di riflettere sulla proposta con gli occhi rivolti in cielo e battendosi la punta dell’indice sul mento
-e va bene, in fondo mi piacciono le ragazze un po’ rotondette-
Riuscì ad evitare il colpo per un pelo e fu una fortuna, con tutte le cianfrusaglie che ci metteva dentro, la borsa di Chiara era un’arma impropria.La ragazza dal canto suo, proprio non riusciva ad arrabbiarsi con Alberto, era così spontaneo e anche le cose più assurde le diceva senza malizia. Così quando lui le porse la mano, lei la prese senza esitare, guardandolo con un’aria imbronciata solo per principio. In quel momento Alberto la trovò adorabile e si sentì sereno come non gli capitava più da qualche tempo. Peccato che presto avrebbe dovuto rovinare l’atmosfera, ma era tempo che affrontassero insieme il discorso Luca.S' incamminò in direzione opposta a quella del solito bar-Ma dove stiamo andando?- gli chiese Chiara.-Un posto nuovo, se non fai storie ti offro il pranzo intero-Chiara pensò rapidamente a quante cose aveva da fare nel pomeriggio in agenzia, anche quel giorno tantissime. D’altra parte però, prima di Natale era impossibile riuscire a finire entro l’orario prefissato, poi dopo quei panini tracannati in 5 minuti da sola al bar, oggi poteva anche concedersi il lusso di una pausa più lunga. . -Al diavolo il capo, sì, mi fido di te, anche se mi sa che non dovrei. Portami dove vuoi- disse contenta Chiara, mentre già camminava verso il corso un braccio a serrare la borsa al fianco, l’altro sotto al braccio di Alberto, che la trascinava a grandi passi.Piccoli, piccolissimi erano invece i passi che muoveva in quello stesso momento Luca. Luca era nel buio, buio pesto. “Come ho fatto a dimenticare di portare con me le pile di riserve per la torcia!”
si dannava mentre la sua mente era tutta concentrata a ricordare, uno dopo l’altro, tutti i singoli passi che aveva fatto qualche ora prima quando era disceso nella caverna. Erano già 3 giorni che faceva quel percorso, anche se era la prima volta che doveva affrontarlo al buio. La gita organizzata con Alberto la domenica precedente era stata solo un pretesto per dare un’ultima occhiata alla zona e per assicurarsi che, tagliando per il vecchio sentiero, ormai completamente in disuso, fosse effettivamente riuscito ad arrivare alla caverna senza dover temere brutte sorprese.Sapeva della leggenda della grotta di Montepertuso, in paese si diceva che fosse una porta per l’inferno e la abitassero gli spiriti. Dopo 3 giorni di esplorazione gli era invece ben chiaro che la leggenda era stata opportunamente fatta circolare per distogliere l’attenzione da quel luogo, come aveva iniziato a sospettare da un po’. Tranquillizzato dal suo incedere sicuro nonostante il buio; Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando…
9 commenti:
`ayin abun dbashmayo
Che come il Sig. C. Pasticcio dovrebbe sapere (se non buttasse la pretella e nascondesse la manella) in antico slang aramaico significa grosso modo int'e chiapp! O volendo anche int'al cul de sac...Del suo esimio cugino, che invece di alimentare questa inutile e sterile polemica che danneggia tutti gli utenti del blog potrebbe ammettere per una volta tanto di avere torto o non avere almeno tutte le ragioni. Per una volta tanto inoltre potrebbe degnarsi di giocare secondo le regole degli altri invece di cercare di imporre le proprie nascondendosi poi dietro principi di liberalità. Questo atteggiamento si che lo troviamo (pluralis maiestatis, perchè di fronte a certi casi [dis]umani viene spontaneo sentirsi superiori) fuori luogo! Vedere risposta al post precedente.
Spero comunque che la cosa finisca qui perchè stiamo davvero perdnedo di vista l'obiettivo principale del blog, tutto perchè qualcuno ha deciso di montare un caso su una parola che non gli è piaciuta...Alla faccia della libertà d'espressione!
X Ale, scusa ancora per tutto il casino, la storia è rimasta appesa in un punto davero intrigante, continuerei io se mi venisse un'idea decente...Intanto mi chiedo, se ti devi procurare solo la tutina, vuol dire che il frustino ce l'hai già? *____*
Baci, Paola
Bisogna essere veramente PARACULI per sostenere che sono io che non voglio giocare secondo le regole che la stessa Arikel ha così dettagliatamente elencato (ormai si sono accumulate venti pagine di spiegazioni che dovrebbero aver chiarito che non ho violato nessuna delle regole elencate dalla suddetta). La filosofia del BLOG e del ROUND ROBIN è una cosa seria, non sono certo io ad essere fuori dal suo spirito ne dalle sue regole (come spero sia chiaro dalle precedenti spiegazioni) ma quelli che pensano che esiste solo il LORO PUNTO DI VISTA e che quelli DIVIRSI ROVINANO LA SCORREVOLEZZA DEL RACCONTO anzichè arricchirlo. Proprio non capisco-e sarei veramente curioso di sapere- quale sarebbe il mio errore se non quello di attribuire alle parole il significato che viene loro attribuito anche dal vocabolario. In ogni caso tenetevi pure il vostro BLOG tanto per parteciparvi o si scrive come dite voi (ed in questo caso non avete bisogno di me) o si scrive in maniera diversa-purtroppo perturbando l'armonia della storia e si viene boicottati paventando INESISTENTI VIOLAZIONI DI REGOLE-(anche in questo caso non avete bisogno di me).
Statevi Beme
maronna mia due creaturi
non ho parole
Per chi la pensa come michelangelo IO SONO DISPOSTISSIMO A RICONOSCERE (e molto curioso di sapere quali sarebbero i) MIEI EVENTUALI ERRORI E/O VIOLIAZIONI DI REGOLE VERE O FALSE. Evidentemente sono limitato e dai dati a mia disposizione (vocabolario, regole di Arikel, logica causale) non riesco proprio a capire dov'era il problema. Evidentemente per lui (=michelangelo) la cosa non ha importanza e si può dire A (pensando evidentemente a Z) ed escludendo senza motivo apparente dal gioco altri. A me pare una questione di principio. Evidentemente lui (=michelangelo) riesce a vedere cose che io non vedo ed a dedurre che in realtà non è una questione di principio e c'è una qualche semplice spiegazione a tutto.
Beato lui
Io di creaturo ne vedo solo uno, ma mi basta. Con che coraggio poi si appella alle regole della round robin di cui nemmeno sapeva l’esistenza quando ha scritto quel pezzo, non lo so! Se pure ne ha ingarrata una è stato per puro caso. E comunque se avesse un minimo di rispetto (visto che il vocabolario ce l'ha potrebbe dare un'occhiatina, si trova alla lettera R) sia per le famose regole del blog che per chi lo frequenta, smetterebbe di alimentare questa polemica e cercherebbe di far proseguire la storia, cosa che mi appresto a fare. Ah già, ma ha detto che non ci gioca più e non ci viene più…Però intanto sta sempre a qua a spaccare il capello in quattro e ripetere concetti triti e ritriti.
Vabbè, passo al mio pezzetto di storia che è meglio. Come direbbe puffo Quattrocchi.
Non dovevano fare molta strada per raggiungere il nuovo locale, ma impiegarono lo stesso un sacco di tempo perché il Corso era completamente intasato oltre che dai soliti turisti, anche da tutti i Sorrentini a caccia di regali.
‘Ma non hanno fame?’ pensò Alberto mentre cercava di farsi largo tra la folla senza fare troppe vittime e trascinando Chiara che gli trotterellava dietro cercando di non perdere la presa sulla mano dell’amico. Una brusca virata in uno dei violetti, qualche metro ancora tra la folla che non accennava a diminuire neppure nelle strade secondarie e finalmente erano arrivati. Il bar, gelateria, ristorante, pizzeria e tutto il resto era grande e abbastanza accogliente e per fortuna non troppo affollato. I ragazzi presero posto ad un tavolino lontano dall’ingresso, evidentemente in cerca di un po’ di tranquillità. Mentre Alberto andava al banco ad ordinare per se stesso e per la ragazza, tanto sapeva cosa mangiava, Chiara si liberava di tutta la zavorra che aveva addosso, il cappello, la sciarpa, i guanti, tutte cose che aveva estratto dalla borsa strada facendo. Si guardava intorno pensando che si, il posto era carino, ma forse perché per lei era nuovo, lo trovava poco intimo. ‘Non che mi interessi stare in intimità con Alberto’ si ammonì mentalmente.
-Allora?- chiese Alberto una volta di ritorno, ridestandola dai suoi pensieri.
-Allora cosa?- chiese Chiara genuinamente sorpresa.
-Ti piace qui?-
-Si, carino, ma perché questo cambiamento?-
-Nessun motivo, così- rispose Alberto evasivo.
Ben presto gli furono serviti i piatti e i due mangiarono chiacchierando del più e del meno, ma il tempo cominciava a scarseggiare, Chiara aveva fatto in modo di avere almeno una partaccia al giorno dal capo per tutta la settimana e non voleva tirare troppo la corda.
-Senti- interruppe Albero lanciatissimo nel pieno di uno dei suoi racconti surreali. Non c’era da meravigliarsi che lavorasse in una libreria, solo che forse più che vendere i libri degli altri avrebbe dovuto scriverne di suoi.
-Ho capito- le rispose -Luca.-
Chiara annuì facendogli capire con lo sguardo che doveva proseguire visto che evidentemente aveva qualcosa da dire.
-Mamma mia Alberto! Che bello!- una voce squillante e decisamente troppo acuta li fece sobbalzare entrambi. Alberto si ritrovò soffocato da una marea di riccioli rossi e da due braccia che gli si erano serrate intorno al collo. Non appena riuscì a liberarsi si affrettò a fare le presentazioni.
-Ah Elena, quanto tempo, eh? Lei è Chiara- Chiara dal canto suo sfoggiò uno dei suoi sorrisi più gelidi stringendo la mano alla nuova arrivata. Elena, ancora tutta agitata, evidentemente non ci aveva fatto caso, Alberto si e cominciò ad avvertire aria di catastrofe.
-Meno male che vi ho incontrato ragazzi, mamma mia che giornata! Adesso vado un attimo in bagno poi vengo a sedermi con voi.- E senza aspettare una risposta, non che avesse lontanamente considerato l’idea di chiedere il permesso di sedersi al tavolo, Elena si avviò verso il bagno.
Lo sguardo di Chiara non prometteva niente di buono –Ma quanto mi piace stò nuovo locale. Mamma mia!- disse imitando Elena con un sorriso sinistro. ‘Allarme rosso’ pensò Alberto. –Senti non è colpa mia, ok? E’ la sorella di un mio amico, uno a cui tengo e che tiene molto a lei, e poi pesa 150 chili-
-E lo vedo! E ha pure il coraggio di mettersi i jeans così stretti- rispose Chiara appoggiandosi con rassegnazione allo schienale della sedia e incrociando le braccia.
-Ma mica lei, scema, suo fratel…ah!- Alberto si interruppe a metà frase, Chiara aveva capito benissimo. Si vendicò lanciandole una pallina di carta ricavata dal massacro di un tovagliolino.
-Allora ragazzi, che avete mangiato? Io che mangio?- Elena era tornata.
-Panino al cianuro- sibilò Chiara, ma la rossa non se ne accorse, era impegnata a leggere il menù e a farlo sentire a tutto il bar.
Alberto invece aveva sentito alla perfezione ‘addio mondo crudele’ pensò.
Caro ciccioformaggio e per conoscenza al suo addetto stampa ed a Arikel
Lei probabilmente non sa che il Michelangelo è una delle persone più polemiche che lei possa avere la sventura d’incontrare, ma in questa circostanza, mi vedo costretto a rilevare l’assenza di quei presupposti minimi per imbastire una polemica con lei, il di lei cugino e chiunque altro.
No mi sembra, mi corregga se dovessi essere in errore, di aver mai commentato i pezzi di storia da lei inseriti in questo cosi detto blog, in maniera inopportuna (Meteorite canfora ha colpito, mo voglio vedè che fai, in bocca al lupo) questo riportato tra parentesi è l’unico commento da me depositato nel blog sul pezzo da lei scritto, come può notare non ho mai fatto affermazioni riguardanti regole o cose simili, dato che solo il suo screzio informatico con Arikel mi ha reso partecipe di tali regole.
A mio parere l’unica regola da rispettare sempre, è il buon senso.
Non avendo pertanto io mai evidenziato errori da parte sua non riesco a capire il perché di tale sua affermazione nei miei confronti “IO SONO DISPOSTISSIMO A RICONOSCERE MIEI EVENTUALI ERRORI E/O VIOLIAZIONI DI REGOLE VERE O FALSE” se possibilmente trova il tempo e il modo di spiegarmela le sarò grato.
Sull’altra frase rivolta vero di me “Evidentemente per lui (=michelangelo)la cosa non ha importanza e si può dire A (pensando evidentemente a Z) ed escludendo senza motivo apparente dal gioco altri.”
Non mi sembra di aver affermato di condividere una sua espulsione o censura da questo che io ritengo essere un’qualcosa nato per far divertire, pertanto sostanzialmente libero, posso infatti tranquillamente affermare che per quanto mi riguarda lei può introdurre qualunque pezzo nella storia, le farei soltanto notare che come emiliano afferma anche i pezzi da me introdotti sono stati modificati, ritengo pertanto che il suo rancore nasca dal fatto che questo non è avvenuto per il pezzo da lei proposto, ma diciamo così questi è stato confinato.
Ritengo però che il suo confinamento nasca più che dall’originalità del pezzo, quanto dalla scansione temporale dei fatti narrati, infatti questi si veniva a inserire non come continuo della storia gia scritta ma come pezzo da sostituire ad un altro.
Ritengo pertanto comprensibile il suo disappunto, ma questo poteva essere messo in preventivo da lei, in quanto sostanzialmente lei ha per così dire proposto una modifica alla storia, in quanto proposta, questa poteva essere accettata o meno, senza stare qui a discutere su chi e secondo quali regole questo dovesse avvenire, in quanto non ho le basi conoscitive adatte a questo ambito, che le ripeto per me è solo un gioco, che non contempla la possibilità di scomodare cose come i Principi, che a mio parere sono stati tirati in ballo su di un terreno paludoso, non adatto a sostenerli.
La prego pertanto di considerare il mio sfogo relativo all’età dei contendenti una sottolineatura di ciò che ho appena affermato.
Mi scuso gia da ora con lei e Arikel in quanto mi rendo conto che la vostra tribuna politica ormai vi appassiona, ma ritengo che siete su due lunghezze d’onda completamente diverse e non vi capiate, se ciò vi offende siate liberi di ignorare le parole sopra riportate, in quanto scritte da un portatore di aria fritta, che non ha alcuna intenzione di impelagarsi in polemiche che non lo appartengono.
I miei distinti saluti e un augurio ai due contendenti affinché continuino ancora a comparire in questo blog
Michelangelo
Ma voi non siete normali............
Mo ci si mette pure er Michy e chi + ne ha + ne metta!!!
ABBBBASTAAAAAAAAAA!!!!!!!
Ci avete rotto il sasiccio,non rompete le palle e tornate a scrivere......nessuno escluso!!! Chi vuole intendere in...tenda... gli altri in roulotte!!! Bacici a tutti,ci vediamo stasera!!!
polemiche terminate
si ricomincia a scrivere
da aggiungere prima del pezzo di arikel
Luca pensava già al da farsi, una volta tornato a casa – “appena esco fuori chiamo subito Alberto” si diceva – quando…
Un rumore proveniente dallo stomaco gli ricordò che ormai era ora che mangiasse qualcosa, pensò tra se e se Luca di sicuro non c’è la fai ad uscire da qui dentro prima di sera alla velocità a cui stai andando, fermati riposa e mangia qualcosa è meglio essere in forze per continuare la risalita. Intanto a Sorrento….
Continuo ....
Alberto devi fare qualcosa…. pensa in fretta, si certo come sta … come si chiama? Aldo?
Bò credo bene rispose Elena, ormai saranno tre mesi che ci siamo lasciati
No Alberto hai sbagliato tutto
Chiara sempre più innervosita dalla situazione
Mandiamola sul generico pensò Alberto
Lavori sempre al negozio dei tuoi
Si per ora sono sempre parcheggiata li, ma non dispero di dare una svolta alla mia vita
Chiara ruppe gli indugi
A e che negozio è ?
Intimo uomo e donna, rispose Elena, sai siamo in centro, siamo piuttosto conosciuti, se voi qualche consiglio per una notte particolare con Alberto, so cosa piace a quest’uomo.
Chiara arrossi, non fece in temo a rispondere che Alberto intervenne, no Chiara non è la mia ragazza è solo una mia amica
Proposte di correzione
Una signora che era in libreria riportò Alberto alla realtà: - Giovanotto,giovanotto…
Scaccia via i pensieri arrabbiati anche perché è molto in pensiero per Luca e vorrebbe capire insieme ad Alberto che fine ha fatto, lui che di solito quando si allontana dal lavoro per molto tempo programma tutto in maniera minuziosa, avvisa tutti ed in un modo o nell’altro fa sempre avere sue notizie
se vuoi qualche consiglio per una notte particolare con Alberto, so cosa piace a quest’uomo.
scusate avevo scritto voi invece che vuoi
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