mercoledì, dicembre 27, 2006

EWWIVA

Carissimi blogaffezzionati Babbo Natale nella sua infinita bontà ci ha portato un nuovo pezzo di storia in dono!
Un poco esotico e con molti spunti!
forzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa




Intanto, nella sua casa messa a soqquadro, Luca riordinava le idee.”Alla fine hanno portato via solo il case del computer, dove io non ho granché d’importante. Avrebbero dovuto immaginare che i dati più importanti sulla Abra&co. sono sul pen-drive che ho sempre con me. Quindi è solo un avvertimento questo sfascio che mi hanno procurato in casa. Ma non bastava quello di Formia? Oppure sono ladri comuni quelli che sono entrati in casa: hanno preso quel che c’è di maggior valore, il PC, ed hanno messo tutto a soqquadro nel tentativo di trovare qualcos’altro di loro interesse. No, non è possibile, il mio schermo al plasma vale molto di più del case del computer, eppure è ancora lì”. E focalizzando meglio lo schermo poggiato sbilenco sulla scrivania, curiosamente semicoperto dal suo accappatoio e dalla sciarpa di tweed regalatagli dalla madre per il Natale di qualche anno fa, vide Chiara seduta lì affianco che piangeva sommessa con la testa tra le mani. Vide anche Alberto lì vicino che la consolava accarezzandole meccanicamente i capelli e le parlava piano. Si avvicinò per consolare anch’egli Chiara, ma in realtà rimase in piedi in silenzio dinanzi ai due. L’unica voce nella stanza, a parte quelle di sottofondo dei carabinieri ora a setacciare il bagno, era quella di Alberto.- Non fare così Chiara, è tutto a posto. Sono sicuro che anche Luca è d’accordo con me. L’unica cosa da fare è prendersi una vacanza tutti e tre e lasciar perdere una volta per tutte questa maledetta storia di Montepertuso. Tu eri già fermamente d’accordo a non interessarci più di questa faccenda. A Luca lo facesti anche giurare. Oggi, alla vista di questo sfacelo, hai avuto uno scatto d’ira che ti ha fatto cambiare opinione tutto d’un tratto, ma sono sicuro che, quando ti sarai calmata del tutto, sarai ancora dell’opinione di mollare tutto. -Dopo un minuto di silenzio, con Luca immobile in piedi di nuovo perso nei suoi pensieri e Chiara ancora a singhiozzare, Albero continuò:- Io ho una proposta. Oggi è il 3 Luglio, tra 7 giorni sarei dovuto partire per Patmos con Elena: 15 giorni lontano da tutto e da tutti. Luca lo sa bene perché mi prese lui i biglietti. Tuttavia ultimamente io ed Elena, diciamo così, siamo in freddo. I biglietti che ho sono per due, ma sono convinto che tu o Luca non avreste problemi a trovare un posto per una terza persona. Che ne dici? –- Alberto, ma come ti viene di pensare alle vacanze, qui, ora – singhiozzò Chiara.- E perché no? Io sono convinto che tutti e tre abbiamo proprio bisogno di una vacanza. E poi, se è vero che siamo nel mirino di trafficanti russi o chissà chi altri, una vacanza sarebbe proprio l’occasione di manifestare chiaramente che alziamo bandiera bianca. Qualunque intrigo ci sia sotto questa storia, è compito della polizia occuparsene. Il nostro dovere di cittadini noi lo abbiamo già compiuto. Abbiamo già raccontato tutto quel che sapevamo alla polizia. Giusto, Luca? –Luca ruotò lentamente gli occhi verso Alberto. Non disse nulla, solo inarcò leggermente il sopracciglio sinistro.CAPITOLO 8Nel pomeriggio, con il sole che scintillava sugli scogli bruni e di riflesso infuocava ancor di più la sabbia color avorio, la spiaggetta a Nord-Est dell’isola si faceva pressocchè deserta. Kampos era un minuscolo villaggio di pescatori, l’ultimo avamposto di civiltà prima che mare, rocce ed agavi prendessero totalmente il sopravvento.Il pomeriggio sarebbe probabilmente trascorso come già nei primi due giorni per i tre amici. Chiara a rosolarsi al sole, vincendo il pudore e rubando al bikini sempre più cm di pelle scoperta; Luca a camminare su e giù, a destra ed a manca a caccia del sasso o della conchiglia più bella ed Alberto a lamentarsi per il caldo, cercando ristoro nella taverna sulla spiaggia, di cui apprezzava soprattutto degli strani gelati alle spezie: anice e cannella erano i suoi gusti preferiti. Gli ricordavano due donne. La cannella era Elena, piccante ed aggressiva. L’anice era Chiara: quando si stendeva ad abbronzarsi affianco a lei, la sua pelle indorata dal sole odorava esattamente di anice. Nel complesso i tre amici parlavano poco l’uno con l’altro, sembrava che avessero bisogno ciascuno di percorsi personali e non condivisibili per mettersi davvero alle spalle la brutta storia della caverna di Montepertuso.Quel terzo pomeriggio di vacanza non passò però esattamente come i primi due. Luca era sì in giro a cercare pietre, Chiara aveva interrotto la sua maratona abbronzante con un rapido tuffo ed Alberto già bramava l’ombra della taverna, quando dalla borsa di Chiara Alberto vide lampeggiare una lucina, il telefonino. Curioso aprì furtivo la borsa e diede uno sguardo al display:- Mario?! …

1 commento:

Anonimo ha detto...

Complimenti a Valeria per l'opera editoriale e di "restauro" del racconto.
Io comunque sono contrario alla pubblicazione, e per due motivi:
1) La storia è impubblicabile; non è un racconto, non è un romanzo, al
limite una sceneggiatura di una soap-thriller, anche se sfilacciatissima. Ma
d'altra parte non potrebbe essere diversamente: è scritta da tante mani
diverse, peraltro nessuna di scrittore, sebbene Paola potrebbe sicuramente
esserlo (a me piacerebbe tantissimo essere uno scrittore, ma non credo di
avere capacità e soprattutto fantasia per farlo).
2) Porsi un limite, intendo dire di pagine, di capitoli, nella scrittura è
un peccato. Il divertimento di questo blog di Alessandro sta proprio nel
dare libero sfogo alla fantasia e nello scrivere in se stesso. Se lo
portiamo a finire, ci perdiamo lo sfizio.
Queste sono comunque solo le mie opinioni. Anzi, aspetto quelle degli altri.
Così come aspetto altri contributi al racconto.
Scrivete, scrivete, scrivete!