
non ho perso niente e in oltre ho provato a miscelare i pezzi mi piace ciò che ne è ucsito!!!!
Michelangelo ha proposto una foto che ne dite? (elena)
Chiara, posato il cellulare nella sua borsa, sempre strapiena di cose, cercò di prendere in mano la situazione e, rivolgendosi ai suoi due amici, disse ferma e convinta e tutto d'un fiato, senza lasciare che niente o nessuno potesse interromperla: "Penso che sia passato troppo tempo da quella sera e che non abbiamo mai parlato a sufficienza delle vicende di Montepertuso e di tutto quello che ci ha visto conivolti. Credo che sia giunto il momento di raccontarci tutto quello che sappiamo e cercare di capirci un pò di più. Luca, se per te va bene potremo vederci a casa tua stasera, hai detto che i tuoi genitori staranno fuori tutto il fine settimana, così potremo avere tutta la tranquillità per discutere. Se per voi va bene, vorrei coinvolgere in questa storia anche Mario, quel ragazzo che io e Alberto conoscemmmo quella notte di dicembre, anche lui potrebbe darci una mano a capire, visto che per lungo tempo ha lavorato nei cantieri che si trovavano in quelle vicinanze. Potremo incontrarci verso le 21:00, se a tutti va bene. Alberto, se tu proprio non riesci a liberarti di Elena, porta anche lei, ma se ti è possibile cerca di evitarlo: è troppo pettegola ed inoltre ogni volta che la incontro non fa che parlare di borse e vestiti nuovi o di smalti all'ultimo grido". Chiara, ultimamente era diventata ancora più pratica e decisa del solito. E paradossalmente era stato proprio il riavvicinamento di Alberto ed Elena a suscitare in lei questo cambiamento: Alberto era caduto anche lui in quella trappola del single sconsolato che, stanco di sentirsi solo si era ributtato nelle braccia della sua ex. Non era vero amore, questo lo sapevano tutti, spettatori e attori della vicenda sentimentale....e Chiara non poteva in qualche modo "perdonare" questo adagiarsi alle situazioni di Alberto. Questa vicenda aveva aiutato Chiara a capire un pò più i suoi sentimenti e forse ad averne ancora più paura. Sicuramente un ragazzo come Alberto sarebbe stato per sempre il suo amico più caro, ma non sarebbe mai potuto diventare il suo compagno per la vita, e così anche Mario, con cui aveva cercato di essere leale fin dal principio, per cui non aveva mai accettato nessuno dei suoi ripetuti inviti ad uscire. Ma Luca? Per Luca provava amicizia pura, ma perchè quando non lo vedeva si continuava a sentire un pò più triste? E perchè quando lui la guardava con quei suoi occhi grandi e le prendeva la mano, per un attimo aveva la sensazione che le mancasse il respiro? Era questo il suo inconfessabile segreto, da quella notte di dicembre immancabilmente provava una qualche forma di amore verso Luca, ma da quella stessa notte aveva al tempo stesso cercato di allotanarsi da lui, per la paura di rovinare la loro amicizia, per la paura di future sofferenze. Chiara, in realtà non si stava rendendo conto di ingannare se stessa, stava in pratica commettendo lo stesso errore di Alberto, con logiche diametralmente opposte. Luca e Alberto, furono d'accordo con lei e confermarono l'appuntamento per la serata. Alberto prima di andarsene dall'agenzia e ritornare al suo mondo di libri disse loro che avrebbe fatto tutto il possibile per non portare Elena.Fu davvero spettacolare l’ insieme di racconti e tripli salti mortali che riuscì a mettere insieme Alberto per riuscire a dribblare tutte le domande di Elena, che quando sospettò che alla riunione di amici avrebbe dovuto partecipare anche Chiara diventò una fiera, ma alla fine con la promessa di un bel week-end soli soletti Alberto riuscì a sganciarsi e riuscì perfino ad arrivare in tempo, ultimo, ma in tempo. Entrato nella stanza si è trovato di fronte ad un vero e proprio quartier generale, Luca previdentissimo aveva preparato su un grosso tavolo tutto l’ occorrente… cartine, ritagli di giornale, foto della zona con tanto di rilievi amatoriali che egli stesso aveva redatto….Alberto pensò di essere entrato al Pentagono!, e per continuare nella similitudine la “generalessa” Chiara aveva da subito preso la parola la quale dettò le regole della discussione, a sentir lei se pure erano tra amici non si poteva transigere da seguire un preciso ordine.Quindi con tono perentorio Chiara decise che il primo a parlare doveva essere Luca perché dicendolo con le sue sesse parole “ Ci deve spiegare per quale motivo ci ha ficcato in quella cavolo di situazione!!!! ”Allora Luca documentazione alla mano cominciò a raccontare :“ Tutto è cominciato quando, per lavoro , accompagnai una comitiva di Russi che mi chiese di visitare la zona senza una mata ben precisa, ma presto mi accorsi che ciò non era vero e la gita aveva un obiettivo ben preciso: La grotta di Montepertuso ! , il fatto che mi incuriosì di più fu che uno di loro non smetteva di scattare foto quasi volesse ricostruire il percors…“ Alberto a questo punto lo interruppe “ va beh mo ci mettiamo a giocare a Risiko! , i russi, il pentagono…. Ma non scherziamo! Adesso vuoi dire che ci hai fatto rischiare la pelle per questo ….”Inferocita per l’ interruzione di Luca
Più gentilmente anche Mario, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, un po’ sopraffatto dai tre amici, invitò Luca a continuare.- No, non è una guerra nucleare – disse perentorio Luca - ma comunque ci sono molte cose preoccupanti, ammesso che le mie sensazioni siano vere. E comunque in mezzo non ci sono gli americani, solo i russi. Provo a spiegarvi. Il tipo che non smetteva di scattare foto mi diceva di chiamarsi Roman: sapeva un po’ d’italiano perché suo nonno era un soldato veneto che aveva fatto la campagna di Russia durante
- Come mai non io? Rispondo sempre io al telefono. – chiese contrariata Chiara.
- Era il giorno in cui partorì tua sorella, il 2 Dicembre, lo ricordo bene. Caterina mi disse che non c’era nessun Roman nella lista. Provai a descriverglielo. Fu facile. Era un tipo buffo, tarchiato, un nasone rosso enorme, peraltro con un vistosissimo cappello col pompon rosa. Caterina capì subito di chi si trattava e fu lì che fui certo che c’era qualcosa di strano.
- Perché? – fece Mario in un sussurro, quasi sul punto di voler scappar via per la tensione.
- Perché Roman si era presentato la mattina a Caterina come Enzo, l’accompagnatore italiano del gruppo. Caterina mi garantì che era italiano, mi disse che parlarono addirittura in napoletano… Mi disse anche che Roman-Enzo si fece assicurare mille volte sulla possibilità di decidere loro l’itinerario.
- Beh, e poi? –
chiese impaziente Alberto.
- Poi niente, almeno per quella sera. La faccenda di Roman-Enzo mi pareva strana ma non è che sono il commissario Montalbano o Maigret, lasciai perdere. Però il giorno dopo sono ritornato alla caverna per capire che fine avessero fatto quei due era troppo strano quel gruppo si interruppe di scatto come a ricordarsi un particolare insignificante al momento ma assolutamente fondamentale ora che il puzzle si componeva. Il suo pubblico era attentissimo a non fare scappare nessuno di questi tasselli meno uno…. Mario che pensava tra se e se ed evitava di proferire parola intimorito dalla Generalissima, ” ….ma dove e con chi sono capitato, ma non hanno niente di meglio da fare che pensare ad intrighi internazionali, poi i russi… non si portano più, capirei degli arabi, ecco ricomparire “indiana jons” avevano ragione i poliziotti cape fresche come dicono da queste parti, e mo che si inventeranno, Mario attento non farti fregare!”Nel frattempo Luca riprese il racconto
