ma che succede la mania scrittoria è finita tutta di un botto???
questo poverino di Mario vorrebbe sapere che fine deve fare!!!!!
domenica, settembre 24, 2006
martedì, settembre 12, 2006
speriamo tutto a posto.......
Capitolo 6
Luca riprese il racconto, ma per un attimo sembrò dimenticarsi di essere in compagnia di altre tre persone e cominciò a ragionare tra sé e sé. Gli altri lo osservavano perplessi, ma il ragazzo ignorando il sopracciglio alzato di Alberto, l’espressione sorpresa e quasi comica sul viso di Mario e quella quasi spaventosa su quello di Chiara, si alzò e cominciò a passeggiare per la stanza. Alla fine esordì
-Torniamo là, alle grotte-
Seguì un coro di ‘sei impazzito?’, ‘stai scherzando?’ e ‘non ci penso proprio che però Luca ignorò completamente.
-Ma si! , andiamo!, vi faccio vedere una cosa, secondo me è importante!-
Si era così entusiasmato all’idea che già stava cominciando a raccattare in giro per la stanza lo zaino e tutte le cose che ci voleva mettere dentro.Alberto stava per intervenire e dire a Luca per filo e per segno cosa pensava di quell’idea assurda, del suo comportamento e di tutta quella situazione in generale, ma Mario lo anticipò e per quella che era praticamente la prima volta nella serata prese la parola
.-Senti è assurdo muoversi adesso, perché non ce lo racconti a parole quello che vuoi farci vedere? Non ti è bastata l’esperienza dell’ultima volta?-
e poi con più astio di quanto intendesse –Non è per me, ma non te ne accorgi che così rischi di mettere di nuovo i tuoi amici in una brutta situazione?-
Si era improvvisamente ricordato il viso di Chiara quella famosa sera mentre erano da soli a contemplare una corda spezzata. Non gli era piaciuto allora e non gli piaceva adesso. Luca si fermò di scatto con lo zaino in una mano e una torcia nell’altra e gli lanciò un’occhiata acuta ma non ostile. Quanto ad Alberto, riconobbe che Mario aveva espresso quello che era anche il suo pensiero, senza parolacce per di più, ma prima ancora di riuscire a realizzare cosa stesse facendo disse a Luca
– Ok , io vengo con te -
per un momento si sentì un perfetto lunatico. Un secondo prima avrebbe voluto far internare quell’esagitato e adesso era pronto a seguirlo in capo al mondo. Lo sguardo di gratitudine di quello che era uno dei suoi più cari amici però fu una bella ricompensa. Quasi quanto l’espressione esasperata sul viso di Mario_mi_preoccupo_tanto_per_i_tuoi_amici. Con un sorrisetto compiaciuto si alzò anche lui e disse a Chiara –andiamo?- come se andare a rompere le scatole a dei potenziali criminali russo/partenopei in un labirinto sotterraneo fosse una cosa normale.
-Chiara è assurdo, se vuoi ti riaccompagno a casa-
intervenne Mario ormai convinto di trovarsi a metà tra un incubo e un sogno…In fin dei conti starsene un po’ da solo con Chiara era proprio quello desiderava e se quegli altri due volevano andare ad ammazzarsi, erano fatti loro.Chiara era indecisa, Mario aveva assolutamente ragione, ma lei era assolutamente convinta che lasciare Luca e Alberto da soli fosse l’equivalente di un omicidio. Si stavano comportando da imbecilli, ma erano suoi amici.L’indecisione sul viso della ragazza spinse Alberto ad agire impulsivamente, lei sapeva essere insopportabilmente prepotente e anche se non l’avrebbe mai detto ad alta voce, era convinto che una ragazzetta indifesa in una situazione del genere sarebbe stata più che altro d’intralcio, però quella sera la voleva con sé a tutti i costi.-Ah va bene, se volevate starvene un po’ soli potevate dircelo- disse sghignazzando, poi prese Luca per un braccio e si diresse verso l’uscita –allora noi ce ne andiamo- aggiunse quasi cantando ed effettivamente trascinando con sé Luca, il quale sibilò un ‘Alberto’ più eloquente di mille parole, ma non si oppose alla marcia forzata impostagli dall’amico.Alle loro spalle i ragazzi sentirono solo i passi degli altri due che li seguivano. Salirono tutti e quattro in macchina, Mario e Chiara entrambi sul sedile posteriore, rassegnato l’uno, infuriata l’altra. Con sé stessa per non aver saputo essere più decisa, con Alberto che certe volte sapeva essere proprio bastardo e pure con Luca che chissà in quale guaio li stava cacciando. E con Mario perché… Bhè perché il solo pensiero di stare da sola con lui la faceva sentire così in imbarazzo e non era giusto. Solo il fatto di averle voltato le spalle tempestivamente, prima di poterla vedere arrossire, aveva salvato Alberto. Lui questo lo sapeva, come sapeva che la sua provocazione avrebbe ottenuto proprio l’effetto desiderato. Si sentì un po’ in colpa per aver sfruttato il punto debole della sua amica, ma lo squillo del cellulare lo distolse. Guardò il numero comparso sul display, Elena. Era la sua ragazza, ma in quel momento le rispose giusto perché sapeva che altrimenti avrebbe continuato ad insistere fino allo sfinimento. -Ele!- disse, sforzandosi di sembrare contento di parlarle, non era il momento di scatenare una scenata di gelosia. Sentì arrivargli alle spalle un verso di sdegno che Chiara non si era minimamente curata di trattenere. La voce squillante di Elena si sentiva attraverso il telefono in tutta la macchina, anche se non era possibile afferrare le parole. Il rumore del motore che Luca aveva appena avviato salvò Alberto dall’imbarazzo di condividere con gli altri tre tutti i ‘topolino’ e ‘tesorino’ di Elena. Però, anche senza volerlo, la ragazza che di tanto in tanto e sempre involontariamente si imbatteva in qualche radio giornale, gli stava comunicando una notizia interessante. Forse davvero sarebbe stato il caso di non uscire quella sera. Elena,con la sua voce fin troppo squillante era riuscita, al di là di ogni inimmaginabile tecnologia e senza naturalmente l'utilizzo del viva voce, fatto sapere simultaneamente a tutti e quattro che la strada che portava alla caverna di Montepertuso aveva subito un ulteriore cedimento e che la polizia si era subito precipitata sul posto per prevenire l'arrivo di curiosi che potessero essere di intralcio alle loro indagini. Alberto cercò di tagliare rapidamente la telefonata con Elena...nuove e repentine decisioni andavano prese... Mario dal canto suo, prese timidamente, nuovamente la parola e per la seconda volta nell'arco della stessa serata aveva perso una buona occasione per stare zitto.-Ecco, avevo detto che forse era meglio non essere precipitosi, lasciamo che la polizia indaghi su queste cose, non è compito nostro...- queste le timide parole che Mario stava pronunciando mentre si accingeva a scendere dalla macchina, non ebbe il tempo di continuare che subito fu interrotto da Luca, che disse duramente sbattendo forte la porta e dirigendosi verso la porta di casa sua:-Ma tu chi sei e chi ti ha chiamato? Nessuno ti costringe a fare cose che non vuoi, vattene che tanto saresti solo di intralcio per noi-. Era una rabbia insolita quella di Luca, non era per niente in linea con il suo carattere reagire con tanta aggressività nei confronti di qualcuno, qualcuno poi che non conosceva minimamente. Chiara sentì stringersi il cuore, vedere Luca soffrire faceva inevitabilmente soffrire anche lei e temeva che la sua stupida indecisione di qualche attimo prima non aveva fatto altro che contribuire ad aumentare lo stato di insofferenza dell'amico. Sapeva che solo lei in questo momento poteva riprendere in mano la situazione, doveva stemperare gli animi ma al tempo stesso mostrarsi risoluta. -Cerchiamo di restare calmi e di non farci sfuggire la situazione: oggi è venerdì, i poliziotti si sono precipitati stasera sulle montagne perchè durante il fine settimana vogliono dedicarsi a cose più tranquille. E poi, considerato come siano stati superficiali i loro sopralluoghi le volte precedenti, anche stasera passate un paio d'ore avranno finito il loro lavoro. Noi dobbiamo solo spostare la nostra visita a Montepertuso a domani mattina. Partenza alle cinque, per evitare traffico dei turisti e curiosi, magari potremo lasciare la macchina un pò distante dalla montagna e proseguire a piedi. Naturalmente nessuno deve sentirsi obbligato,viene solo chi se la sente davvero . -Ancora una volta Chiara aveva saputo trovare le parole giuste al posto giusto, ancora una volta il volto di Luca si era tranquillizzato, con uno splendido sorriso. Luca sfiorò la mano dell'amica e subito la strinse forte per farle capire quanto aveva apprezzato il suo intervento e poi si scusò con Mario per la sua irruenza, non voleva essere così maleducato. Poi, come un bambino, subito si rituffò nelle organizzazioni per il giorno seguente. -Potete dormire da me, sono solo così domani alle cinque in punto riusciremo a partire - Mario doveva passare per casa, non aveva niente con sè e non poteva "abbandonare" il suo cane senza preavviso. Ai ragazzi disse che alle cinque in punto si sarebbe fatto trovare sotto casa di Luca; in realtà voleva prendersi ancora qualche ora per poter riflettere se valeva o meno la pena ficcarsi in un pasticcio così grande,un qualcosa che non prospettava nulla di buono. Alberto aveva deciso di dormire con Luca e Chiara, ma ancora una volta non aveva fatto i conti con la "dolce" Elena: dopo dieci minuti di forti discussioni al cellulare, ancora una volta si era piegato al volere della sua dolce metà....e stavolta non sapeva neanche se il giorno dopo sarebbe riuscito a non portarsela con sè. Mario, rimase senza parole a pensare che Luca e Chiara avrebbero dormito da soli per quella notte ma non poteva fare altrimenti e così si avviò con Alberto e presero gli ultimi accordi per il giorno seguente. Anche Chiara fu presa da uno strano turbamento, tante volte avevano dormito da soli in quella casa lei e Luca, eppure stavolta aveva qualche pensiero in più. Chi non sembrava minimamente turbato era Luca che la prese per mano e la condusse verso casa......Alberto e Mario si erano già dileguati frettolosamente, il primo travolto e condizionato dalle parole dell’urlatrice Elena e il secondo cercando di non pensare a quella notte che lo aspettava. Un minuto prima Mario stava pensando a cosa fare per il giorno dopo, se andare oppure lasciar perdere l’impresa mattutina, un minuto dopo un piccolo colpo al cuore, quasi come uno sparo, gli aveva bloccato per due secondi il respiro, realizzò: Luca e Chiara avrebbero dormito da soli. Nella sua testa si affollavano mille pensieri e nello stesso tempo si domandava cosa sarebbe successo se lui non si fosse tirato indietro con decisione. Elena con una spalla avrebbe deciso di non andare o sarebbe comunque andata per non lasciare da soli gli amici? Questi pensieri però cedevano il passo a quelli per lui più preoccupanti al momento cioè una casa, un uomo ed una donne soli e “l’inevitabile”. Per rincuorarsi pensava: “Ma si dai si conosco da tempo, proprio stanotte deve succedere qualcosa?”, ma intanto pensando e ripensando e non riuscendo a dormire, non prese una decisione ma si concentrò a quei due possibili piccioncini, quasi come se il pensarli continuamente li avrebbe fatti sentire osservati e li avrebbe dissuasi dal fare qualcosa. Vane illusioni forse, ma non riusciva a fare altro e Morfeo non arrivava. Intanto a mezzanotte Chiara era già a letto nel divano-letto della sala di casa di Luca ed egli stesso trafficava ancora con le ultime cose da mettere negli zaini per la mattina dopo. Scorte di cibo e soprattutto da bere. A giudicare da quante cose metteva nelle borse sembrava che dovessero rimanere lì un mese. Chiara lo guardava mentre trafficava ancora con un aria dolce, quasi assonnata e lui ogni tanto la guardava cercando uno sguardo di approvazione. La sua brandina provvisoria nella sala era già pronta, “Preparo questa” - le aveva detto –“ così domani mattina quando suona la sveglia, e sicuramente non ce la faremo ad alzarci ci daremo forza a vicenda per non riaddormentarci”. Chiara aveva annuito, anche se per un attimo aveva fatto doppi pensieri, possibile che Luca avesse inventato una scusa così banale per dormire vicino a lei quando aveva il suo letto già pronto nella sua stanza? Finiti i preparativi Luca andò in bagno e si mise i pantaloncini da calcio con cui dormiva e una maglia grigia. Era carino, pensò Chiara, in quella prospettiva con la sua figura slanciata e il suo fisico asciutto. Si mise a sedere sul suo letto e con una mano accarezzandole la guancia le chiese “Hai sonno?”, lei disse con un filo di voce “Si”, da una parte si sentiva un po’ imbarazzata se focalizzava sulla situazione, ma dall’altra era completamente a suo agio. Allora lui si chinò le strinse la testa e le sussurrò all’orecchio “Allora cerchiamo di dormire, domani sarà una giornata difficile”. Lei gli strinse le braccia intorno alla schiena ed incredula di se stessa gli disse: “Dormi qui, accanto a me”. Lui non disse nulla, si stese e la abbracciò stretta. Caddero tutti i muri, occhi negli occhi, le labbra si sfiorarono. “Lo sai che sei un testone… fai sempre di testa tua!”. “Lo so e anche stavolta…” Si strinsero e accarezzandosi si addormentarono. Driiiiiiin 4:30 AM. Tutti giù dal letto, era stata la dormita più profonda degli ultimi dieci anni. In dieci minuti, colazione e preparazione ed erano già sulla porta. Scesero e cominciarono a caricare i bagagli nella macchina. Erano in anticipo sull’appuntamento e videro arrivare Mario, che con una notte in bianco sulle spalle, pensa che lucidità! Quasi barcollava con lo zaino sulle spalle e aveva due occhiaie da far paura. Chiara: “Mario già qui, che sei caduto dal letto? Ma hai dormito, stai bene?”. La decisione di partecipare era stata presa quasi per inerzia e come un automa si era alzato, preparato ed era andato all’appuntamento…La faccia di Mario, lasciava trasparire senza ombra di dubbio, che il poveretto non aveva proprio dormito durante la scorsa notte, assalito da timori, ansie preoccupazioni e turbamenti sentimentali. Tutto il contrario di Chiara...non faceva un sonno così tranquillo e sereno da ormai lungo tempo. Ultimamente presa da una sconosciuta angoscia ogni volta che andava a dormire incominciava nel buio della sua stanza a piangere silenziosamente, le lacrime le rigavano il volto e riusciva a prendere sonno solo per poche ore. Ma la sua inquietitudine quella notte non le aveva fatto compagnia, scacciata dalla presenza di Luca, dalle braccia del ragazzo strette attorno alle sue e dalla meravigliosa Nuvole Nere di Ludovico Einaudi in sottofondo. Era contenta che quella notte tra di loro non ci fosse stata alcuna complicazione erotica e sentimentale, non si sentiva ancora pronta e se qualcosa doveva succedere, c'era tutto il tempo perchè avvenisse. Per ora si era materializzato tutto quello che aveva desiderato e di cui aveva sentito il bisogno: l'abbraccio caldo dell'amico che durante la notte non l'aveva abbandonata neanche per un istante.Ma la verità è che era stata solo una sua sensazione, in verità Luca appena Chiara si era addormentata era andato a fare una ricerca su Internet gli balenava in testa una parola che quei loschi figuri pronunciavano tra loro…. Abra&co , doveva essere la ditta/associazione per cui lavoravano e aveva scoperto molti fatti strani primo fra tutti che figuravano acquisti importanti in Italia ma non meglio precisati. Il resto dei siti era in Russo e Luca pur conoscendo perfettamente 6 lingue dovette arrendersi davanti al carattere cirillico di cui erano zeppi questi maledettissimi siti. Alle 5:45 erano già sul posto la macchina di Luca sembrava raddrizzare le curve della costiera, spinta dalla furia di arrivare. Sorpresa delle sorprese ! Tutti i calcoli fatti la sera prima erano andati in fumo le pattuglie della Polizia presidiavano ancora la zona, allora in preda ad una profonda frustrazione Luca si rivolge a Chiara :-Meglio aspettare vero? Almeno ieri avremmo potuto approfittare del fatto che questi si dovevano ancora organizzare ora ci sta una cortina d’ acciaio! La solita organizzatrice dei miei stivali e ringrazia di essere una ragazza …..Allora Mario interviene in soccorso di Chiara – Hey “Jack lo Squartatore” calmati, cosa poteva saperne Chiara !. Nell’ arco di 24 ore già due liti con Mario veramente una media impressionante per uno pacifico come Luca…. Ma la lite e stata subito interrotta da una guardia che avvicinandosi alla macchina aveva intimato l’ Alt
-Dove andate?-Volevamo fare una escursione….- beh oggi no! Questa zona è interdetta a chiunque!- ma noi volevamo andare al di là della montagna….- Ho detto che non si passa, chiaro !!!! E ora andate altrimenti sono costretto a chiedere i documenti!- va bene va bene non si arrabbi… ce ne andiamo! Disse Alberto più accondiscendente.Mentre tornavano a casa di Luca il silenzio regnava sovrano.Chiara era sconvolta dall’aggressività di Luca, non solo nei confronti di Mario ma anche verso lei stessa. Solo qualche ora prima il tenero abbraccio di Luca l’aveva confortata e riscaldata, ora sembrava esserci un abisso tra di loro. Dal canto suo lo stesso Luca era sorpreso dal suo comportamento, ma non gli badava più di tanto: il mistero della caverna di Montepertuso richiedeva l’attenzione di ogni sua cellula. Alberto e Mario, anche loro in silenzio, tentavano di trovare da qualche parte una motivazione al continuare ad andar dietro agli enigmatici racconti di Luca.Profondamente assorti nei loro pensieri, nessuno dei tre amici di Luca si accorse che la strada del ritorno si stava allungando sempre più. Dopo più di un’ora, Mario cacciò letteralmente un grido vedendo Luca pagare al casello dell’autostrada.- Ma dove diavolo stiamo andando? -- Luca, ma che stai facendo? – gli fece eco Alberto.- Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Fa così il proverbio? – rispose sardonico Luca.- Sì, fa così. Ma che c’entra? Ci vuoi spiegare, almeno stavolta – implorò Alberto.- Devo andare piano, più piano – disse Luca, senza dar segno di aver ascoltato l’amico.- Basta Luca, non ci puoi sequestrare. Voglio andare via. Fammi scendere – urlò Chiara, con Alberto e Mario che la seguirono in coro.- Ok, state calmi. Vi racconto tutto, o meglio tutto il resto. Quel che vi volevo far vedere stamattina erano delle assi accantonate poco dopo l’ingresso della caverna. Normali assi da grandi imballaggi, con la scritta Abra&co in piccolo sul retro. – - Ma è la stessa scritta che sta sul telo di quel furgone lì davanti – osservò sobbalzando Alberto.- Quel furgone lo stiamo seguendo più o meno da quando abbiamo fatto retro-front per colpadel blocco della polizia. Ecco perché stiamo prendendo l’autostrada. Dovete sapere – continuò Luca - che stanotte ho fatto delle ricerche sulla Abra&co, una ditta di spedizioni russa, perché ieri sera, mentre vi raccontavo dei fatti di sei mesi fa, mi sono ricordato tutto d’un tratto che Enzo ed il suo amico pronunciarono spesso questo nome in quella famosa gita. Ebbene, su Internet quasi tutti i siti che ho trovato sono in cirillico, ma ho comunque scoperto una cosa: che Abra&co è una ditta di spedizioni ma del tutto particolare, infatti effettua trasporti in tutto il mondo ma solo di merce costosa - da quanto ho capito. Sui pochi siti di in italiano che parlano di questa ditta si parla di pietre preziose, gioielli da milioni di dollari, composti chimici ad altro rischio, bombe, virus letali, ecc ecc. Avete presente un film di James Bond? Ecco leggendo quegli articoli mi sono reso conto che oramai si può commerciare delle cose più pericolose semplicemente avendo gli agganci giusti, cioè conoscendo queste società o ditte che effettuano questi trasporti “ad alto rischio”. Questo però non ci dice molto sulla natura degli oggetti trasportati da questo furgone. Capite? Potrebbe essere qualunque cosa! Concluse Luca. Chiara era sempre più incredula, in che cavolo di guaio di stavano cacciano, ora pure ad inseguire i virus letali. O chissà cos’altro! Oramai Luca era inarrestabile, diciamo pure che li aveva fregati, come potevano abbandonare la macchina senza il suo permesso, e lui non sembrava per nulla intenzionato a farsi sfuggire questa occasione. Mentre Chiara pensava che avrebbero dovuto soltanto fare marcia indietro e farsi i fatti loro, Alberto disse: “Ebbene cosa pensi di fare? Di andare fino in Russia in 500? O chissà dove”. No – rispose Luca – ho un piano. “Un piano? Cioè seguirli in capo al mondo tu sei pazzo.” Sbottò Alberto. Non credo che andranno molto lontano, penso che si fermeranno al loro quartier generale – disse Luca. Oramai il ragazzo era pienamente calato nei panni della spia alle calacagna dei malavitosi e usava già un gergo da consumato segugio. Ma proprio mentre diceva quella parole il furgone davanti a loro mise la freccia e uscì al casello di …Formia! Ma in tutta quella strada Mario continuava a chiedersi che cosa ci facesse in quell 'auto ; si sentiva come in un sogno, in cui sei sdoppiato, e guardi da spettatore una copia di te stesso mentre fa qualcosa. Questa assurda storia non lo riguardava per niente; l'unico anello di congiunzione era Chiara, seduta lì accanto, e che lui non aveva neanche il coraggio di voltarsi a guardare dopo gli ultimi diverbi avuti con Luca.Non poteva proprio sopportarlo, questo Luca: con quest'aria avventurosa, questa capacità di rendere affascinante persino una noiosissima caverna...e soprattutto l'attrazione evidente tra lui e Chiare era quello che più gli faceva male.Mario trovava stupida tutta la storia dell'inseguimento al furgone; ma allo stesso tempo non poteva fare a meno di fantasticare su qualche situazione che potesse fargli guadagnare un posto speciale nel cuore di Chiara; per esempio, farle da scudo col suo corpo in una sparatoria coi contrabbandieri e prendersi un proiettile per difenderla... "Povero Mario, quando crescerai? Queste cose succedono solo nei film americani..." era la sua amara riflessione.Bambino mai cresciuto davvero, Mario aveva spesso questi voli di fantasia...da piccolo, giocava da solo con i Lego e aveva già deciso in cuor suo di voler progettare barche...costruiva navi e inventava storie di pirati e di viaggi...timido e silenzioso anche con gli altri bambini, crescendo aveva sempre sofferto le persone come Luca e Alberto, più allegre e spontanee, piene di iniziativa, che avevano successo con le ragazze...e ora si trovava proprio in auto con Luca, a odiarlo a al tempo stesso ad ammirarlo, perchè avebbe voluto essere come lui e al suo posto in questo momento...Ma mentre pensava a tutte queste cose, la loro auto fece una brusca frenata...
-‘ Cazzo fai?!- chiese Alberto trattenendosi a stento dal gridare in faccia a Luca che aveva letteralmente inchiodato la macchina a terra. La lite della notte precedente con Elena era stata epica e oltre a portargli via un sacco di tempo, gli aveva anche sottratto qualcuna delle già poche ore di sonno. Almeno si era momentaneamente liberato della sua ‘dolce’ metà, alla quale doveva mancare qualche rotella, ma non certo le energie e infatti era riuscita a sfiancarlo con un fiume in piena di parole e isterismi vari nel momento in cui lui le aveva comunicato che sarebbe stato via tutto il giorno seguente e che non aveva intenzione di portarsela dietro. Si era trascinato a casa di Luca quella mattina con l’entusiasmo ai minimi storici per trovarsi di fronte un Mario che stava anche peggio di lui, una Chiara cui a quell’ora di mattina ancora andava di tenere un contegno da regina offesa e un pazzo che rispondeva al nome di Luca.Luca dal canto suo neppure rispose, era concentrato a fare inversione, ormai erano entrati nell’abitato e poiché di strada fino a Formia ne avevano dovuta fare parecchia e cominciavano ad esserci molte macchine in giro, la manovra si rivelò più complicata del previsto, alla fine comunque riuscì ad infilarsi in una stradina secondaria che portava ad un dedalo di altre strade ancora più piccole e dissestate. Un quartieraccio di periferia squallido e praticamente deserto.-E ora dove stai andando?- chiese Chiara, non senza una punta di esasperazione nella voce.-Ma dormite ancora?- rispose Luca acido – il camion ha appena girato in questa traversa, senza neppure mettere la freccia, si devono essere accorti di noi, ma adesso li riprendo--Ma figurati! Mica stiamo in Svizzera? Sai quanti girano senza freccia- stavolta fu Mario ad usare un tono scontroso.Luca però non lo stava a sentire, si era fermato di nuovo, nel bel mezzo di un incrocio, ma tanto non si vedeva un’anima in nessuna delle quattro direzioni, il camion si era praticamente volatilizzato e Luca, resosi conto della cosa, si era dovuto fermare e aveva preso a bestemmiare e picchiare con la mano sul volante.Alberto ormai non aveva più pazienza per le scenate isteriche -Ma ti vuoi calmare cazzo?- stavolta non si trattenne minimamente e urlò contro l’amico così forte da spaventare Chiara, la quale rimase in silenzio al suo posto, Mario seguì saggiamente il suo esempio. Luca dal canto suo non aveva nessuna intenzione di calmarsi –vaffanculo Alberto! E pure ‘sti altri due! Siete contenti? Li abbiamo persi, fine dei giochi- e scese dalla macchina lì dove stava, in mezzo all’incrocio, sbattendosi la porta alle spalle e lasciando gli altri completamente stupefatti, specialmente Chiara, quello lì semplicemente non era il suo Luca. Quanto ad Alberto, aveva cercato di contare fino a dieci prima di scendere dalla macchina per evitare una rissa, ma non era arrivato neppure a cinque che un’idea all’improvviso gli aveva attraversato la mente, uscì sbattendo la porta anche lui e in un nanosecondo aveva già fatto il giro, afferrato Luca per il colletto del giubbino e l’aveva sbattuto contro la macchina tanto per essere chiari. –Adesso mi racconti tutto quello che sai, tutto, hai capito? E basta con le cazzate o qua finisce male-All’interno Chiara era rimasta immobile come una statua, ormai sull’orlo delle lacrime, Mario le prese una mano e la ragazza gliela strinse con la sua.
Appena fuori dall’auto, Alberto era rigido, tutti i muscoli tesi, pronti a rispondere a Luca, con cui ormai si aspettava di doversi azzuffare, dopo il suo attacco così violento. Invece, inaspettatamente, Luca quasi sospirando, disse:- Hai ragione, avete ragione, vi devo il resto del racconto che ho interrotto ieri sera. -Entrarono in auto. Luca vide le mani di Mario e Chiara intrecciate le une alle altre ma non vi badò. Piuttosto iniziò a parlare con tono solenne:- Mario, Chiara, è ora che vi racconti il resto di quel che so su questa faccenda della caverna di Montepertuso; non ne ho la prova certa, ma, vedrete, ho il forte sentore che la storia sia piuttosto preoccupante. E grave e pericolosa. Ieri sera ho interrotto il mio racconto senza parlarvi di ciò che ho scoperto quando visitai per la prima volta la caverna di Montepertuso, il giorno dopo la gita con la comitiva russa. La faccio breve: in fondo alla caverna trovai una cassetta di legno, con dentro… -- Con dentro? – gli fece eco Alberto, ancora inferocito.- Con dentro tre kalashnikov. – rispose Luca. Nel silenzio allibito dei suoi tre amici, continuò:- Il particolare che mi sono ricordato tutto d’un tratto ieri sera è che su un lato della cassetta c’era in piccolo la scritta “Abra%co”. Io conoscevo quella scritta: nel mese di Dicembre ho visto spesso camioncini come quello che abbiamo seguito oggi fin qui, dalle parti di Positano. Anche al ritorno da quella gita che facemmo io e voi, Alberto e Chiara, la domenica prima che io “scomparvi” per dedicarmi a questa faccenda e visitare più volte la caverna di Montepertuso.- E cosa hai scoperto in queste tue visite? – gli chiese Alberto, ancora con astio.- Non ho le prove, ma credo che la caverna nasconda da qualche parte un deposito di armi e munizioni. Quella cassetta doveva essere solo un errore di dimenticanza, tant’è che dopo la mia prima visita non la vidi più. Insomma, secondo me, l’Abra&co traffica armi con la Russia.- Cosa? Ma che stai dicendo? – si risvegliò Mario. – Ma che senso avrebbe importare armi qui in Italia dalla Russia?- Mario, ma li leggi i giornali? – chiese Luca, senza mascherare un bel po’ di disprezzo. – Qui le armi si usano tutti i giorni. Mai sentito parlare delle guerre di camorra? Comunque in generale in Italia le armi non si importano, si esportano. Siamo il secondo paese esportatore di armi al mondo, ovviamente dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, pur essendo grandi solo un trentesimo degli Stati Uniti, il nostro volume d’affari, 250 milioni di dollari all’anno, è già la metà di quello americano, e comunque in ulteriore crescita. Luca continuò, nel silenzio irreale dei suoi amici allibiti, per un attimo nessuno parla e alla fine Mario dice:
- Già ma non potrebbe essere semplicemente che quelle armi servono solo a difendere la spedizioni infondo hai detto che sono cose preziose e così dicendo innervosito dalla situazione esce dall’ auto per prendere una boccata d’ aria…..Ma uscito dalla macchina si trova difronte ad una bellissima sorpresa:
- CHI E’ TU?
Quattro armadii armati di tutto punto afferrano Mario per le braccia immobilizzandolo; era la scorta del camion che fino ad ora avevano seguito e che evidentemente avevano avvertito la loro presenza. Le cose ormai erano precipitate.
L’urlo di Chiara svegliò Luca che si riprese dalla trance in cui si era calato, mette in moto parte e lancia l’ auto velocissima lontano da quel posto, si sentiva in trappola!, Alberto non riusciva a credere a cosa stava succedendo:
- Cazzo Luca lo hai lasciato lì, quello è rimasto lì! Lo faranno a pezzi, devi torare indietro!!!!
Ma questa parole sembrano lanciate al vento, Chiara oramai schiumante non aveva più fiato la paura la sopraffece e svenne. Intanto la macchina correva lontano senza nessun segno di ripensamento……
Luca riprese il racconto, ma per un attimo sembrò dimenticarsi di essere in compagnia di altre tre persone e cominciò a ragionare tra sé e sé. Gli altri lo osservavano perplessi, ma il ragazzo ignorando il sopracciglio alzato di Alberto, l’espressione sorpresa e quasi comica sul viso di Mario e quella quasi spaventosa su quello di Chiara, si alzò e cominciò a passeggiare per la stanza. Alla fine esordì
-Torniamo là, alle grotte-
Seguì un coro di ‘sei impazzito?’, ‘stai scherzando?’ e ‘non ci penso proprio che però Luca ignorò completamente.
-Ma si! , andiamo!, vi faccio vedere una cosa, secondo me è importante!-
Si era così entusiasmato all’idea che già stava cominciando a raccattare in giro per la stanza lo zaino e tutte le cose che ci voleva mettere dentro.Alberto stava per intervenire e dire a Luca per filo e per segno cosa pensava di quell’idea assurda, del suo comportamento e di tutta quella situazione in generale, ma Mario lo anticipò e per quella che era praticamente la prima volta nella serata prese la parola
.-Senti è assurdo muoversi adesso, perché non ce lo racconti a parole quello che vuoi farci vedere? Non ti è bastata l’esperienza dell’ultima volta?-
e poi con più astio di quanto intendesse –Non è per me, ma non te ne accorgi che così rischi di mettere di nuovo i tuoi amici in una brutta situazione?-
Si era improvvisamente ricordato il viso di Chiara quella famosa sera mentre erano da soli a contemplare una corda spezzata. Non gli era piaciuto allora e non gli piaceva adesso. Luca si fermò di scatto con lo zaino in una mano e una torcia nell’altra e gli lanciò un’occhiata acuta ma non ostile. Quanto ad Alberto, riconobbe che Mario aveva espresso quello che era anche il suo pensiero, senza parolacce per di più, ma prima ancora di riuscire a realizzare cosa stesse facendo disse a Luca
– Ok , io vengo con te -
per un momento si sentì un perfetto lunatico. Un secondo prima avrebbe voluto far internare quell’esagitato e adesso era pronto a seguirlo in capo al mondo. Lo sguardo di gratitudine di quello che era uno dei suoi più cari amici però fu una bella ricompensa. Quasi quanto l’espressione esasperata sul viso di Mario_mi_preoccupo_tanto_per_i_tuoi_amici. Con un sorrisetto compiaciuto si alzò anche lui e disse a Chiara –andiamo?- come se andare a rompere le scatole a dei potenziali criminali russo/partenopei in un labirinto sotterraneo fosse una cosa normale.
-Chiara è assurdo, se vuoi ti riaccompagno a casa-
intervenne Mario ormai convinto di trovarsi a metà tra un incubo e un sogno…In fin dei conti starsene un po’ da solo con Chiara era proprio quello desiderava e se quegli altri due volevano andare ad ammazzarsi, erano fatti loro.Chiara era indecisa, Mario aveva assolutamente ragione, ma lei era assolutamente convinta che lasciare Luca e Alberto da soli fosse l’equivalente di un omicidio. Si stavano comportando da imbecilli, ma erano suoi amici.L’indecisione sul viso della ragazza spinse Alberto ad agire impulsivamente, lei sapeva essere insopportabilmente prepotente e anche se non l’avrebbe mai detto ad alta voce, era convinto che una ragazzetta indifesa in una situazione del genere sarebbe stata più che altro d’intralcio, però quella sera la voleva con sé a tutti i costi.-Ah va bene, se volevate starvene un po’ soli potevate dircelo- disse sghignazzando, poi prese Luca per un braccio e si diresse verso l’uscita –allora noi ce ne andiamo- aggiunse quasi cantando ed effettivamente trascinando con sé Luca, il quale sibilò un ‘Alberto’ più eloquente di mille parole, ma non si oppose alla marcia forzata impostagli dall’amico.Alle loro spalle i ragazzi sentirono solo i passi degli altri due che li seguivano. Salirono tutti e quattro in macchina, Mario e Chiara entrambi sul sedile posteriore, rassegnato l’uno, infuriata l’altra. Con sé stessa per non aver saputo essere più decisa, con Alberto che certe volte sapeva essere proprio bastardo e pure con Luca che chissà in quale guaio li stava cacciando. E con Mario perché… Bhè perché il solo pensiero di stare da sola con lui la faceva sentire così in imbarazzo e non era giusto. Solo il fatto di averle voltato le spalle tempestivamente, prima di poterla vedere arrossire, aveva salvato Alberto. Lui questo lo sapeva, come sapeva che la sua provocazione avrebbe ottenuto proprio l’effetto desiderato. Si sentì un po’ in colpa per aver sfruttato il punto debole della sua amica, ma lo squillo del cellulare lo distolse. Guardò il numero comparso sul display, Elena. Era la sua ragazza, ma in quel momento le rispose giusto perché sapeva che altrimenti avrebbe continuato ad insistere fino allo sfinimento. -Ele!- disse, sforzandosi di sembrare contento di parlarle, non era il momento di scatenare una scenata di gelosia. Sentì arrivargli alle spalle un verso di sdegno che Chiara non si era minimamente curata di trattenere. La voce squillante di Elena si sentiva attraverso il telefono in tutta la macchina, anche se non era possibile afferrare le parole. Il rumore del motore che Luca aveva appena avviato salvò Alberto dall’imbarazzo di condividere con gli altri tre tutti i ‘topolino’ e ‘tesorino’ di Elena. Però, anche senza volerlo, la ragazza che di tanto in tanto e sempre involontariamente si imbatteva in qualche radio giornale, gli stava comunicando una notizia interessante. Forse davvero sarebbe stato il caso di non uscire quella sera. Elena,con la sua voce fin troppo squillante era riuscita, al di là di ogni inimmaginabile tecnologia e senza naturalmente l'utilizzo del viva voce, fatto sapere simultaneamente a tutti e quattro che la strada che portava alla caverna di Montepertuso aveva subito un ulteriore cedimento e che la polizia si era subito precipitata sul posto per prevenire l'arrivo di curiosi che potessero essere di intralcio alle loro indagini. Alberto cercò di tagliare rapidamente la telefonata con Elena...nuove e repentine decisioni andavano prese... Mario dal canto suo, prese timidamente, nuovamente la parola e per la seconda volta nell'arco della stessa serata aveva perso una buona occasione per stare zitto.-Ecco, avevo detto che forse era meglio non essere precipitosi, lasciamo che la polizia indaghi su queste cose, non è compito nostro...- queste le timide parole che Mario stava pronunciando mentre si accingeva a scendere dalla macchina, non ebbe il tempo di continuare che subito fu interrotto da Luca, che disse duramente sbattendo forte la porta e dirigendosi verso la porta di casa sua:-Ma tu chi sei e chi ti ha chiamato? Nessuno ti costringe a fare cose che non vuoi, vattene che tanto saresti solo di intralcio per noi-. Era una rabbia insolita quella di Luca, non era per niente in linea con il suo carattere reagire con tanta aggressività nei confronti di qualcuno, qualcuno poi che non conosceva minimamente. Chiara sentì stringersi il cuore, vedere Luca soffrire faceva inevitabilmente soffrire anche lei e temeva che la sua stupida indecisione di qualche attimo prima non aveva fatto altro che contribuire ad aumentare lo stato di insofferenza dell'amico. Sapeva che solo lei in questo momento poteva riprendere in mano la situazione, doveva stemperare gli animi ma al tempo stesso mostrarsi risoluta. -Cerchiamo di restare calmi e di non farci sfuggire la situazione: oggi è venerdì, i poliziotti si sono precipitati stasera sulle montagne perchè durante il fine settimana vogliono dedicarsi a cose più tranquille. E poi, considerato come siano stati superficiali i loro sopralluoghi le volte precedenti, anche stasera passate un paio d'ore avranno finito il loro lavoro. Noi dobbiamo solo spostare la nostra visita a Montepertuso a domani mattina. Partenza alle cinque, per evitare traffico dei turisti e curiosi, magari potremo lasciare la macchina un pò distante dalla montagna e proseguire a piedi. Naturalmente nessuno deve sentirsi obbligato,viene solo chi se la sente davvero . -Ancora una volta Chiara aveva saputo trovare le parole giuste al posto giusto, ancora una volta il volto di Luca si era tranquillizzato, con uno splendido sorriso. Luca sfiorò la mano dell'amica e subito la strinse forte per farle capire quanto aveva apprezzato il suo intervento e poi si scusò con Mario per la sua irruenza, non voleva essere così maleducato. Poi, come un bambino, subito si rituffò nelle organizzazioni per il giorno seguente. -Potete dormire da me, sono solo così domani alle cinque in punto riusciremo a partire - Mario doveva passare per casa, non aveva niente con sè e non poteva "abbandonare" il suo cane senza preavviso. Ai ragazzi disse che alle cinque in punto si sarebbe fatto trovare sotto casa di Luca; in realtà voleva prendersi ancora qualche ora per poter riflettere se valeva o meno la pena ficcarsi in un pasticcio così grande,un qualcosa che non prospettava nulla di buono. Alberto aveva deciso di dormire con Luca e Chiara, ma ancora una volta non aveva fatto i conti con la "dolce" Elena: dopo dieci minuti di forti discussioni al cellulare, ancora una volta si era piegato al volere della sua dolce metà....e stavolta non sapeva neanche se il giorno dopo sarebbe riuscito a non portarsela con sè. Mario, rimase senza parole a pensare che Luca e Chiara avrebbero dormito da soli per quella notte ma non poteva fare altrimenti e così si avviò con Alberto e presero gli ultimi accordi per il giorno seguente. Anche Chiara fu presa da uno strano turbamento, tante volte avevano dormito da soli in quella casa lei e Luca, eppure stavolta aveva qualche pensiero in più. Chi non sembrava minimamente turbato era Luca che la prese per mano e la condusse verso casa......Alberto e Mario si erano già dileguati frettolosamente, il primo travolto e condizionato dalle parole dell’urlatrice Elena e il secondo cercando di non pensare a quella notte che lo aspettava. Un minuto prima Mario stava pensando a cosa fare per il giorno dopo, se andare oppure lasciar perdere l’impresa mattutina, un minuto dopo un piccolo colpo al cuore, quasi come uno sparo, gli aveva bloccato per due secondi il respiro, realizzò: Luca e Chiara avrebbero dormito da soli. Nella sua testa si affollavano mille pensieri e nello stesso tempo si domandava cosa sarebbe successo se lui non si fosse tirato indietro con decisione. Elena con una spalla avrebbe deciso di non andare o sarebbe comunque andata per non lasciare da soli gli amici? Questi pensieri però cedevano il passo a quelli per lui più preoccupanti al momento cioè una casa, un uomo ed una donne soli e “l’inevitabile”. Per rincuorarsi pensava: “Ma si dai si conosco da tempo, proprio stanotte deve succedere qualcosa?”, ma intanto pensando e ripensando e non riuscendo a dormire, non prese una decisione ma si concentrò a quei due possibili piccioncini, quasi come se il pensarli continuamente li avrebbe fatti sentire osservati e li avrebbe dissuasi dal fare qualcosa. Vane illusioni forse, ma non riusciva a fare altro e Morfeo non arrivava. Intanto a mezzanotte Chiara era già a letto nel divano-letto della sala di casa di Luca ed egli stesso trafficava ancora con le ultime cose da mettere negli zaini per la mattina dopo. Scorte di cibo e soprattutto da bere. A giudicare da quante cose metteva nelle borse sembrava che dovessero rimanere lì un mese. Chiara lo guardava mentre trafficava ancora con un aria dolce, quasi assonnata e lui ogni tanto la guardava cercando uno sguardo di approvazione. La sua brandina provvisoria nella sala era già pronta, “Preparo questa” - le aveva detto –“ così domani mattina quando suona la sveglia, e sicuramente non ce la faremo ad alzarci ci daremo forza a vicenda per non riaddormentarci”. Chiara aveva annuito, anche se per un attimo aveva fatto doppi pensieri, possibile che Luca avesse inventato una scusa così banale per dormire vicino a lei quando aveva il suo letto già pronto nella sua stanza? Finiti i preparativi Luca andò in bagno e si mise i pantaloncini da calcio con cui dormiva e una maglia grigia. Era carino, pensò Chiara, in quella prospettiva con la sua figura slanciata e il suo fisico asciutto. Si mise a sedere sul suo letto e con una mano accarezzandole la guancia le chiese “Hai sonno?”, lei disse con un filo di voce “Si”, da una parte si sentiva un po’ imbarazzata se focalizzava sulla situazione, ma dall’altra era completamente a suo agio. Allora lui si chinò le strinse la testa e le sussurrò all’orecchio “Allora cerchiamo di dormire, domani sarà una giornata difficile”. Lei gli strinse le braccia intorno alla schiena ed incredula di se stessa gli disse: “Dormi qui, accanto a me”. Lui non disse nulla, si stese e la abbracciò stretta. Caddero tutti i muri, occhi negli occhi, le labbra si sfiorarono. “Lo sai che sei un testone… fai sempre di testa tua!”. “Lo so e anche stavolta…” Si strinsero e accarezzandosi si addormentarono. Driiiiiiin 4:30 AM. Tutti giù dal letto, era stata la dormita più profonda degli ultimi dieci anni. In dieci minuti, colazione e preparazione ed erano già sulla porta. Scesero e cominciarono a caricare i bagagli nella macchina. Erano in anticipo sull’appuntamento e videro arrivare Mario, che con una notte in bianco sulle spalle, pensa che lucidità! Quasi barcollava con lo zaino sulle spalle e aveva due occhiaie da far paura. Chiara: “Mario già qui, che sei caduto dal letto? Ma hai dormito, stai bene?”. La decisione di partecipare era stata presa quasi per inerzia e come un automa si era alzato, preparato ed era andato all’appuntamento…La faccia di Mario, lasciava trasparire senza ombra di dubbio, che il poveretto non aveva proprio dormito durante la scorsa notte, assalito da timori, ansie preoccupazioni e turbamenti sentimentali. Tutto il contrario di Chiara...non faceva un sonno così tranquillo e sereno da ormai lungo tempo. Ultimamente presa da una sconosciuta angoscia ogni volta che andava a dormire incominciava nel buio della sua stanza a piangere silenziosamente, le lacrime le rigavano il volto e riusciva a prendere sonno solo per poche ore. Ma la sua inquietitudine quella notte non le aveva fatto compagnia, scacciata dalla presenza di Luca, dalle braccia del ragazzo strette attorno alle sue e dalla meravigliosa Nuvole Nere di Ludovico Einaudi in sottofondo. Era contenta che quella notte tra di loro non ci fosse stata alcuna complicazione erotica e sentimentale, non si sentiva ancora pronta e se qualcosa doveva succedere, c'era tutto il tempo perchè avvenisse. Per ora si era materializzato tutto quello che aveva desiderato e di cui aveva sentito il bisogno: l'abbraccio caldo dell'amico che durante la notte non l'aveva abbandonata neanche per un istante.Ma la verità è che era stata solo una sua sensazione, in verità Luca appena Chiara si era addormentata era andato a fare una ricerca su Internet gli balenava in testa una parola che quei loschi figuri pronunciavano tra loro…. Abra&co , doveva essere la ditta/associazione per cui lavoravano e aveva scoperto molti fatti strani primo fra tutti che figuravano acquisti importanti in Italia ma non meglio precisati. Il resto dei siti era in Russo e Luca pur conoscendo perfettamente 6 lingue dovette arrendersi davanti al carattere cirillico di cui erano zeppi questi maledettissimi siti. Alle 5:45 erano già sul posto la macchina di Luca sembrava raddrizzare le curve della costiera, spinta dalla furia di arrivare. Sorpresa delle sorprese ! Tutti i calcoli fatti la sera prima erano andati in fumo le pattuglie della Polizia presidiavano ancora la zona, allora in preda ad una profonda frustrazione Luca si rivolge a Chiara :-Meglio aspettare vero? Almeno ieri avremmo potuto approfittare del fatto che questi si dovevano ancora organizzare ora ci sta una cortina d’ acciaio! La solita organizzatrice dei miei stivali e ringrazia di essere una ragazza …..Allora Mario interviene in soccorso di Chiara – Hey “Jack lo Squartatore” calmati, cosa poteva saperne Chiara !. Nell’ arco di 24 ore già due liti con Mario veramente una media impressionante per uno pacifico come Luca…. Ma la lite e stata subito interrotta da una guardia che avvicinandosi alla macchina aveva intimato l’ Alt
-Dove andate?-Volevamo fare una escursione….- beh oggi no! Questa zona è interdetta a chiunque!- ma noi volevamo andare al di là della montagna….- Ho detto che non si passa, chiaro !!!! E ora andate altrimenti sono costretto a chiedere i documenti!- va bene va bene non si arrabbi… ce ne andiamo! Disse Alberto più accondiscendente.Mentre tornavano a casa di Luca il silenzio regnava sovrano.Chiara era sconvolta dall’aggressività di Luca, non solo nei confronti di Mario ma anche verso lei stessa. Solo qualche ora prima il tenero abbraccio di Luca l’aveva confortata e riscaldata, ora sembrava esserci un abisso tra di loro. Dal canto suo lo stesso Luca era sorpreso dal suo comportamento, ma non gli badava più di tanto: il mistero della caverna di Montepertuso richiedeva l’attenzione di ogni sua cellula. Alberto e Mario, anche loro in silenzio, tentavano di trovare da qualche parte una motivazione al continuare ad andar dietro agli enigmatici racconti di Luca.Profondamente assorti nei loro pensieri, nessuno dei tre amici di Luca si accorse che la strada del ritorno si stava allungando sempre più. Dopo più di un’ora, Mario cacciò letteralmente un grido vedendo Luca pagare al casello dell’autostrada.- Ma dove diavolo stiamo andando? -- Luca, ma che stai facendo? – gli fece eco Alberto.- Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Fa così il proverbio? – rispose sardonico Luca.- Sì, fa così. Ma che c’entra? Ci vuoi spiegare, almeno stavolta – implorò Alberto.- Devo andare piano, più piano – disse Luca, senza dar segno di aver ascoltato l’amico.- Basta Luca, non ci puoi sequestrare. Voglio andare via. Fammi scendere – urlò Chiara, con Alberto e Mario che la seguirono in coro.- Ok, state calmi. Vi racconto tutto, o meglio tutto il resto. Quel che vi volevo far vedere stamattina erano delle assi accantonate poco dopo l’ingresso della caverna. Normali assi da grandi imballaggi, con la scritta Abra&co in piccolo sul retro. – - Ma è la stessa scritta che sta sul telo di quel furgone lì davanti – osservò sobbalzando Alberto.- Quel furgone lo stiamo seguendo più o meno da quando abbiamo fatto retro-front per colpadel blocco della polizia. Ecco perché stiamo prendendo l’autostrada. Dovete sapere – continuò Luca - che stanotte ho fatto delle ricerche sulla Abra&co, una ditta di spedizioni russa, perché ieri sera, mentre vi raccontavo dei fatti di sei mesi fa, mi sono ricordato tutto d’un tratto che Enzo ed il suo amico pronunciarono spesso questo nome in quella famosa gita. Ebbene, su Internet quasi tutti i siti che ho trovato sono in cirillico, ma ho comunque scoperto una cosa: che Abra&co è una ditta di spedizioni ma del tutto particolare, infatti effettua trasporti in tutto il mondo ma solo di merce costosa - da quanto ho capito. Sui pochi siti di in italiano che parlano di questa ditta si parla di pietre preziose, gioielli da milioni di dollari, composti chimici ad altro rischio, bombe, virus letali, ecc ecc. Avete presente un film di James Bond? Ecco leggendo quegli articoli mi sono reso conto che oramai si può commerciare delle cose più pericolose semplicemente avendo gli agganci giusti, cioè conoscendo queste società o ditte che effettuano questi trasporti “ad alto rischio”. Questo però non ci dice molto sulla natura degli oggetti trasportati da questo furgone. Capite? Potrebbe essere qualunque cosa! Concluse Luca. Chiara era sempre più incredula, in che cavolo di guaio di stavano cacciano, ora pure ad inseguire i virus letali. O chissà cos’altro! Oramai Luca era inarrestabile, diciamo pure che li aveva fregati, come potevano abbandonare la macchina senza il suo permesso, e lui non sembrava per nulla intenzionato a farsi sfuggire questa occasione. Mentre Chiara pensava che avrebbero dovuto soltanto fare marcia indietro e farsi i fatti loro, Alberto disse: “Ebbene cosa pensi di fare? Di andare fino in Russia in 500? O chissà dove”. No – rispose Luca – ho un piano. “Un piano? Cioè seguirli in capo al mondo tu sei pazzo.” Sbottò Alberto. Non credo che andranno molto lontano, penso che si fermeranno al loro quartier generale – disse Luca. Oramai il ragazzo era pienamente calato nei panni della spia alle calacagna dei malavitosi e usava già un gergo da consumato segugio. Ma proprio mentre diceva quella parole il furgone davanti a loro mise la freccia e uscì al casello di …Formia! Ma in tutta quella strada Mario continuava a chiedersi che cosa ci facesse in quell 'auto ; si sentiva come in un sogno, in cui sei sdoppiato, e guardi da spettatore una copia di te stesso mentre fa qualcosa. Questa assurda storia non lo riguardava per niente; l'unico anello di congiunzione era Chiara, seduta lì accanto, e che lui non aveva neanche il coraggio di voltarsi a guardare dopo gli ultimi diverbi avuti con Luca.Non poteva proprio sopportarlo, questo Luca: con quest'aria avventurosa, questa capacità di rendere affascinante persino una noiosissima caverna...e soprattutto l'attrazione evidente tra lui e Chiare era quello che più gli faceva male.Mario trovava stupida tutta la storia dell'inseguimento al furgone; ma allo stesso tempo non poteva fare a meno di fantasticare su qualche situazione che potesse fargli guadagnare un posto speciale nel cuore di Chiara; per esempio, farle da scudo col suo corpo in una sparatoria coi contrabbandieri e prendersi un proiettile per difenderla... "Povero Mario, quando crescerai? Queste cose succedono solo nei film americani..." era la sua amara riflessione.Bambino mai cresciuto davvero, Mario aveva spesso questi voli di fantasia...da piccolo, giocava da solo con i Lego e aveva già deciso in cuor suo di voler progettare barche...costruiva navi e inventava storie di pirati e di viaggi...timido e silenzioso anche con gli altri bambini, crescendo aveva sempre sofferto le persone come Luca e Alberto, più allegre e spontanee, piene di iniziativa, che avevano successo con le ragazze...e ora si trovava proprio in auto con Luca, a odiarlo a al tempo stesso ad ammirarlo, perchè avebbe voluto essere come lui e al suo posto in questo momento...Ma mentre pensava a tutte queste cose, la loro auto fece una brusca frenata...
-‘ Cazzo fai?!- chiese Alberto trattenendosi a stento dal gridare in faccia a Luca che aveva letteralmente inchiodato la macchina a terra. La lite della notte precedente con Elena era stata epica e oltre a portargli via un sacco di tempo, gli aveva anche sottratto qualcuna delle già poche ore di sonno. Almeno si era momentaneamente liberato della sua ‘dolce’ metà, alla quale doveva mancare qualche rotella, ma non certo le energie e infatti era riuscita a sfiancarlo con un fiume in piena di parole e isterismi vari nel momento in cui lui le aveva comunicato che sarebbe stato via tutto il giorno seguente e che non aveva intenzione di portarsela dietro. Si era trascinato a casa di Luca quella mattina con l’entusiasmo ai minimi storici per trovarsi di fronte un Mario che stava anche peggio di lui, una Chiara cui a quell’ora di mattina ancora andava di tenere un contegno da regina offesa e un pazzo che rispondeva al nome di Luca.Luca dal canto suo neppure rispose, era concentrato a fare inversione, ormai erano entrati nell’abitato e poiché di strada fino a Formia ne avevano dovuta fare parecchia e cominciavano ad esserci molte macchine in giro, la manovra si rivelò più complicata del previsto, alla fine comunque riuscì ad infilarsi in una stradina secondaria che portava ad un dedalo di altre strade ancora più piccole e dissestate. Un quartieraccio di periferia squallido e praticamente deserto.-E ora dove stai andando?- chiese Chiara, non senza una punta di esasperazione nella voce.-Ma dormite ancora?- rispose Luca acido – il camion ha appena girato in questa traversa, senza neppure mettere la freccia, si devono essere accorti di noi, ma adesso li riprendo--Ma figurati! Mica stiamo in Svizzera? Sai quanti girano senza freccia- stavolta fu Mario ad usare un tono scontroso.Luca però non lo stava a sentire, si era fermato di nuovo, nel bel mezzo di un incrocio, ma tanto non si vedeva un’anima in nessuna delle quattro direzioni, il camion si era praticamente volatilizzato e Luca, resosi conto della cosa, si era dovuto fermare e aveva preso a bestemmiare e picchiare con la mano sul volante.Alberto ormai non aveva più pazienza per le scenate isteriche -Ma ti vuoi calmare cazzo?- stavolta non si trattenne minimamente e urlò contro l’amico così forte da spaventare Chiara, la quale rimase in silenzio al suo posto, Mario seguì saggiamente il suo esempio. Luca dal canto suo non aveva nessuna intenzione di calmarsi –vaffanculo Alberto! E pure ‘sti altri due! Siete contenti? Li abbiamo persi, fine dei giochi- e scese dalla macchina lì dove stava, in mezzo all’incrocio, sbattendosi la porta alle spalle e lasciando gli altri completamente stupefatti, specialmente Chiara, quello lì semplicemente non era il suo Luca. Quanto ad Alberto, aveva cercato di contare fino a dieci prima di scendere dalla macchina per evitare una rissa, ma non era arrivato neppure a cinque che un’idea all’improvviso gli aveva attraversato la mente, uscì sbattendo la porta anche lui e in un nanosecondo aveva già fatto il giro, afferrato Luca per il colletto del giubbino e l’aveva sbattuto contro la macchina tanto per essere chiari. –Adesso mi racconti tutto quello che sai, tutto, hai capito? E basta con le cazzate o qua finisce male-All’interno Chiara era rimasta immobile come una statua, ormai sull’orlo delle lacrime, Mario le prese una mano e la ragazza gliela strinse con la sua.
Appena fuori dall’auto, Alberto era rigido, tutti i muscoli tesi, pronti a rispondere a Luca, con cui ormai si aspettava di doversi azzuffare, dopo il suo attacco così violento. Invece, inaspettatamente, Luca quasi sospirando, disse:- Hai ragione, avete ragione, vi devo il resto del racconto che ho interrotto ieri sera. -Entrarono in auto. Luca vide le mani di Mario e Chiara intrecciate le une alle altre ma non vi badò. Piuttosto iniziò a parlare con tono solenne:- Mario, Chiara, è ora che vi racconti il resto di quel che so su questa faccenda della caverna di Montepertuso; non ne ho la prova certa, ma, vedrete, ho il forte sentore che la storia sia piuttosto preoccupante. E grave e pericolosa. Ieri sera ho interrotto il mio racconto senza parlarvi di ciò che ho scoperto quando visitai per la prima volta la caverna di Montepertuso, il giorno dopo la gita con la comitiva russa. La faccio breve: in fondo alla caverna trovai una cassetta di legno, con dentro… -- Con dentro? – gli fece eco Alberto, ancora inferocito.- Con dentro tre kalashnikov. – rispose Luca. Nel silenzio allibito dei suoi tre amici, continuò:- Il particolare che mi sono ricordato tutto d’un tratto ieri sera è che su un lato della cassetta c’era in piccolo la scritta “Abra%co”. Io conoscevo quella scritta: nel mese di Dicembre ho visto spesso camioncini come quello che abbiamo seguito oggi fin qui, dalle parti di Positano. Anche al ritorno da quella gita che facemmo io e voi, Alberto e Chiara, la domenica prima che io “scomparvi” per dedicarmi a questa faccenda e visitare più volte la caverna di Montepertuso.- E cosa hai scoperto in queste tue visite? – gli chiese Alberto, ancora con astio.- Non ho le prove, ma credo che la caverna nasconda da qualche parte un deposito di armi e munizioni. Quella cassetta doveva essere solo un errore di dimenticanza, tant’è che dopo la mia prima visita non la vidi più. Insomma, secondo me, l’Abra&co traffica armi con la Russia.- Cosa? Ma che stai dicendo? – si risvegliò Mario. – Ma che senso avrebbe importare armi qui in Italia dalla Russia?- Mario, ma li leggi i giornali? – chiese Luca, senza mascherare un bel po’ di disprezzo. – Qui le armi si usano tutti i giorni. Mai sentito parlare delle guerre di camorra? Comunque in generale in Italia le armi non si importano, si esportano. Siamo il secondo paese esportatore di armi al mondo, ovviamente dopo gli Stati Uniti. Tuttavia, pur essendo grandi solo un trentesimo degli Stati Uniti, il nostro volume d’affari, 250 milioni di dollari all’anno, è già la metà di quello americano, e comunque in ulteriore crescita. Luca continuò, nel silenzio irreale dei suoi amici allibiti, per un attimo nessuno parla e alla fine Mario dice:
- Già ma non potrebbe essere semplicemente che quelle armi servono solo a difendere la spedizioni infondo hai detto che sono cose preziose e così dicendo innervosito dalla situazione esce dall’ auto per prendere una boccata d’ aria…..Ma uscito dalla macchina si trova difronte ad una bellissima sorpresa:
- CHI E’ TU?
Quattro armadii armati di tutto punto afferrano Mario per le braccia immobilizzandolo; era la scorta del camion che fino ad ora avevano seguito e che evidentemente avevano avvertito la loro presenza. Le cose ormai erano precipitate.
L’urlo di Chiara svegliò Luca che si riprese dalla trance in cui si era calato, mette in moto parte e lancia l’ auto velocissima lontano da quel posto, si sentiva in trappola!, Alberto non riusciva a credere a cosa stava succedendo:
- Cazzo Luca lo hai lasciato lì, quello è rimasto lì! Lo faranno a pezzi, devi torare indietro!!!!
Ma questa parole sembrano lanciate al vento, Chiara oramai schiumante non aveva più fiato la paura la sopraffece e svenne. Intanto la macchina correva lontano senza nessun segno di ripensamento……
sabato, settembre 09, 2006
oh mamma!
vi è venuta la mania scrittoria?
ora il lavoro si è fatto pesante ed è ora che cominci a mettere tutto a posto!
p.s. Paola ben tornata! grazie per la stupenda cartolina....(invidia!!!!!!!!!!!!)
ora il lavoro si è fatto pesante ed è ora che cominci a mettere tutto a posto!
p.s. Paola ben tornata! grazie per la stupenda cartolina....(invidia!!!!!!!!!!!!)
giovedì, settembre 07, 2006
Benvenuto! e bentornati!
Vedo con piacere che il blog si è arricchito di nuovi scrittori!
Chiedo scusa per l' assenza ma in fin dei conti io la mia settimana di vacanze l' ho presa un pò spostata...... ma era pur sempre una sola solissima settimana!
Appena leggo tutto pubblichiamo e per essre precisi.... LA PAROLA CENSURA SU QUESTO BLOG è CENSURATA!!!!!!!
grazie ed a presto!!!!!!!
Chiedo scusa per l' assenza ma in fin dei conti io la mia settimana di vacanze l' ho presa un pò spostata...... ma era pur sempre una sola solissima settimana!
Appena leggo tutto pubblichiamo e per essre precisi.... LA PAROLA CENSURA SU QUESTO BLOG è CENSURATA!!!!!!!
grazie ed a presto!!!!!!!
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